Il grande circo della Modern Money Theory

di - Featuring Francesco Maria Toscano per la Provincia di Reggio Calabria, Paolo Barnard, Il Grande Oriente d'Italia Democratico, Sergio Di Cori Modigliani e con la partecipazione straordinaria della MMT

Il grande circo della Modern Money Theory
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Quando hanno proposto alla mia attenzione “il carteggio“, come sarà definito di seguito, sapevo che immergermi in questa vicenda avrebbe significato un bagno nel prolisso, ma una veloce scorsa ai protagonisti della vicenda mi ha convinto ad affrontare l’impresa.

TANTE COSE - Il carteggio a sua volta è integrato da altri testi pesantini, ma il sacrificio ha pagato e dalle infinite righe che sta partorendo questo confronto tracimato in rete, ho potuto trarre diverse informazioni e alcuni passaggi davvero illuminanti sulla qualità di un discreto gruppo di salvatori della patria, alcuni dei quali amano presentarsi come rivoluzionari al “popolo della rete” e in particolare alla sottospecie più boccalona di questa mistica identità, troppo spesso invocata a vanvera.

L’EVENTO - Oggetto della tenzone è un convegno da organizzare in Calabria allo scopo di diffondere la Modern Money Theory (MMT), di cui l’indiscusso alfiere in Italia è il focoso e irascibile Paolo Barnard. A lui si rivolge Francesco Maria Toscano, che è  consigliere politico-culturale di Giuseppe Raffa Presidente della Provincia di Reggio Calabria e con il patrocinio di questa e di altre istituzioni calabresi chiede a Barnard di presenziare all’iniziativa e d’invitare gli economisti americani che propagandano la teoria. Toscano dice di aver seguito proprio il convegno organizzato da Barnard a Rimini e di esserne rimasto così impressionato da voler portare questa rivoluzione anche in Calabria. Bisogna dire che Francesco Maria Toscano ci ha messo tutta la sua buona volontà e che si è rivelato latore di una proposta concreta, capace di vincere l’iniziale scontrosità di Barnard, invero brutale.

I SOLDI - Si legge infatti nel “carteggio” pubblicato da Toscano un Barnard molto poco diplomatico e a tratti sgradevole:

“Il problema, ripeto, è che per spostare i nostri economisti ci vuole un’organizzazione enorme e ben finanziata. Rimini, dove i 5 non hanno chiesto parcella, è costato 60 mila euro. Da ora in poi però se coinvolte sono le istituzioni chiederanno parcella, giustamente. Quindi aggiungi un 15.000 euro a relatore (sembra tanto, ma rispetto alla ricchezza che la MMT può darvi è zero).”

Toni abbastanza netti e uno stile comunicativo fin troppo asciutto ad accompagnare una richiesta economica non indifferente, tanto più che Barnard sta vendendo una teoria che presenta come la panacea di tutti i mali con toni da imbonitore da televendita, che reitera anche in seguito:

“Loro hanno lavorato una vita per la MMT che salva vite e nazioni, credo che abbiano già dato abbastanza. Devono anch fare volontariato? Lo fanno, ma non per le istituzioni, e questo è ovvio. L’hanno fatto per me perché sapevano che eravamo gente comune che si auto tassava. L’evento sarebbe autorevole per i contenuti, non perché è gratis, per gli stessi motivi di cui sopra. Non so se ti rendi conto che si chiede a una Regione di investire cifre ridicole per avere in mano un’economia da migliaia di miliardi”.

L’INCIDENTE - Francesco Maria Toscano si adopera e alla fine accontenta Barnard sul piano delle richieste di un impegno formale e anche sul fronte del cachet, che viene fissato e accettato anche da da Barnard in 5.000 euro a testa. Ma poi succede qualcosa, Toscano denuncia che Barnard lo avrebbe scavalcato tempestando di telefonate le istituzioni calabresi, telefonate nelle quali avrebbe espresso il desiderio di eliminare Toscano dall’organizzazione dell’evento e di trattare senza intermediari. Nelle more di scambi epistolari sempre più tesi Barnard alla fine sgancia il testo una mail in inglese, che attribuisce a uno degli economisti, nella quale si dice che i profeti della MMT mai e poi mai possono mescolarsi con personaggi come Scopelliti, a capo della Regione Calabria che partecipa al patrocinio.

