L’euro trova il Fondo ma perde l’Europa
11/03/2010 - COSA SERVE DAVVERO? – L’attrattiva più affascinante dell’Fme è proprio questa, sottrarre ai singoli governi e agli organi comunitari l’onere di decidere che cosa serva all’Europa. Un bel dilemma, rimasto irrisolto da più di un anno e mezzo quando i
COSA SERVE DAVVERO? – L’attrattiva più affascinante dell’Fme è proprio questa, sottrarre ai singoli governi e agli organi comunitari l’onere di decidere che cosa serva all’Europa. Un bel dilemma, rimasto irrisolto da più di un anno e mezzo quando i paesi membri hanno rinunciato ad avere una politica concertata per fronteggiare la crisi. Ogni
paese è andato per i fatti suoi: chi ha difeso l’occupazione (l’Italia), chi ha spinto la domanda interna (Germania), chi ha salvato le banche (Inghilterra). Strategia continentale non c’è stata, ma questo non significa che sarebbe servita o servirà. Un passaggio obbligato sarà proprio l’europeizzazione dei debiti pubblici. Salvare la Grecia, che pesa solo il 2,5% del Pil dell’eurozona, non è un problema di solidarietà, e probabilmente neanche per difendere il valore e l’onere dell’Euro. Al contrario, una certa dose di svalutazione della moneta unica può essere utile a far ripartire le esportazioni extra continentali. Salvare la Grecia invece è obbligatorio per evitare un effetto domino che disgregherebbe l’unione monetaria e politica. In mezzo secolo abbiamo capito che l’integrazione non può stare ferma: procede o regredisce. Non è una scusante per l’inazione dei governi in carica nemmeno l’ovvia difficoltà di spiegare ai contribuenti tedeschi e francesi del perché si usano i loro soldi per salvare i greci. Succede già da 50 anni con i fondi strutturali e non si capisce perché da ora sarebbe un problema.
LA FOGLIA DI FICO – L’Fme è una risposta tipicamente europea (nel senso di burocratica e utopistica) ad un problema reale, molte delle migliori conquiste del Vecchio continente come la moneta unita, la libera circolazione e la politica ambientale, sono nate da proposte altrettanto burocratiche e utopistiche. Quindi bene parlarne per iniziare a capire che la politica macroeconomica va fatta tra Bruxelles e Francoforte, o non ci sarà più una Macroeconomia europea.













Un pezzo molto interessante…
Tra l’altro, di queste cose scritte dal nostro Conforti oggi ha parlato un certto Jaques Delors…
Se l’Europa non fa uno scatto in avanti, il rischio di implosione è enorme…e forse non è chiaro a tutti, ma per molti (Italia in primis) sarebbe una vera jattura.
Un sorriso clap clap
C.
grazie, siamo in buona compagnia
visto che certe considerazioni rieccheggiano anche nel ragionamento del “super esperto” di questioni comunitarie Munchau
http://www.ft.com/cms/s/0/c53c5cc8-2f87-11df-9153-00144feabdc0.html
Ma perché ci devono andare di mezzo sempre i soldi dei contribuenti? Il governo greco non può vendere 2 o 3 isolette disabitate dell’arcipelago per risanare il bilancio? Troppo semplice…?