Economia

Banda larga, addio (parziale) agli 800 milioni

14 marzo 2010

Scajola li aveva promessi, Tremonti aveva avvertito che non erano un’urgenza. Alla fine i soldi per la banda larga arriveranno il 19 marzo nel decreto sugli incentivi. Ma non saranno tutti, e serviranno anche a finanziare altro.

C’erano una volta 800 milioni per la banda larga. Il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola e il sottosegretario alle Comunicazioni Paolo Romani li avevano promessi più e più volte, nei mesi scorsi. Perché servivano a sostenere l’economia, oltre che a ridurre il digital divide, come aveva dichiarato Scajola: si trattava di aprire 33mila cantieri e contribuire con un +0,2% alla crescita del Pil. C’erano una volta: adesso non ci sono più tutti, e bisognerà capire quanti ce ne saranno veramente.

UN DECRETO PRONTO – Adesso c’è un decreto che stanzierà nuovi incentivi, “per i settori che risentono della crisi ma che non hanno beneficiato di aiuti negli anni scors”i: questi saranno i criteri, secondo Claudio Scajola, per scegliere i comparti cui destinare gli incentivi che il Consiglio dei ministri si prepara a varare. Quindi, anche la nautica e le macchine agricole, ha indicato il ministro parlando oggi a Napoli. Per la nautica, il governo pensa a «incentivare gli stampi e i fuoribordo, che hanno subito maggiormente la crisi quest’anno»; sicuramente poi, ha detto Scajola, una parte consistente sarà destinata «ai macchinari agricoli, che servono al settore. Questo significa non solo attenzione ma aiuto al miglioramento della qualità della produzione agricola». Il ministro ha confermato che si sta lavorando per la messa a punto del decreto legge: «Stiamo lavorando con il ministero dell’Economia sul testo, che è complicato, dobbiamo indirizzare le risorse disponibili ad incentivare il consumo dei settori maggiormente in crisi e anche rendere efficaci alcune risorse economiche per le aree industriali di crisi. Pensiamo di essere pronti per il prossimo Cdm», ha aggiunto.

E LA BANDA LARGA? - Le nuove risorse dovrebbero quindi ammontare a 300 milioni di euro, mentre, fa sapere il ministro, verranno rifinalizzati gli 800 milioni di euro già nel Fondo per le aree sottoutilizzate non solo per la banda larga, ma anche per altri interventi. Secondo la bozza del dl incentivi, la quota maggiore (216 milioni) sarebbe infatti finalizzata a interventi per «motocicli anche elettrici o ibridi, elettrodomestici e cucine componibili, abitazioni ad alta efficienza energetica, inverter e motori per nautica da diporto». Un’altra quota, 71 milioni, per «rimorchi, semirimorchi, macchine per uso agricolo e industriale e gru a torre per l’edilizia». Viene poi indicata una spesa massima di 13 milioni di euro anche «per gli interventi di pubblicità incrementali», che hanno come obiettivo lo «sviluppo del marketing». Le misure nel dettaglio dovrebbero essere definite, così è indicato nella bozza, «con decreto di natura non regolamentare del ministro dello Sviluppo economico». Gli 800 milioni del Fondo aree sottoutilizzate saranno destinati a potenziare le reti della banda larga ma anche “per realizzare una unità navale per il soccorso alle popolazioni colpite da calamità naturali, per il sostegno del made in Italy e per promuovere l’alta tecnologia“. Scopi nobilissimi, sicuramente. Ciò non toglie che l’investimento sulla banda larga finirà per esserne penalizzato, e il digital divide del paese perpetuato. Per l’ennesima volta.

2 commenti a Banda larga, addio (parziale) agli 800 milioni

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  2. che siano una banda è assodato, che sia larga pure

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