L’EPILOGO - La storia finisce con i calabresi che organizzano la manifestazione per conto loro e i profeti americani che parteciperanno, presumibilmente contenti del cachet e fregandosene di Scopelliti e con Barnard che mantiene il gran rifiuto all’ultimo minuto, maturato quando ha capito chi fosse il presidente della Regione Calabria. Riflessi abbastanza lenti per una persona che da anni ormai si batte contro il terribile potere che tutto controlla e che tutto rovina. Proprio come succede a tanti, che ipnotizzati dalla “scoperta” d’incredibili complotti o della pietra filosofale, alla fine si fanno passare sotto il naso la spaventosa corruzione di questo paese e persino l’esistenza delle mafie. Lento ma inesorabile, Barnard infatti non sembra aver gradito lo sgarbo e ha lanciato la scomunica:

“Ho licenziato dalla lista dei relatori, e da future collaborazioni con me in Italia, Stephanie Kelton, Marshall Auerback e James Galbraith, per gravi violazioni di ordine deontologico ed etico. Costoro, assieme agli altri MMT Bill Black e Pavlina Tcherneva, hanno accettato di offrire il prestigio accademico della MMT al Presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti (e ad alcuni suoi faccendieri diffamatori e amici di massoni in seconda). Scopelliti è un politico pluri inquisito, gravato da una condanna in primo grado, e da altri seri problemi giudiziari, come ampiamente riportato dagli atti e dalla cronaca, che io colpevolmente ignoravo o sottovalutavo.”

 UN ALTRO PESCE NELLA RETE - Nella vicenda è rimasto impigliato anche un altro sedicente teorico rivoluzionario, noto più per la produzione di bufale che per la precisione delle analisi, Sergio Di Cori Modigliani, di recente onorato dalla pubblicazione di una delle sue opere di fantasia sul blog di Beppe Grillo. Operazione che ha avuto un certo successo, anche se non come l’ormai mitico post sui successi e i provvedimenti del governo Hollande, totalmente inventati dalla sua fantasia e causa di disgrazia per Leonardo Coen, che dopo aver plagiato la bufalaccia si è rivoltato per giorni nel tentativo di venirne fuori meno che malissimo e non c’è riuscito. Agli appassionati del genere consiglio i commenti ai due post, e non per godere della sofferenza dei due poverelli, ma per comprendere l’estensione e le dinamiche che animano il variegato fronte di quanti propongono l’uscita dall’euro come feticcio risolutivo di una crisi che accolgono, ciascuno per i motivi suoi, come un’occasione per proporsi personalmente come salvatori della patria o come un utile capro espiatorio per una storia recente che li ha visti tra le fila dei protagonisti di politiche fallimentari a prescindere dall’euro.

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14 Commenti

  1. Albert scrive:

    Cari miei aspettatevi insulti dei sacerdoti della MMT….

  2. alexa scrive:

    decisamente Barnard ha dei problemi caratteriali che emergono con evidenza a leggere il Carteggio.Quanto alla MMT,dopo un primo momento in cui sono rimasta affascinata,quando si entra nei dettagli si capisce che si riassume nel stampare moneta ad oltranza,tutto quì

    • Francesco CH scrive:

      Non è esatto.

      La MMT gliela sintetizzo io in un rigo:

      LO STATO SMETTA DI EMETTERE TITOLI DI STATO E SI FINANZI STAMPANDO MONETA.

      Questa è la MMT in un rigo. Ovviamente non è così semplice, perché da questo assioma derivano tutta una serie di conseguenze niente affatto banali.

