Interni

In Calabria monta la protesta: “Noi non votiamo!”

11 marzo 2010

In fondo, anche i piccoli s’incazzano. Le prossime regionali stanno diventando soprattutto una “cassa di risonanza” contro i quotidiani disservizi, anziché lo strumento democratico per cambiare lo status quo. Già in 1.700 hanno riconsegnato la tessera elettorale.

I primi a mobilitarsi sono stati i cittadini di Bocchigliero, un piccolo paese poggiato sulla Sila, nel cosentino. “Basta disservizi, basta con questo Stato che non ci tutela. Non andremo più a votare!” Così, nei giorni scorsi, il comitato “di protesta” dei cittadini del piccolo centro calabrese è passato dalle parole ai fatti. Tre giorni di mobilitazione. Chiusura di ogni attività commerciale ed infine l’occupazione dell’Aula consiliare dello stesso “Palazzo di città”. A provocare l’accesa protesta dei cittadini di Bocchigliero è stato “il totale abbandono da parte delle Istituzioni” in cui, a detta dei cittadini, versa il piccolo paese. Continui black out elettrici, linee telefoniche spesso e volentieri fuori servizio, viabilità difficile, talvolta addirittura impossibile specie col maltempo, che ha isolato intere frazioni del piccolo borgo montano.

LA PROTESTA SI ESTENDE - Dopo Bocchigliero, come detto, dove un comitato di cittadini sta occupando pacificamente ancora il Comune e ha annunciato lo sciopero del voto contro “l’isolamento da parte delle istituzioni che ci hanno dimenticato“, anche a Longobucco, paese che dista appena qualche chilometro, è partita la mobilitazione degli abitanti, soprattutto dei più giovani. Longobucco è anch’esso un paese di montagna che conta su circa quattromila abitanti ed è posto su una delle più suggestive vallate della Sila greca, percorsa dal fiume Trionto. Apprendiamo, inoltre, che Longobucco è stato uno dei primi paesi dell’intera provincia ad avere l’energia elettrica, tanto che ai primi del secolo scorso poteva vantare, tra i primi paesi dell’intera zona, addirittura una sala cinematografica. Qui, inoltre, vi soggiornò pure lo scrittore anglo-americano Norman Douglas, nel lontano 1911. Un secolo fa quindi, che però a detta degli stessi abitanti, sembra essere trascorso non sempre nel migliore dei modi. Alla base delle richieste dei cittadini, che pure qui si dicono pronti a restituire le schede elettorali ci sono, manco a dirlo, problemi irrisolti, peraltro comuni a molti altri centri dell’interno calabrese. Innanzitutto, la viabilità stradale penalizzata dal maltempo e dall’orografia del territorio a cui si sommano poi la mancanza di occasioni di lavoro ed un graduale quanto inevitabile spopolamento, specie dei più giovani che appena possono provano la carta dell’emigrazione verso il Nord. A Bocchigliero, dove anche l’amministrazione comunale sostiene la protesta della popolazione, sono state raccolte finora 750 schede elettorali. Complessivamente nei due centri ne sono state raccolte già 1.650. Trend, dicono i “capi” dei comitati spontanei sorti in questi giorni, in continua crescita.

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