Strana storia, quella del senatore americano Ashburn. Dopo essere stato pizzicato ubriaco per le strade di San Francisco, dopo che le voci e i pettegolezzi sulla sua vita notturna hanno iniziato a farsi sempre più insistenti, è uscito allo scoperto: “si, sono gay”.
Roy Ashburn è un senatore repubblicano eletto nello Stato della California, nel distretto di Bakersfield. Conservatore modello, ha da sempre votato contro qualsiasi misura che prevedesse diritti per i gay, ed anzi ha appoggiato tutte quelle misure volte a contenere e limitarne le vittorie raggiunte nel passato. Lo scorso anno si è perfino opposto a una proposta di legge che voleva istituire una giornata in onore di Harvey Milk, attivista omosessuale ucciso nel 1978. L’associazione Equality California ha valutato Ashburn come il peggior politico californiano in fatto di diritti civili – ex aequo con molti suoi colleghi.
L’UOMO – Cinquantacinque anni, quattro figli, profondamente cristiano. Ecco come si è presentato di fronte ai suoi elettori, che lo hanno fatto vincere riportando un democratico in un collegio storicamente legato al partito democratico. Ma la sua vita non è proprio quell’esempio di probità repubblicana che ha disegnato per la sua campagna elettorale. Trovato alla guida di una vettura comunale ubriaco, dopo una notte passata a frequentare locali gay, Roy Ashburn ha dovuto fare outing con i suoi concittadini.
“SI’ SONO GAY” – Su una radio locale di simpatie repubblicane l’outing del senatore: “Sono gay, queste parole sono state così difficili da dire per molto, molto tempo”, ha iniziato, senza più sorprendere molti, viste le voci che si rincorrevano da giorni, “mi sono sentito in dovere di parlarne ora che ho oltrepassato un limite. Ho trasgredito la legge e messo delle persone in difficoltà, e devo dunque delle spiegazioni a tutti voi.
DIMISSIONI? NO GRAZIE – Ashburn non pensa minimamente a dimettersi, e rassicura i suoi elettori che continuerà a votare secondo quello che ritiene la maggioranza del suo distretto: conservatore, cattolico, e intransigente nei confronti degli omosessuali. Chiede solo un favore a chi lo ha eletto: “pregate per me”.






















pregheranno certo perché tu te ne vada
Eh, un anno sabbatico per farsi internare in uno di quegli efficientissimi “centri di cura” dove “ti fanno diventare etero con le preghiere”, glielo dovrebbero pur concedere.
LOL
“Cinquantacinque anni, quattro figli, profondamente cristiano”.
non si capisce la contraddizione con l’essere attratto da persone dello stesso sesso.
non si capisce il bisogno di dichiararsi gay, quando si è evidentemente bisessuali.
una cosa che proprio non si capisce dei gay è questo bisogno di assolutezza, o da una parte o dall’altra, padri di famiglia che finiscono in bordelli gay, outing, richieste di diritti civili (ma già li hanno, nonostante tutto).
sarebbe più umile accettare con maggiore semplicità la natura bisessuale e promiscua dell’uomo. specie se maschio…
[...] del suo Stato. Infatti, passato qualche giorno dall’arresto lo stesso Ashburn ha pubblicamente ammesso, facendo come si dice “outing”, di essere gay. “Sono gay” ha detto [...]