Wikipedia, l’enciclopedia (troppo) libera
15/03/2010 - Torniamo a parlare dei problemi della Wikipedia italiana. Per onestà intellettuale premetto che ho forti pregiudizi nei confronti della Wikipedia italiana, per aver personalmente constatato quanto possa diventare aberrante un meccanismo in cui la verità è stabilita a maggioranza o
Torniamo a parlare dei problemi della Wikipedia italiana.
Per onestà intellettuale premetto che ho forti pregiudizi nei confronti della Wikipedia italiana, per aver personalmente constatato quanto possa diventare aberrante un meccanismo in cui la verità è stabilita a maggioranza o per consenso, un po’ come in un’assemblea condominiale, anziché sulla base di
dati fattuali. Tuttavia l’idea di un’enciclopedia fruibile da tutti, arricchita con le conoscenze di tutti e non condizionata da una linea ideologica predeterminata è eccezionale, e credo che la sua efficacia passi anche per la capacità di riconoscere i problemi e di adoperarsi per superarli. Parliamo quindi del funzionamento di questa enciclopedia libera e delle sue vulnerabilità. Wikipedia non è una democrazia. Questa è la parte più difficile da comprendere. Teoricamente un’enciclopedia libera, a cui tutti collaborano, dovrebbe basarsi su principi democratici e quindi sulla volontà di una maggioranza (che però dà spazio anche alla minoranza in proporzione al suo “peso”).
DEMOCRAZIA - Il meccanismo democratico, però, mal si concilia con le nozioni enciclopediche, che dovrebbero prescindere dalle opinioni (maggioritarie o meno che siano) per abbracciare esclusivamente i dati documentati e acclarati. E quindi è comprensibile che un’enciclopedia non possa funzionare come una democrazia. Ma se non è una democrazia, è evidente che ci dev’essere qualcuno che decide. E qui entra in gioco il principio del consenso. Le decisioni, secondo le linee guida di Wikipedia, dovrebbero nascere da pacate discussioni nelle quali la comunità raggiunge un consenso su un determinato argomento, ossia una soluzione di compromesso che soddisfi tutti (o quasi tutti). Solo quando non si riesce a trovare il consenso, allora si può ricorrere a votazioni e sondaggi. Il discorso fila, sempre teoricamente. Nella pratica, però, chi è che stabilisce se si è creato un consenso sufficiente su una questione? Qui spuntano gli Amministratori, ossia contributori eletti con votazione ai quali sono riconosciuti particolari poteri grazie ai quali, in concreto, possono risolvere i conflitti, accertare il consenso, e compiere tanti altri atti di amministrazione che per certi versi sono assimilabili a quella che, in politica, è definita funzione di governo. Teoricamente il loro potere dovrebbe essere contemperato dalla possibilità di verificarne l’operato anche mediante quei famosi sondaggi e opinioni, ma qui casca un altro asino. Wikipedia, infatti, scoraggia il ricorso frequente al voto e proibisce le “chiamate alle armi”, ossia gli inviti a votare rivolti ad altri utenti o gruppi di utenti. Secondo Wikipedia, infatti, un campione di 10/20 utenti è sufficiente a decidere una votazione, il che è un po’ sconcertante, considerato che all’enciclopedia contribuiscono quasi 500.000 utenti registrati (cui si aggiungono un numero indefinito di utenti non registrati). Può un campione pari allo 0,00004% essere considerato rappresentativo? Certo che no, ma una volta fatta questa scelta è chiaro che anche pochi votanti possono fare la differenza, e quindi le campagne elettorali non sono ammesse. Senza campagna elettorale, però, votazioni e sondaggi si perdono tra migliaia e migliaia di voci e di pagine, e ben pochi si curano di seguire i “bollettini” pubblicati nelle apposite aree (un po’ come ben pochi leggono ogni giorno la Gazzetta Ufficiale o gli avvisi delle aste fallimentari). Un novizio, quindi, non ha nessuna possibilità di convogliare voti a favore delle proprie argomentazioni, semplicemente perché non può invitare altri utenti a votare: se lo facesse, sarebbe subito scoperto e sanzionato. Un amministratore, o un contributore “anziano”, invece, verosimilmente nel tempo ha intessuto una serie di amicizie “extra-wikipedia” con numerosi utenti, e quindi è grado di contattarli via mail, telefonicamente o in chat, e di convogliare così i loro voti in una questione di suo interesse.
