Attraverso il profilo della moglie Antonella il bel Renè risponde alle decine di messaggi di affetto e solidarietà dei suoi fan. Ringrazia per la vicinanza, ricambia i saluti, accetta inviti a pranzo, dà il numero di cellulare. L’ultima uscita pubblica risale al 28 febbraio
“Un Saluto a Tutti. Sono Renato!… Si, proprio quello della foto! Era da tempo che avrei dovuto farmi vivo con Voi… soprattutto perchè Mia Moglie mi ha sempre ragguagliato sull’Affetto di cui mi avete sempre circondato: Grazie di Cuore!… Vi sono debitore!… Soprattutto con Te, Patrick, che sei stato l’artefice di questa magnifico gruppo… Certo che da tempo avresti anche potuto farti vedere!… Avevamo anche pensato di farti avere una particina nel film… Bhè, se ti và, fatti sentire… Un Abbraccio a tee a Tutti Voi: Vs. Renato”. Ad inviare questo messaggio attraverso il social network più conosciuto non è né un attore, né un cantante, né un calciatore.
VALLANZASCA SU FB – Si tratta piuttosto di uno dei criminali più famosi d’Italia, Renato Vallanzasca, detenuto e condannato a quattro ergastoli per aver commesso nella sua breve ma intensa carriera malavitosa decine di omicidi, sequestri, rapine, evasioni. Tornato ora alla ribalta della cronaca per aver incominciato da ieri ad usufruire del beneficio del lavoro esterno (presso una pelletteria milanese che è anche una cooperativa sociale), a quanto pare già da tempo era in grado di mettersi tranquillamente in contatto con i suoi fedeli ammiratori. Grazie alla sua donna, sposata due anni fa. E’ proprio dal profilo di Facebook della moglie, Antonella D’Agostino, infatti, che il 28 febbraio vengono battute quelle parole di affetto destinate ai numerosi fan che su internet continuamente ostentano nei confronti di Vallanzasca tanta ammirazione e solidarietà. Un bel po’ di minuti, dalle 9.58 alle 11.08 del mattino e dalle 17.58 alle 20.00 nel pomeriggio, davanti al pc per rispondere in prima persona a commenti e messaggi sulla bacheca del gruppo più numeroso dedicato al “bel Renè” e scrivere su quella di Antonella. Vallanzasca ricambia i saluti, restituisce abbracci, accetta inviti a pranzo con chi vorrebbe festeggiare con lui il compleanno, rende pubblico il suo recapito telefonico. E poco importa se quelle parole scritte in prima persona siano state riportate da Antonella o siano state scritte direttamente dal bandito. Il profilo della donna, per i numerosi amici e fan di Renato, è una fonte più che attendibile.
ESEMPIO DI COERENZA – I navigatori sono entusiasti. “Mi piacerebbe conoscere Renato personalmente…”, affermava Dino de Palma prima che gli venisse dato il numero di cellulare. “Renato libero!”, esclama invece Paolo Tricarico. Che poi provvede a difendere le ragioni del bandito: “Il conto con la giustizia l’ha già pagato, si è dimostrato un signore, un uomo vero… i veri criminali sono quelli fuori e tutti noi sappiamo chi sono…”. Ribadirà poi qualche giorno dopo lo stesso Paolo: “Oggi la giustizia italiana ha ridato la libertà a Omar, uno degli assassini di novi ligure, dopo le atrocità di aver massacrato una madre e un bimbo, complice di una squilibrata, è stato rimesso in libertà… Mentre per Renato che ha già pagato fin troppo il suo conto con la giustizia non c’è ancora la libertà che molti di noi desideriamo, per Renato non ci sono nè indulti nè grazia… e le autorità si tappano occhi e orecchie a richieste di grazia… se non sei mafioso, politico o pentito in sto cesso di paese non vai da nessuna parte…”. Sulla stessa linea pure Ivano Faco Facchinetti, che considera Vallanzasca “…un esempio di coerenza…”.
GIUSTIZIA INGIUSTA – Si mostra molto felice per il nuovo status del detenuto pure il fondatore del gruppo, Patrick Ghilotti, che dice: “Finalmente dopo anni e anni… Renato esce da quel postaccio…! Auguri Renatone ed anche ad Antonella… Un abbraccio!”. Arrivano numerosi messaggi: “Sono orgoglioso della notizia… mio padre mi ha parlato di te… nel bene e nel male… con solidarietà un abbraccio”, “Baciamo le mani…”, “E via ora sei libero. Un abbraccio da Taranto”, “Comunque dentro di te sei sempre stato libero… Benvenuto in questo mondo di merda. Un abbraccio”, “Giusto che sia in carcere… Ma la legge dovrebbe essere uguale per tutti! Gente come Brusca è gia fuori… ed ha fatto cose peggiori di Renato Vallanzasca… la sfortuna di Vallanzasca è che non ha le amicizie giuste la legge non è uguale per tutti… ma è molto interpretata”.


E VOI AVETE LE PROVE CERTE NATURALMENTE……….mha
anche domenica scorsa”Ciao Enza, diciamo che sono… lo zio Renato. Sono qui con la Zia a guardare le foto che hai messo in rete… e subito ci siamo detti: ‘questa Bimba ci darà delle preoccupazioni’!… Accidenti, cresci troppo in fretta!!!… Bhè, Mia Bella Signorina, Unitamente alla Zia ti invio un Abbraccio ed un Bacione.”
Non comprendo il senso di tanta stima, ammirazione e solidarietà, nei riguardi di un criminale!
E’, di sicuro, un onore per lui usufruire, nonostante la condanna a 4 ergastoli e 260 gg di carcere, del beneficio del lavoro esterno.
Anche se internet è il pianeta di tutti, sono dell’opinione che ad alcuni personaggi bisognerebbe limitarne l’accesso!
nemmeno io comprendo il senso di tanta stima. C’è un tizio che, in senso ironico oppure no, gli scrive pure:”a tua disposizioe…”, però, se facebook non fosse a disposizione di tutti, certe cose non le sapremmo. In fondo è solo un mezzo come un altro, ma che può essere monitorato meglio rispetto ad altri
Sono d’accordo con talento, FB è una casa di vetro e una cassa di risonanza allo stesso tempo.