Diritti umani: per gli Usa, Italia e Svizzera come Iran e Cina

12/03/2010 - Presentato l’annuale rapporto del Dipartimento di Stato americano sul rispetto dei diritti umani. Dure critiche a Cina, Iran, Cuba, Russia e persino al nostro Paese e al nostro vicino d’oltralpe. Gli americani quando si tratta di dare giudizi sul rispetto

     
 

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Presentato l’annuale rapporto del Dipartimento di Stato americano sul rispetto dei diritti umani. Dure critiche a Cina, Iran, Cuba, Russia e persino al nostro Paese e al nostro vicino d’oltralpe.

Gli americani quando si tratta di dare giudizi sul rispetto dei diritti umani nel mondo, solitamente ci vanno giù molto duri. A patto, ovviamente, che nessuno guardi in casa loro. Qualche giorno fa, infatti, è toccato al fondamentale alleato turco vedersi accusare del genocidio del popolo armeno, per una storia di quasi un secolo fa. Il governo turco, suscettibile almeno quanto quello americano, non ha gradito troppo “l’ingerenza” ed ha duramente protestato. Gli americani, però, sono irreprensibili ed hanno confermato il loro drastico quanto, per la verità, storicamente provato giudizio.

ANCHE NOI TRA GLI STATI CANAGLIA? - Ieri, invece, il severo giudizio sul rispetto dei diritti umani è toccato a tutta una serie di “Stati canaglia“. Tra questi, oltre ai tristemente noti Iran, Cina e Nord Corea, troviamo, addirittura, la Svizzera e l’Italia. Infatti, è stato presentato l’annuale rapporto redatto dal Dipartimento di Stato americano sul rispetto dei diritti umani nel mondo. Sotto osservazione, ed era scontato, sono finiti l’Iran, la Cina, la Corea del Nord ma anche la Russia, la Svizzera e l’Italia. Tra i principali allarmi lanciati troviamo l’aumento dell’antisemitismo nel mondo. Anche il nostro paese, come detto, è finito nel mirino americano, soprattutto per quanto riguarda la tutela delle minoranze rom e dei gay.

ITALIANI BRAVA GENTE, COME NO… – “Il governo italiano rispetta in generale i diritti umani dei suoi cittadini anche se vi sono problemi con la lunghezza delle detenzioni pre-processuali, la lunghezza eccessiva dell’iter giuridico, la violenza contro le donne, il commercio di persone, gli abusi nei confronti di omosessuali, zingari e altre minoranze“. Così si chiude il capitolo dedicato all’Italia del rapporto sul rispetto dei diritti umani nel mondo redatto dagli Stati Uniti. Il documento di fonte governativa e non quindi riconducibile alla “solita” fondazione estera “manipolata dalla sinistra e dalla sua stampa” (come è stato detto in passato, per esempio, per Amnesty International o con il rapporto sulla libertà di stampa della Freedom House), ha rilevato come vi siano state in questo anno un netto aumento di denunce per “l’uso occasionale di forza eccessiva da parte della polizia nei riguardi in particolare degli zingari e degli immigrati detenuti per crimini o nel corso di controlli di identità“. Non va meglio sul versante della libertà religiosa, dove il rapporto denuncia “casi di discriminazione e violenza nei confronti dei musulmani“. Nel rapporto vengono rammentate pure le due bombe artigianali lanciate nel giugno 2008 contro un centro islamico a Milano, le difficoltà incontrate dai musulmani in certe località per ottenere i permessi per costruire moschee e l’espulsione da una piscina pubblica “per motivi d’igiene” di una donna musulmana che indossava il “burkini“, il costume da bagno islamico.

DEAR SILVIO, MY FRIEND - Il rapporto, intitolato significativamente “Country Reports on Human Rights Practices“, ha ribadito poi come il parlamento italiano ha approvato in luglio una legge che “criminalizza l’ immigrazione illegale” ed ha ricordato tutta la serie di critiche giunte all’Italia da parte di vari organismi internazionali per la sua “nuova politica di rimpatrio di immigranti giunti dalla Libia”. Secondo il documento, il traffico di persone, soprattutto a scopo di prostituzione, continua a restare un problema per l’Italia. Un’alta percentuale delle vittime vengono dalla Romania. Tuttavia, un lisciata di pelo al maltrattato governo italiano, viene riservato proprio sul capitolo riguardante la privacy, quando viene ricordato come i media italiani “hanno pubblicato trascrizioni ottenute di intercettazioni telefoniche, legali e illegali, che includevano anche il premier Silvio Berlusconi. In giugno la autorità nazionale per la protezione della privacy aveva bloccato la pubblicazione di foto che mostravano il premier e i suoi ospiti nella sua residenza privata“.

