Non bastava il caos delle liste, la girandola di ricorsi, la “TAR WAR” ingaggiata dal PDL su tutto il fronte occidentale. Serviva un’eroina, una figura fiabesca che facesse risplendere il grigiore di un parlamento e di un governo senza più lustrini e paillettes. Ecce Homo, allora…Signori e signore: lei, la divina matrona dell’”ItaGlia agli ItaGliani“, l’eroina della lotta al burqa come male primario del mondo intero, la “zoccola dura” della destra più facinorosa ed ebete, la SOTTO sotto segretaria Danielona Santanchè! L’entrata nell’emiciclo è stata fragorosa, oggi 9 marzo 2010. Fragore di applausi? Nossignore: un diluvio di fischi! Fischio libero, con un dito, anzi con l’ausilio di due dita a mo’ di esperti pecorai, gli esponenti del Pdl hanno accolto l’esponente del LORO governo. Sì, l’atto di lesa maestà all’indirizzo della protetta del re di Arcore è provenuta proprio dai banchi del partito dell’amore. Invidia di veline frustrate (o frustate, fate voi) o gelosia e rancore da parte di deputati exaennini con le “palle di velluto” ormai consunte? Eppure i pdiellini avrebbero ben altri motivi per corrucciar la fronte, potrebbero, ad esempio, buttare un occhio ai sondaggi riservati che girano da qualche ora e che indicano che la Polverini nel Lazio rischia una Caporetto colossale. Insomma, questi ragazzacci, invece di impegnarsi nelle elezioni si mettono a “pomodorare” quella mondana della Santanchè. La guerra di bande tra finiani e forza italioti non è più un mistero per nessuno, e la gestazione del Partito della Nazione volge ormai al termine, ma che si arrivasse ad un così plateale gesto non lo avrebbe mai potuto prevedere nessuno. Durante l’esame della ratifica di un trattato internazionale, la neo-sottosegretaria all’attuazione del programma entra in aula e si accomoda ai banchi del governo. Ma appena si siede parte una bordata di fischi dai banchi del Pdl. Roberto Giachetti (Pd) scatta: pensa che si tratti di una contestazione al suo collega Franco Narducci che in quel momento sta parlando e pretende dalla presidenza che lo si faccia rispettare. Poco dopo, però, qualcuno va da Giachetti e gli spiega come sono andate veramente le cose. E lui, riprendendo la parola, dice: «Chiedo scusa a tutta l’aula: pensavo che i fischi fossero rivolti al nostro oratore, ma andavano al sottosegretario Santanchè…».
Grandiosi.
La regina dell’opera buffa
10 marzo 2010



