Berlusconi-Minzolini, un’indagine ad alto rischio
13/03/2010 - Dietro la pubblicazione della notizia delle pressioni sul commissario dell’AgCom Innocenzi uno scontro tra pubblici ministeri. E il pericolo è che finisca davvero tutto in una bolla di sapone. Appena in tempo, si potrebbe pensare. A voler essere maliziosi. La
Dietro la pubblicazione della notizia delle pressioni sul commissario dell’AgCom Innocenzi uno scontro tra pubblici ministeri. E il pericolo è che finisca davvero tutto in una bolla di sapone.
Appena in tempo, si potrebbe pensare. A voler essere maliziosi. La pubblicazione da parte del Fatto della notizia di indagini nei confronti del commissario dell’Autorità per le Comunicazioni Giancarlo Innocenzi, del direttore del Tg1 Augusto Minzolini e – a quanto pare, anche se non si capisce a che titolo – del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi arriva in un momento peculiare per la procura di Trani. Ovvero, proprio quando Michele Ruggiero, il pubblico ministero che si occupa dell’indagine, sta per essere spostato. Da lunedì, infatti, il procuratore capo, Carlo Maria Capistro, lo sposterà a lavorare sui reati finanziari rispetto alla pubblica amministrazione.
IL SOLITO COMPLOTTO – La fuga di notizie che ha portato alla pubblicazione del sunto delle telefonate intercorse tra Innocenzi, Berlusconi e Minzolini è arrivata quindi a poco tempo di distanza da una decisione che rischia di influenzare l’inchiesta. Nella quale, precisano gli avvocati del premier, a Berlusconi non è stato notificato finora alcun avviso di garanzia, così come a Innocenzi e Minzolini (a quanto sembra). Ma intanto il Gip ha autorizzato le intercettazioni nei confronti dei soggetti coinvolti, e la procura, secondo alcune fonti, sarebbe pronta a chiedere l’interdizione dai pubblici uffici. Una misura che colpirebbe da subito Innocenzi; l’ipotesi di reato è concussione, ovvero il reato del pubblico ufficiale (in questo caso Berlusconi?) che costringe, abusando della sua autorità, qualcuno (Innocenzi, Minzolini?), a fare qualcosa. Minzolini è stato già interrogato dalla Procura nell’ambito dell’inchiesta. La novità è che adesso toccherebbe a Michele Santoro.
PRONTO AD ANDARE A TRANI – «Da Trani arrivano notizie clamorose; un intervento diretto del premier per chiudere i programmi, per interromperli, per evitare gli argomenti più scomodi. È il segno che l’informazione oggi è in serio pericolo», dice, in una intervista a ‘La Repubblica’, Michele Santoro, che annuncia la propria testimonianza al processo avviato dalla procura di Trani. «Che Berlusconi voglia mettere il bavaglio ad Annozero non è una novità. La novità -aggiunge Santoro- è che l’Autorità garante, che dovrebbe essere indipendente, prende ordini direttamente dal presidente del Consiglio». Agcom, dice il conduttore di Annozero, arbitro di parte «e lottizzato: dell’Agcom fanno parte tre ex sottosegretari di Berlusconi. Ma si dimentica che l’Authority non può essere politica, e per questo un certo modo di lavorare equivale a fare un lavoro sporco». Occorre cambiare direzione, afferma Santoro, che propone di «azzerare l’Agcom e mettere al suo posto un Garante monocratico. In quell’Authority -insiste Santoro- anche i funzionari sono lottizzati. Gli esposti vengono confezionati all’interno dell’organismo e poi passati ai partiti. È uno schifo, una violazione della Costituzione, accettata da tutti senza ribellarsi». Chiaro il riferimento a un clamoroso precedente di Innocenzi: ovvero, quando intendeva blandire con parti e particine la moglie del senatore Willer Bordon per spingerlo ad abbandonare il sostegno al governo Prodi. Un giochino che non riuscì, e per il quale il commissario venne processato da un organismo interno all’Authority per le Tlc, finendo assolto. Oggi, invece Corrado Calabrò si rende conto di avere un problema e sarebbero quindi in arrivo sanzioni nei confronti di Innocenzi.
