Quanto costa l’addio dell’Italia all’euro?
17/10/2012 - Un centro studi economico tedesco ha simulato l'impatto dell'abbandono della valuta unica da parte di Grecia, Portogallo, Spagna e del nostro paese
Quanto costa l’uscita dall’unione monetaria dei paesi in eurocrisi? La cifra potrebbe arrivare nei prossimi anni fino ad una perdita di 17 mila miliardi di euro per l’intera economia mondiale, nel caso di abbandono di Grecia, Portogallo, Spagna e sopratutto Italia.
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EUROROTTURA - La Fondazione Bertelsmann, istituto di ricerca legato ad uno dei maggiori gruppi mediatici europei, ha commissionato uno studio alla società di consulenza economica Prognos AG per valutare i costi effettivi di una rottura dell’euro. La stima delle perdite finanziarie legate alla frantumazione dell’unione monetaria è stata calcolata in base al modello econometrico VIEW di Prognos AG, che ha utilizzato come parametri un haircut del 60% del debito sovrano dei paesi che abbandonano l’euro, e una svalutazione della loro moneta del 50% rispetto alla valuta unica ancora in vigore. L’impatto della distruzione dell’unione monetaria è stato calcolato sul Pil di 42 paesi, e benché si tratti di proiezioni, un dato è sicuro. La rottura dell’euro farebbe precipitare il mondo in una recessione gravissima, che impatterebbe su tutti i paesi, sviluppati ed emergenti, colpendo in particolar modo il centro dell’unione monetaria. Le perdite totali dell’economia mondiale potrebbero arrivare fino a 17 mila miliardi di euro dal 2013 fino al 2020, se anche l’Italia seguisse gli altri paesi mediterranei nell’addio alla moneta unica.
CATASTROFE ITALIANA - Per il nostro paese lo studio di Prognos Ag rileva minacce gravi nel caso di abbandono dell’euro da parte dei paesi periferici dell’unione monetaria, ma disegna uno scenario assolutamente catastrofico nel caso in cui l’Italia stesse dicesse addio alla valuta unica. In questo caso le perdite sul debito sovrano si ridurrebbero rispetto alla permanenza nell’eurozona, ma le conseguenze sull’economia reale sarebbero mostruose. Prognos Ag indica una perdita di oltre mille miliardi di euro, equivalente alla metà circa del nostro da Pil, che verrebbero accumulate dal 2013 fino al 2020, il periodo temporale analizzato dallo studio. L’impatto sul reddito pro capite sarebbe ovviamente enorme. Ogni italiano perderebbe in media 17 mila euro nei prossimi sette anni, se i quattro paesi mediterranei in eurocrisi abbandonassero l’unione monetaria. Grazie alla svalutazione della nuova lira, che nell’ipotesi dello studio varrebbe la metà rispetto all’euro ancora in vigore, le nostre perdite sarebbero però minori rispetto alla Germania, dove le perdite arriverebbero a 1700 miliardi di euro in totale, e a 21 mila euro su reddito procapite dei tedeschi nei prossimi sette anni.





















Sono calcoli sballati e non veri. Nel ’92 quando la lira abbandonò lo SME non successe una catastrofe…leggetevi quel che scrive il prof.Bagnai. Piuttosto è ben triste che si ricorra a concetti terroristici per difendere le scelte solitarie delle burocrazie europoidi: che fine ha fatto il sogno europeo?
Che sia la UE che ha garantito 60 anni di pace è un’altra panzanata. Soprattutto questa ultima versione di UE, tutta pappa e ciccia con la finanza.
Prima finisce QUESTA Europa, indifferente alle sofferenze dei suoi popoli, MEGLIO E’.
L’italia diverrebbe un paese del quarto mondo, e agli italiani, essendo in maggioranza gentaglia con Q.I. inferiore a quello di una scimmia, sarebbero contenti comunque