Regionali: Silvio pensa a Storace ministro?
12/03/2010 - Berlusconi pronto alla Cig ad listam per i pidiellini nel Lazio. E molto preoccupato per i sondaggi che dipingono la coalizione in difficoltà. Tanto che sarebbe pronto a un rimpasto di governo. Dopo le Regionali. Dopo la statuetta di Milano,
Berlusconi pronto alla Cig ad listam per i pidiellini nel Lazio. E molto preoccupato per i sondaggi che dipingono la coalizione in difficoltà. Tanto che sarebbe pronto a un rimpasto di governo. Dopo le Regionali.
Dopo la statuetta di Milano, Silvio Berlusconi, che doveva starsene in disparte e piu’ alla larga possibile dalle piazze, dai comizi e dalle adunate oceaniche per salvaguardare la propria sicurezza, e’ costretto ad intervenire in prima persona nelle elezioni regionali del Lazio.
I NUMERI PIANGONO - I sondaggi riservati che circolano da qualche giorno e anche quelli pubblicati da qualche testata nazionale non lasciano spazio a molto ottimismo in casa PdL. La Polverini, che doveva “ballare da sola” e riportare la regione al centrodestra, è in forte affanno e il caos liste ha contribuito ad affossarla. Per la stragrande maggioranza del popolo di centrodestra , come riferisce il Sole 24 ore, “le leggi sono uguali per tutti e tutti le devono rispettare” e questa precisa presa di posizione dell’elettorato non “militarizzato”rischia di sovvertire il risultato delle elezioni a favore della Bonino. La ridda di ricorsi, tribunali e decreti è stato l’autogol più grande che il PdL poteva commettere dopo la debacle della presentazione delle liste. Per questo motivo il premier ha deciso di rimboccarsi le maniche e partecipare in prima persona alle ultime due settimane di campagna elettorale. Dopo la movimentata conferenza stampa di ieri, finita con insulti e spintoni e con un ministro della Difesa in versione boxeur per zittire un contestatore, Silvio Berlusconi ha iniziato a gestire in prima persona la macchina elettorale. Sta incontrando i vari parlamentari del PDl laziale e gli esponenti di spicco regionali per catechizzarli e motivarli a spendersi senza riserve per ottenere il risultato pieno.
ADOTTA UN CANDIDATO – Il premier sta affidando ad ogni candidato della lista ufficiale del PdL uno dei nomi della lista civica di “appoggio” alla Polverini. In pratica ogni ex candidato del PDL dovra’ sostenere con i suoi voti un nominativo della lista civica e piu’ preferenze incasserà costui, piu’ cresceranno le possibilità dell’ex candidato PdL di ottenere una poltrona una volta vinte le elezioni. Un criterio molto aziendale ma che serve a non far demordere nessuno. La paura di molti nel PdL è che i voti del piu’ grande partito italiano possano finire in dote proprio a quell’UdC di Casini che non manca una occasione per attaccare Berlusconi e il governo. Una affermazione degli uomini di Casini renderebbe la Polverini prigioniera di un parlamentino regionale poco gestibile se non proprio ostile. Anche il gradimento personale della Polverini è uscito piuttosto appannato dalla vicenda liste tant’e’ che questa mattina a Roma l’ex sindacalista dell’UGL e’ stata sonoramente contestata dai lavoratori dell’Eutelia che sono in lotta da mesi per cercare di salvare i loro posti di lavoro.
STORACE MINISTRO? - Altro pensiero che turba i sonni del premier e di molti ex aennini e’ la possibilità di una esplosione di consensi per La Destra di Storace che, sebbene sia una formazione piu’ a destra del PdL, si pone per l’elettore medio del centrodestra come una scelta alquanto naturale sulla scheda elettorale. Storace, infatti, non nasconde un certo entusiasmo anche se, con molta correttezza, ha svolto in questi giorni il ruolo di alleato leale senza, pero’, mancare di dare qualche bacchettata ai comportamenti “disinvolti” del PDL regionale. Berlusconi si rende ben conto che il nome di Storace impresso nel logo del partito puo’ essere un richiamo automatico per quegli elettori che sono stati chimati a votare l’ex ministro nelle due precedenti consultazioni regionali. Da fonti interne al PDL si sussurra che , dopo la tornata elettorale, Berlusconi sia pronto ad un sostanzioso rimpasto del governo, (stimolato dai sondaggi di gradimento in picchiata vertiginosa e dalla necessitsa’ di regolare i conti con l’ala finiana del partito) e in questa ottica ci sarebbe pronta una nomina ministeriale proprio per Storace che in questi anni fuori dal parlamento e dal governo, non ha mai assunto posizioni di rottura con Arcore.













storace ha imparato la lingua italiana? era ora
IL COMPIMENTO DEL PARTITO NAZIONALE FASCISTA.
STARACE MINISTRO DOPO LE ELEZIONI.
L’ALTRA SVOLTA DI BERLUSCLENIN