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Vittorio Feltri: castrazione chimica per i preti pedofili

12 marzo 2010

Il direttore del Giornale lancia in prima pagina una “proposta” per chi porta la tonaca e si macchia di crimini sessuali nei confronti dei bambini. Perpetrando, tra l’altro, per l’ennesima volta la confusione tra omosessualità e pedofilia.

Quando il direttore mangia pesante, il giorno dopo – statene certi – la spara bella grossa. E così Vittorio Feltri sul Giornale di oggi se ne esce con una proposta-shock: “Castrazione chimica per i preti pedofili”, scrive nell’editoriale di oggi.

INCIPIT - Che inizia con un “I preti pedofili ci sono sempre stati”, perché la pedofilia è vecchia come il mondo e trasversale a ogni fede, e poi distingue sulla questione dei rapporti sessuali dei preti: niente di male, o meglio, umana comprensione nei confronti dei parroci che hanno rapporti con donne, anche se – dice sempre Feltri – è meglio che il celibato non venga toccato: “Meglio rischiare che un ministro di Dio finisca una notte nelle braccia di una signorina piuttosto che la sposi e diventi un qualsiasi padre di famiglia con tutti gli impicci niente affatto spirituali che ne derivano“.

PRETI PEDOFILI E GAY – Poi Feltri arriva al dunque: “Un prete è per definizione un educatore, quantomeno si atteggia pubblicamente come tale e scoprire che, invece, gli preme avere attorno i fanciulli per impartire loro lezioni di educazione sessuale (omosessuale) non è rasserenante“. Qui Feltri parte dal presupposto che la pedofilia sia un atto per forza omosessuale, mentre invece ci sono anche eterosessuali pedofili. La bestialità la ripete per tutto l’editoriale fino alla fine. “Succede raramente che i preti siano trattati secondo i dettami del codice penale. I preti l’hanno sempre fatta franca sentendosi così incentivati a coltivare la loro malattia e non a curarla. La chiesa, intesa quale gerarchia, ha manifestato fin qui la tendenza a coprire i propri lupi vestiti d’agnello (per questioni di immagine) anziché il proposito di denunciarli“, dice Feltri. Che poi chiude: “Adesso ci aspettiamo uno sforzo maggiore dai palazzi d’Oltretevere: un elenco di reprobi da processare e incarcerare. Se poi tra questi ci fosse qualche volontario, perché non sottoporlo a castrazione chimica? Meglio un cardinale castrato che all’inferno”. In ultimo, arriva un messaggio in codice: “La legge è uguale per tutti. Forse sono d’accordo anche lo Spirito Santo, l’Ordine di Malta e l’Ordine dei Giornalisti“.

10 commenti a Vittorio Feltri: castrazione chimica per i preti pedofili

  1. Non so se fa più paura ‘st’editoriale di Feltri o la foto alla Soprano…

  2. Ma lui l’aveva già proposta da tempo, democraticamente, per ogni genere di pedofili.

  3. AG

    Peccato che un prete castrato non possa più fare il prete. A meno che non abbian cambiato qualcosa da quel che sapevo io la “virilità” era necessaria al sacerdote per rendere il celibato una scelta di fede e non un comodo rifiugio.

  4. AQB

    Littorio ha sempre qualcuno da castrare utilmente!

  5. Feltri, non ha tutti i torti, e il Vaticano dovrebbe prenderne atto, perchè ha semplicemente ribadito ciò che il vangelo asserisce da secoli:

    “…ma guai all’uomo per colpa del quale avviene lo scandalo!
    Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te…”

    Come non sottostare a tale Dottrina? …se tanto mi da tanto… :)

    • Alessandro Abis

      Se bisognasse applicare alla lettera, Feltri sarebbe quindi monco e cieco, giusto? (per non rischiare, tagliamo via anche la lingua, và)

      A parte la stronzata sulla pedofilia, bisognerebbe anche prender atto che la maggior parte delle chiese cristiane non impone il celibato ai sacerdoti, anzi. La Chiesa Ortodossa lo richiede solo per i vescovi e per la stessa CCAR è diventato norma vincolante solo col Concilio di Trento. Le opposizioni interne sono sempre state forti, anche perché tale norma è basata solo sull’interpretazione alquanto fantasiosa di Matteo 19 e su 1 Cor 7:8, 32 (di quel simpaticone di S.Paolo, quindi non direttamente “parola di Dio”). La frase “Meglio rischiare che un ministro di Dio finisca una notte nelle braccia di una signorina piuttosto che la sposi e diventi un qualsiasi padre di famiglia con tutti gli impicci niente affatto spirituali che ne derivano“ è, oltre che alquanto miope (molti ritengono che per mettere bocca su cosa sia meglio o peggio per le famiglie e l’educazione dei figli lo si debba sperimentare in prima persona), anche irrispettosa verso i sacerdoti sposati di tutte le altre confessioni cristiane. Inoltre, bisognerebbe ricordargli la recente apertura della CCAR ai preti anglicani sposati, caso mai volessero “convertirsi”.

    • Alessandro Abis

      In pratica, ha detto che è meglio che i sacerdoti paghino una prostituta , spendendo quindi i soldi datigli direttamente o indirettamente dai fedeli, per il puro piacere sessuale occasionale, favorendo inoltre la criminalità che “gestisce” la maggior parte della prostituzione; piuttosto che praticare il sesso in modo sicuro, finalizzato all’eventuale procreazione come loro stessi predicano e all’interno di un rapporto d’amore benedetto dal dio che dicono di rappresentare. Grande prova di coerenza, non c’è che dire.

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  7. l'avvocato

    quante cretinate si possono leggere qui sulla chiesa, i preti e la pedofilia. La pedofilia non è un problema cattolico ma lo si vuole far diventare a tutti costi. Come mai ? Il 97% dei pedofili sono dei padri di famiglia. Il pedofilo è uno di voi molto piu sicuramente che il prete della vostra parrocchia.

  8. Luhher

    Non vedo il problema, San Benedetto si gettava tra le rose per fuggire dai pensieri sconci.
    Oggi hanno inventato la castrazione chimica, l’effetto è lo stesso.
    Il prete dovrebbe voler spontaneamente prendere qualche pillolina per fuggire il peccato.

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