ESEMPIO – Un episodio particolarmente significativo di come pochi soggetti possano condizionare la vita di Wikipedia è quello relativo alla votazione per rimuovere dalla “vetrina” (una specie di passerella per le migliori voci enciclopediche) la voce Storia della Corsica, che era stata oggetto di critiche esterne perché non citava fonti e si esprimeva in toni piuttosto concilianti nei confronti del terrorismo corso . Nella circostanza tre amministratori e utenti anziani votarono a favore del mantenimento della voce in vetrina. Tuttavia ebbero la peggio, perché la votazione fu quasi un plebiscito: 25 altri utenti votarono contro e la voce fu rimossa dalla vetrina. Come conseguenza, alcuni giorni dopo fu varata una “riforma” che sopprimeva le votazioni per la vetrina e le sostituiva con una procedura di consenso (nella quale il “peso relativo” di amministratori e utenti anziani assume un valore predominante rispetto agli altri) ristabilendo così il potere di controllo sull’esito delle consultazioni per la vetrina. In definitiva, possiamo affermare che la scarsa pubblicità delle votazioni e il ricorso allo strumento del consenso, unito al ristretto numero degli amministratori (appena 100) ha trasformato Wikipedia in una specie di ambiente “protetto” nel quale tutti possono fornire il proprio contributo ma ben pochi hanno il potere (o la costanza) di influire sulle decisioni che riguardano l’assetto delle voci. L’anzianità (o le carica ricoperta) contano più dei numeri (che invece sono fondamentali in qualsiasi contesto democratico) e a prescindere dall’effettiva competenza sulle materie trattate.
WIKIPEDIA - Il problema della competenza è l’altra spina nel fianco di Wiki: le voci, anche quelle di notevole spessore, sono spesso compilate da contributori che non conoscono affatto la materia di cui scrivono. A loro volta, i controllori (tipicamente amministratori o utenti che si assumono l’onore di verificare voci e contributi) non hanno competenze adeguate. I risultati di tutte queste situazioni possono essere disastrosi. Di recente è emerso che in alcune voci biografiche i mafiosi venivano descritti come valorosi condottieri. Per anni nessuno si era accorto del contenuto di quelle voci, ed è opportuno riflettere sul danno di immagine che esse potrebbero aver causato agli italiani (poi ci lamentiamo se all’estero ci associano agli spaghetti e alla mafia). Le voci sono state cambiate, ma c’è voluta una segnalazione esterna per farlo. Adesso è spuntato un altro problema: finora l’unica garanzia di serietà delle voci (in assenza di specifiche e documentate competenze da parte dei contributori) era costituita dalla citazione delle fonti, ma qualcuno ha falsificato le citazioni allo scopo di dare spessore a tesi inconsistenti o – peggio – di propagandare determinate ideologie. E’ successo con la voce dedicata a Julius Evola, ideologo fascista, nella quale sono state inserite citazioni del tutto inventate o manipolate allo scopo di propagandare “la serietà e la dignità” del razzismo nazi-fascista. Nessuno se n’era accorto, e la voce era finita diritta in vetrina. C’è voluto un lavoro lungo e laborioso da parte di un utente preparato e volenteroso, per rintracciare i testi citati e scoprire che quelle citazioni erano fasulle. Ma quante altre voci simili si annidano in Wikipedia? Quante altre affermazioni e citazioni del tutto inventate sono state inserite da contributori in mala fede? Quanti altri mafiosi sono celebrati come condottieri? Evidentemente Wikipedia non ha anticorpi contro queste patologie. I controllori sono troppo pochi, troppo poco competenti, troppo interessati essi stessi a conservare la parzialità su alcuni argomenti, e sono del tutto sganciati da qualsiasi responsabilità (sulla base del principio della contribuzione volontaria). La situazione di “ambiente protetto” cui ho accennato sopra, impedisce di espandere il gruppo “manageriale”. Per la Wikipedia italiana, 100 amministratori devono gestire quasi 700.000 voci, il rapporto è di 1 a 7.000, improponibile. La Wikipedia inglese, a fronte di 3.200.000 voci, conta su oltre 1700 amministratori, con un rapporto di 1 a 1800 circa. La differenza è enorme (e si traduce anche in una qualità dell’edizione inglese estremamente più alta) e si presta a interessanti considerazioni su come Wikipedia rifletta le caratteristiche socioculturali del paese di riferimento, con particolare riguardo all’aspetto dell’accentramento piuttosto che della condivisione del potere.













Contribuisco al progetto Wikipedia e, quando lo faccio, realizzo sempre modifiche ingenti di almeno mezzo megabyte di testo. Ebbene, la cosa assurda è che non esiste un regolamento unico per tutte le wiki. Ognuna promuove in vetrina le voci usando parametri diversi. La wikipedia italiana ne ha tantissime approfondite e accurate, che non sono nemmeno considerate “buone”, quando nella stessa wikipedia inglese se ne trovano certe in vetrina che sono scabrose a confronto. Poi si lamentano delle poche voci di qualitá. Altro problema è l’impossibilitá di crearne alcune perchè ritenute non enciclopediche, quando invece esistono pure in tutte le altre wikipedia. Stessa cosa avviene per molte altre situazioni.