  3. mariagrazia scrive:

    Non entro nel merito dell’articolo da voi pubblicato ma, se tanto mi da tanto, sono costretta a pensare che è una patacca a come la foto che lo rappresenta e che nulla ha a che fare con la MMT……

  4. Giobbe scrive:

    Tutta ‘sta stampa di quattrini mi ricorda un po’ la Repubblica di Weimar… o era lo Zimbabwe?

    • Francesco CH scrive:

      Non c’entra niente.

      La Repubblica di Weimar sperimentò l’iperinflazione perché lo Stato girava il denaro emesso alle banche le quali vendevano la valuta allo scoperto, quindi si trattò di una speculazione finanziaria provocata dal fatto che lo Stato NON IMMETTEVA DENARO DIRETTAMENTE NELLE TASCHE DEI CITTADINI bensì lo girava al sistema bancario commerciale il quale lo usava per scommettere CONTRO LO STATO.

      Lo Zimbabwe non c’entra perché, come ci ricorda Augusto Graziani (massimo autore del circuitismo), il sistema economico contemporaneo può essere descritto come una ECONOMIA MONETARIA DI PRODUZIONE. Ergo la moneta è al servizio della produzione, e il valore della moneta è determinato anzitutto dal valore della produzione nazionale. Questo è anche il motivo per cui l’emissione di moneta veicolata all’aumento della produzione consente allo Stato di fare deficit di bilancio senza un apprezzabile pericolo di inflazione. Lo Zimbabwe NON PRODUCE: Non ha industrie, e la produzione agricola è crollata dopo che Mugabe espropriò le terre dei bianchi per ridistribuirle agli ufficiali dell’esercito zimbabwese (noti esperti di agricoltura e coltivazione – sto scherzando, ovviamente). Per cui, in una nazione che praticamente PRODUCE ZERO tu puoi raddoppiare la massa monetaria, dimezzare la massa monetaria, tanto la valuta VARRA’ SEMPRE ZERO in quanto il valore della moneta moderna è determinato anzitutto dal valore della produzione nazionale. Detto in altri termini, il governo zimbabwese ha cercato di estrarre dall’economia una ricchezza inesistente e per questo motivo esso non è stato nemmeno in grado di imporre l’uso della moneta locale ai propri cittadini, e difatti alla fine lo Zimbabwe ha cessato di emettere una moneta propria e ha deciso di usare come valuta il dollaro statunitense.

      • Giobbe scrive:

        Bisogna comunque stare attenti alla quantità di liquidità che si manda in circolo, al di là delle situzioni particolari delle varie economie.

      • Giaimeddu scrive:

        Si, vabbé, si può anche produrre, ma ad un certo punto bisogna anche comprare…

        • Francesco CH scrive:

          Appunto. E se non hai il denaro per acquistare i beni prodotti e i servizi, cosa fai? Per questo è NECESSARIO che non vi sia mai scarsità di moneta come invece oggi è in Italia con l’euro. La gente non ha i soldi per comprare, è semplicemente una situazione illogica e assurda dal punto di vista macroeconomico. Cioè, non è mai capitato nella storia moderna che vi fossero i prodotti e mancasse il denaro. Per questo l’euro è così nocivo, perché va contro tutti i principii su cui il sistema economico contemporaneo si basa per funzionare. O noi eliminiamo l’euro, oppure sarà l’euro a eliminare noi perché l’euro è come terminator: la sua opera di distruzione economicida nei confronti dell’Italia, dell’economia italiana, delle imprese, dei lavoratori, del lavoro e dei diritti dei lavoratori non si arresterà finché qui in Italia non rimarrà in piedi neanche un solo filo d’erba.

  5. giovanni scrive:

    complimenti per l’altissimo tenore e acume dei commenti. Da qui si deduce che la maggioranza è sempre pietosamente ignorante nonchè decisamente ottusa e incapace di un ragionamento autonomo.

  6. Francesco CH scrive:

    Sono appena ritornato dal convegno MMT di Rimini, è stata una esperienza straordinaria. E Warren Mosler è un genio.

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