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pubblicato il 15 marzo 2010 alle 10:30 dallo stesso autore - torna alla home

L’approvazione dell’articolo fa emergere le lotte intestine che si svolgono all’interno della maggioranza della Serracchiani .

Elezioni 2009 e web 2.0 Serracchiani il fenomeno web Il golpe friulano per lapprovazione dello Statuto PDFinalmente anche il Friuli Venezia Giulia ha approvato il nuovo Statuto del Partito Democratico regionale. Come sempre accade in questi casi, il dibattito si è incentrato principalmente su temi che nulla hanno a che fare con la struttura del Partito, ma su altri che riguardano la vita politica dei singoli candidati alla regione. Infatti il punto centrale di tutto lo Statuto – che lo è diventato, centrale – era ed è stato l’articolo 45 sul limite ai mandati dei deputati regionali.

VINCERE SI’, GOVERNARE FORSE – Debora Serracchiani, avendo già avuto vari colloqui con le mozioni presenti in assemblea, si era detta disposta ad accettare la linea dei tre mandati avanzata tramite proposta fatta tempo prima dai delegati, salvo poi scontrarsi durante l’assemblea di domenica 28 febbraio con una parte del suo stesso schieramento che ha messo i paletti su questa ipotesi. Va’ ricordato che la Serracchiani ha vinto facilmente le Primarie di ottobre con due liste a lei ascritte: i Semplicemente Democratici per Franceschini guidata dal neo segretario, e i Democratici con Dario Franceschini guidati dal politico friulano più potente presente oggi in regione, Gianfranco Moretton. La vittoria è una cosa e la governabilità è tutt’altra, come ci ha insegnato l’ultimo governo Prodi: la maggioranza dei delegati sono morettoniani, cioè l’ala ex Margherita del Pd, i quali – già in campagna congressuale – avevano posto dei limiti all’azione di Debora se fosse stata eletta. E infatti…

POLITICI O LAVANDAIE? - La riunione di domenica scorsa è stata per così dire “feroce”: urla, strilli, insulti, cori da stadio e chi ne ha più ne metta. In assemblea erano presenti 5 componenti: la componente Marino guidata da Rino Battocletti, la componente Semplicemente Democratici guidata da Debora Serracchiani, la componente Democratici con Franceschini comandata da Pertoldi & Moretton, la componente Bersani guidata prima dall’ex candidato segretario Enzo Martines e poi da Mauro Travanut con lo zampino di Franco Iacop, e la componente bersaniana di Trieste guidata da Roberto Cosolini. Andrebbe rammentato che in fase congressuale le mozioni erano solamente tre – Bersani, Franceschini e Marino – mentre in assemblea regionale si sono moltiplicate come i pani e i pesci del famoso santo capellone. Delle tre aree, diventate cinque nel frattempo, solo quella capeggiata dal segretario ha il suo leader nel candidato regionale, le altre due sembra si siano sfaldate nel giro di quattro mesi. Forse un bene.

E VEDIAMO CHI COMANDA - Tutti sotto l‘egida presidenza del bersaniano Tarcisio Barbo, dove egida è puro eufemismo, ci si siede nei banchetti come fossimo a scuola: i più forti in prima fila e i gruppi coordinatori tutti assieme per sentirsi numericamente avvantaggiati. Quindi si notano Pertoldi, Moretton e i consiglieri regionali seduti tutti in prima fila con sguardo di sfida che prendono la parola contrariamente agli ordini di un’egida presidenza di assemblea, con lo scopo di dimostrare chi comandava quel giorno. Il primo a prendere la parola ufficialmente è stato Enzo Martines, il qualebandiere1 Il golpe friulano per lapprovazione dello Statuto PD, sommariamente, dice tre cose: Mariniani e SemDem da un lato, bersaniani e Popolari dall’altro sono effettivamente le due correnti all’interno dell’assemblea; i bersaniani hanno lo scopo principale di affossare il segretario per due motivi: a) è stata l’unica segreteria a vincere non essendo bersaniana, b) faremo in modo di farti rimangiare le false promesse sui mandati fatte agli elettori, e se non lo fai ti asfalteremo seduta stante, ma a prescindere da tutto lo Statuto lo approveremo perché serve al partito… e a noi. Lapidario e verosimile il discorso dell’ex candidato di Bersani, dove sostanzialmente faceva capire che Debora non aveva la maggioranza del partito in quanto si era alleata con la parte peggiore dei franceschininani, e se non riusciva a cogliere l’aforisma delle sue parole andava a finire che si alleava con i suoi nemici e la segreteria era bella che spacciata.