Insomma, la wiki italiana presenta certe regole spesso in contraddizione con certi ideali, il più delle volte illogiche (e questo mi fa veramente innervosire) fatte da persone con la mentalitá da hippy. Infine appena si cerca di far notare questi difetti, la risposta è sempre la solita: “non importa cosa fanno le altre Wikipedia”, però quando torna comodo diventa “wikipedia italiana fa parte di un progetto più grande le cui regole sono x,y,z …”
Anch’io sono stato ingiustamente “bannato ad infinitum”, non una ma ben due volte. Con uno stratagemma mi ero iscritto nuovamente. Mi piace scrivere di voci che la scienza considera “pseudoscienza”, ma che personalmente considero “scienza di frontiera”. E’ proprio vero quello che dicono qui molte “vittime” di questa dittatura degli admin, devi sottostare alle loro personali opinioni, scrivere quello che vogliono loro, altrementi … kaputt, sei morto. Inserire per esempio inserire un incipit che se prendi 3 pillole di una medicina omeopatica puo essere dannoso, e estendere questo incipit a TUTTI gli articoli di medicine alternative, è talmente ridicolo e ignorante, che c’è veramente da scompisciarsi dalle risate, per non piangere. Questi amministratori fanno il gioco delle multinazionali del farmaco, che hanno lo scopo di demolire l’efficacia delle medicine alternative, laddove essa vi sia effettivamente.
Molto umilmente, ma certo che quanto vado asserendo, è noto a chiunque abbia superato o no, un esame di maturità in Italia.
Alla voce Umberto Bossi, Wikipedia informa che il Ministro attualmente in carica della nostra Repubblica, ha conseguito il “Diploma di Perito Industriale in Radiotecnica” presso la Scuola Radio Elettra di Torino.
Il Diploma Perito in Radiotecnica in Italia non è mai esistito. La scuola Radio Elettra di Torino, ancor prima di fallire non ha mai avuto titolo per rilasciare Diplomi nessun genere. Era in grado di rilasciare “attestati di frequenza per corrispondenza”. Alla fine di questi corsi venivano tenuti a pagamento “brevi corsi presso la sede di Torino” in si indagava sulla preparazione “teorica/pratica” appresa dallo studente tramite le dispense e i materiali. Questo controllo unitamente alla spesa era “facoltativo”.
Tutte le materie necessarie per presentarsi ad un qualsiasi Esame di Stato, la Scuola Radio Elettra di Torino non le ha mai insegnate: NON ERA IL SUO MESTIERE.
Il Signor Umberto Bossi è Perito Idustriale del NULLA.
Wikipedia anche se nessuno pretende o si illude che sia il Vangelo, farebbe bene a rivedere quanto si può leggere da troppo tempo.
P.S. Certo è che non sono Leghista, ma pignolo si.
Anche a me è capitato più di una volta di imbattermi, facendo qualche ricerca su Internet, in una voce di Wikipedia. Non so esattamente come funzioni la compilazione delle voci e, francamente, non mi frega nulla saperlo.
Quello che, dal mio punto di vista naturalmente, ho potuto facilmente riscontrare è che la sbandierata neutralità è assolutamente inesistente: le voci su argomenti di attualità politica, sociale o religiosa più controverse, sono chiaramente di parte. Non partite ora con il riflesso condizionato di chiedermi la fonte di quanto sostengo: se siete abbastanza intelligenti avete capito, altrimenti avete qualche problema.
Detto questo aggiungo anche che trovo assolutamente normale che Wikipedia non sia neutrale: pensare che ci possa essere un punto di vista “obiettivo” su questioni che sono per loro natura opinabili è pura utopia.
La differenza con le enciclopedie cartacee, anch’esse ovviamente non neutrali, è che queste ultime non si nascondono dietro la “comunità di Wikipedia”: sai chi le hai scritte, sai qual è il curriculum dei suoi autori, sai qual’è la loro storia, sai chi è il rappresentante legale e ti formi un’idea ANCHE sulla base di quanto ritieni affidabili e autorevoli le persone che ci hanno lavorato.
Per quanto concerne alcuni collaboratori di Wikipedia di cui ho letto i commenti qua, il guaio, per loro, io vivo benissimo, è che si prendono un po’ troppo sul serio e sembrano essere piuttosto suscettibili: se si pensa che è anche da tali soggetti che sgorga il contenuto “neutrale” di Wikipedia…
Per quanto mi riguarda, la mia regola è prendere con le pinze tutto ciò che leggo, specialmente su Internet, anche su Wikipedia, soprattutto da chi qualifica se stesso e il proprio operato usando paroloni come “enciclopedia”, “neutralità”, “libertà di espressione” e via delirando. La mia regola è avere sempre uno sguardo disincantato e curioso, non certo pago di avere trovato subito la risposta alle mie domande.