di Dario Ferri
postato alle 12:56 del 23 settembre 2008 in Interni Torna alla home

E’ morta? Morirà? Di come una falsa notizia può diventare vera e generare il panico nell’intero web (e non solo)

Non è bastato intitolare la rubrica “Serpente di mare“, che pure nella storia del giornalismo vuol dire qualcosa di ben preciso, che si studia nei riassunti dell’esame da professionisti – come l’Abruzzino – e nemmeno rammentarlo ai più smemorati. Non è bastato nemmeno ricordare che l’autore del pezzo è Ciro Ascione, il noto troll inventore della fantomatica Associazione Borromeo, che pretendeva di combattere la violenza nei videogiochi nei mitici anni ‘90 e, già che c’era, scriveva lettere di solidarietà per la sua persecuzione giudiziaria a Cesare Previti, il quale beatamente rispondeva abboccando. Non è bastato nemmeno pubblicare la notizia senza indicare alcuna fonte web da cui era ripresa, pur mantenendo un tono “retroscenoso” che è tipico del giornalismo arraffone, e poi mettere in bocca la conferma a Mick Mycousin, che – a ragionarci un po’ su – sembrava proprio suonare come Mio Cugino Mick

NON TI ABBASTAVA! – No, evidentemente tutto ciò non è bastato. Perché la falsa notizia della morte di Marge Simpson, completamente inventata di sana pianta da Ciro Ascione, ha fatto il giro dei blog – e fin qui, nulla da dire, d’altronde quella dei siti indipendenti è una informazione che va sempre verificata, no? – e poi, come succede a volte in questi casi, ha continuato a fare vittime d’eccezione. A cominciare erano stati quelli di milano.cronacaqui.it, che l’avevano copincollata para para e se l’erano attribuita, dimostrando un rispetto delle leggi del copyright perlomeno pari, se non superiore alla loro capacità di verificare le notizie. Ma per farla riuscire bene, ci voleva qualcuno di grosso che ci cascasse. E sabato 20 settembre a riempire questo voto ci ha pensato Fabio Santini di Libero (direttore: Vittorio Feltri), che, tanto per non sbagliare, alla vicenda dedica tutto il taglio basso della pagina degli spettacoli. Come fonte, lo sveglissimo Santini cita nientepopodimenoché Mick Mycousin anche lui, evidentemente senza chiedersi se non sia altamente probabile che qualcuno lo stia facendo fesso. A ben vedere, tutto il testo dell’articolo sembra essere nient’altro che una continua citazione di quanto scritto da Ciro, ma ovviamente il giornalista di Libero non ha ritenuto corretto citare la fonte primaria (ovvero: l’unica, ed è ovvio capire il perché) da cui ha appreso tutte le informazioni dalle quali ha tratto l’articolo. In ultimo, è arrivata Radio Deejay che ha appena dato la notizia in diretta.

DAGO-DAGO, GIORNALISMO RIBELLE! -E comunque era la notizia più credibile dell’intero giornale”, ci scrive via sms un amico quando gli diciamo che Libero (direttore: Vittorio Feltri) c’è cascato con tutte le scarpe nella notizia della morte di Marge Simpson. Ma per gioire davvero ci voleva un pollo più grosso. Roberto D’Agostino, il ribelle detentore del sito Dagospia ha pensato di colmare il vuoto, mettendo inapertura l’articolo e la notizia della luttuosa morte di Marge. C’è anche da ricordare che a Dagospia appartiene un triste primato: è stato l’unico sito internet in tutta Italia che credette alle false intercettazioni su Berlusconi e Confalonieri pubblicate da La Privata Repubblica, delle quali parlammo qui, prima spacciandole per vere e poi, quando gli venne rivelata la burla, cercando di autoattribuirsi una patente di alta moralità dichiarando che le aveva denunciate per evitare di contribuire alle maldicenze (e tutto ciò, per un sito che vive di maldicenze, è quantomeno originale). E riuscendo, con il suo atteggiamento, a mettere nei guai il suo autore, costretto a difendersi persino dall’accusa di far parte dei servizi segreti.

PERCHE’ IO SONO LA VERA INFORMAZIONE! - L’apertura con la morte di Marge Simpson, “probabilmente” in gran parte “ispirato” da questo sito, ha invece troneggiato la home del sito per tutta la mattinata. Catapultando in un lutto inconsolabile, probabilmente, tutti gli avventori affezionati, i quali sanno bene che quando Dagospia dice qualcosa, qualcosa di vero c’è. O meglio: sono disposti a giurarlo nonostante le decimigliaia di smentite che gli arrivano mensilmente. Anche stavolta avranno la scusa pronta: noi abbiamo copincollato un articolo di qualcun altro, se non è vero non è colpa nostra. Come al solito: loro ospitano un contenuto altrui lucrandoci sopra, e poi se ne lavano le mani quando questo si rivela fallace. Eppure, della “notizia” non vi era alcun riscontro sui media americani: non vi è sembrato un po’ strano, che un giornale come Libero (o un sito internet come Giornalettismo) abbia dato il “buco” a gente che vive di rumors – verificati – come la stampa Usa? Nemmeno fare una telefonatina alla Fox Italia, giusto per vedere se loro ne sapevano qualcosa (e ricevendone in cambio una sonora pernacchia telefonica)? Niente di niente? Per verificarne l’attendibilità, se proprio non si voleva chiamare, bastava digitare su internet cosa significa la locuzione “serpente di mare” in riferimento al giornalismo (tempo di risposta: 0,16 secondi; risultati ottenuti: 16mila; risultati con la risposta esatta: già i primi due), oppure chiedersi se qualcuno oltreoceano ha sentito parlare del famoso simpsonologo Dick (o Mick, secondo Libero, perché non sanno nemmeno copiare) Mycousin (“forse cercavi My Cousin”, dice sconsolato Google, che evidentemente è più sveglio di Libero e Dagospia). Ma forse bisognerebbe chiedersi altro: se questa notizia è comparsa senza alcuna verifica su un giornale di tiratura nazionale e sul più famoso sito d’informazione d’Italia, quante altre vengono pubblicate senza alcuna verifica ogni giorno? E se si pubblicano notizie non verificate, si fa attività di pubblica rilevanza o semplicemente ci si comporta come degli stupidi? Ai posteri, dopo il necessario lutto per la morte di Marge, l’ardua sentenza.

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