E GLI ALTRI COME DISCRIMINANO? – Prima di occuparci dei casi “scontati” come Iran e Cina, segnaliamo con un certo stupore (mica tanto, poi) la presenza in questa triste hit della Svizzera. Il paese alpino, patria del cioccolato a latte e del riciclaggio del denaro, come sappiamo, è finito sotto la lente d’ingrandimento del Dipartimento di Stato di Hillary Clinton per il forte aumento delle discriminazione nei confronti dei musulmani. Un giudizio probabilmente dovuto al referendum con cui Berna ha vietato la costruzione di minareti. E veniamo alle dolenti note. La prime fila di questa triste griglia di partenza. La pole, era scontato, se la “giocano” Cina ed Iran che “hanno intensificato i loro abusi dei diritti umani“. Nella indagine che riguarda ben 194 paesi, il Dipartimento di Stato ha criticato anche Cuba, Myanmar, Corea del Nord e la Russia, che è stata accusata di uccisioni di attivisti e giornalisti. Mentre ha preso atto della fine nello Sri Lanka della guerra civile durata ben 33 anni. La relazione ha rilevato, tuttavia, come i ribelli delle “Tigri Tamil“, poi sconfitti, hanno usato una forza eccessiva ed abusato contro i civili. Il rapporto ha evidenziato anche alcune tendenze generali: gli sforzi di alcuni governi per mettere a tacere il dissenso, anche limitando le comunicazioni via Internet, l’imposizione di nuove e spesso “draconiane” restrizioni sui gruppi della società civile e la persecuzione di gruppi vulnerabili, come le minoranze, donne, bambini e disabili.

CINA, IRAN E RUSSIA, È QUI LA FESTA? – La Cina, diciamolo subito, è il vero bersaglio delle critiche degli Stati Uniti per aver violato i diritti umani. Il gigante asiatico è stato accusato di aver aumentato “i propri sforzi per sopprimere le informazioni su Internet“. Si legge nel rapporto: “la Cina ha intensificato l’impegno a mettere sotto il proprio controllo Internet, di controllarne il contenuto limitando le informazioni, bloccando l’accesso verso l’estero e l’interno dei siti web. Ha, poi, incoraggiato l’auto-censura e punito coloro che hanno violato i regolamenti emanati“. La Cina ha messo sotto controllo la rete in particolare in occasione del 20° anniversario della repressione di Piazza Tienanmen. Le e-mail sono state censurate automaticamente sulla base di un elenco di parole sensibili. La politica cinese di Internet ha spinto Pechino in una dura disputa con il motore di ricerca Google, che ha minacciato di chiudere il suo portale cinese Google.cn e di ritirarsi dal mercato cinese. Infine, è stata espressa estrema preoccupazioni per gli attacchi di hackers cinesi, forse diretti dallo stesso governo. Per l’Iran, analogamente, il rapporto ha evidenziato lo stesso tipo di censura per quanto riguarda il capitolo Internet. Censura, denuncia il documento, che ha accompagnato la violenta repressione delle proteste dopo l’annuncio che il presidente Mahmoud Ahmadinejad era stato rieletto. “La politica sui diritti umani del governo iraniano è degenerata nel corso dell’anno, in particolare dopo le contestate elezioni presidenziali del giugno“. Si legge, inoltre, nel documento che “l’Iran ha interrotto le comunicazioni elettroniche ed ha posto il blocco dell’accesso ai siti web e di social networking come Facebook e Twitter“. Gli Stati Uniti, che hanno rotto i rapporti diplomatici con l’Iran dopo la Rivoluzione islamica del 1979, hanno poi accusato senza mezzi termini il governo di Teheran di cercare di sviluppare armi nucleari. Il rapporto osserva che la polizia iraniana e la milizia Basij hanno represso con la violenza le manifestazioni dopo le elezioni, con gli scontri che hanno portato alla morte di 37 persone, stando alle cifre ufficiali, e di ben 70, secondo i gruppi dell’opposizione. Da agosto, il governo ha arrestato almeno 4.000 persone e durante le proteste per la festività sciita de l’Ashura, lo scorso 27 dicembre, le autorità hanno arrestato 1.000 persone e almeno otto sono state uccise negli scontri di strada. Il documento ha, infine, puntato il dito anche contro la Russia dell’amico Wladimir“… in cui, si legge, “E’ stata indebolita la libertà di espressione e l’indipendenza dei media con l’ingresso diretto del governo nelle politiche editoriali o nella proprietà dei media, al fine di impedire la presentazione di punti di vista indipendenti e di critica“. Molti giornalisti, infatti, sono stati intimiditi per aver espresso delle critiche al governo. Sono stati, inoltre, uccisi per mano di sconosciuti diversi attivisti dei diritti umani e ben otto giornalisti, tra cui “Natalia Estemirova, che ha passato più di 10 anni a documentare le uccisioni, le torture e le sparizioni avvenute in questi anni in Cecenia“. La Estemirova è stata rapita ed uccisa nello scorso mese di luglio.

     
 

7 Commenti

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  7. sayeret matkal scrive:

    Se per diritti umani significa far entrare in Italia 10/20 milioni di clandestini che vengono solo per rubare, uccidere, spacciare droga, fare rapine in villa, ecc…. BEH…preferisco essere un paese razzista…Gli USA, tuttavia, hanno dimenticato di citare un dato molto interessante che riguarda il proprio paese; e cioè la barriera che si estende per centinaia di km tra il confine con il Messico.Lo scopo di questa barriera, è quello di impedire l’ingresso dei clandestini messicani, che per inciso commettono tanti reati negli USA…Beh, qui, i diritti umani dove sono…….

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