BERLUSCONI NON ERA INTERCETTATO - Intanto arriva una precisazione: i telefoni del premier Silvio Berlusconi non sono stati sottoposti ad intercettazioni dalla procura di Trani; le conversazioni telefoniche in cui si sente la voce del premier sono state captate perchè egli parlava con persone le cui utenze erano sotto intercettazione. Lo si apprende da fonti giudiziarie tranesi. Nell’inchiesta di Trani, avviata prima sui presunti tassi usurari applicati ai titolari di carta di credito tipo ‘revolving’ di American Express, si è poi aperto ‘casualmente’ – sostengono gli inquirenti – il giro di telefonate tra il premier, il direttore del Tg1 e il commissario dell’Authority. Il reato ipotizzato in questa indagine è la concussione per il presunto pressing esercitato dal capo del governo per arrivare alla chiusura di Annozero. Questo filone investigativo è quindi assolutamente autonomo rispetto a quello delle carte di credito per il quale si ipotizza l’usura per i tassi applicati ai clienti in mora nei pagamenti. Sono state proprio le persone coinvolte in quest’ultima indagine a contattare giornalisti e lo stesso direttore del TG1 per evitare che la stampa nazionale si occupasse della vicenda.
QUELL’INDAGINE ARCHIVIATA – Intanto, c’è da sottolineare che il nome del procuratore capo Capistro è già uscito in un’indagine imbarazzante, conclusasi con l’archiviazione da parte del Tribunale dei Ministri, che ha visto protagonisti Angelino Alfano e Raffaele Fitto. All’epoca, riferiva Repubblica, una telefonata, intercettata per caso dalla Guardia di finanza di Bari, era alla base dell’inchiesta della procura di Roma che aveva tra gli indagati, come anticipato da Il Fatto, il ministro per gli Affari Regionali, Raffaele Fitto, e quello alla Giustizia, Angelino Alfano. La conversazione è tra il professor Aldo Loiodice e Capristo. Il telefono sotto controllo era quello di Loiodice, coinvolto in un’indagine poi archiviata sull’ università telematica di Benevento “Giustino Fortunato”, di cui era rettore. Capristo, parlando con Loiodice, avrebbe accennato ad un interessamento di Fitto perché la corsa di Dinapoli alla procura di Brindisi venisse bloccata. Al ministro agli Affari Regionali e al suo collega di governo Alfano, i magistrati romani contestano il reato di abuso d’ ufficio e trasmettono le carte al Tribunale dei Ministri. Che archivia tutto.













Anche io sono convinto che, alla fine, dal punto di vista dei reati “penali” il tutto si risolverà in un “nulla di fatto”. Ciò non toglie che, dal punto di vista “morale” (per quanto possa ancora significare qualcosa questa parola nel nostro Paese) quelle intercettazioni dimostrano quanto sia malato il “sistema”, quanto sia marcio chi lo guida e chi n’è parte organica. Per molto meno Nixon fu cacciato a calci in culo dalla Casa Bianca (aveva fatto spiare alcuni suoi oppositori, se non ricordo male).
Fassino per aver detto “abbiamo una Banca” è stato quasi crocefisso (a cominciare da molti suoi alleati… caro Ferri
). Qui siamo in presenza di un piccolo satrapo che fa fuori (come si è visto nel vero senso della parola) chi non gli va a genio, come potrebbe testimoniare pure la buonanima di Enzo Biagi. Si provi ad immaginare quanto fossero roventi certe linee telefoniche in Rai nel 2001, a questo punto…
“DIO DIVENTERA PER IL POPOLO!!!!!!!!!!!!” vogliamo far vedere chie berlusconi, sterminiamo tutti e ristabbiliamo le cose!!!! entrate e leggete tutti il vero metodo contro la crisi e il mio progetto http://fransua.beepworld.it oppure scivete su facebook , il 3millennio e leggete sempre e se capirete il mondo salveremo!!!!!!!!
Un po’ di spam vi sterminera’!!!!
strano che salti fuori sempre qualcosa “per caso”, intercettando migliaia di telefonate
basta che un mitomane dica al cellulare “ma lo sai che mio cugggino mi ha detto che Mario Rossi ha rubato i nani da giardino al vicino?”, che scattano indagini, perquisizioni e pubblicazione degli atti sul giornale di travaglio
Questo è il meglio che riesce a trovare per difendere l’indifendibile?
Un potente danneggia qualcuno al fine ultimo di rafforzare il suo stesso potere… Cavolo, ma non è mica reato!
E’ una questione di etichetta…
Ma continuate a sostenere l’insostenibile, ma ci siete o ci fate???
Se volete le prove della magistratura autoritaria o commernciante, ve ne posso dare a josa di fatti oggettivamente rilevanti.
Peccato che non esiste l’applicazione dell’art. 3 per i magistrati e neanche la fucilizione per sovversione alle Istituzioni.
( documenti alla mano )
La sinistra questi giorni fa campagna elettorale contro Berlusconi, ma io sapevo che per avere consensi bisogna proporre programma d’interesse sociale-economico-culturale-occupazionale.
O mi sbaglio???