La Padania apre ad una convocazione ai mondiali per il giovane attaccante dell’Inter, e parla di “pregiudizi superati”. Ma i militanti del partito del Nord non ne vogliono proprio sapere.
“Pessimo articolo. Noi siamo Padani, non itagliani, o sbaglio? Qualcuno nel nostro movimento sta prendendo una piega che non mi piace per niente”, scrive stobia87. “Mi sa
che qualcuno ha bevuto un bicchiere di troppo!”, esclama, invece, Fratak1988. I ragazzi del Movimento Giovani Padani, da quanto si evince leggendo il loro forum, non hanno preso per nulla bene le aperture del loro quotidiano alla convocazione in nazionale di Mario Balotelli per i prossimi mondiali di calcio. Nessuno sconto, dunque, all’articolo pubblicato venerdì scorso sulla Padania, firmato da Rosario Pastore, col quale ci si appellava al commissario tecnico della Nazionale Marcello Lippi affinché in vista della difficile competizione sudafricana della prossima estate prendesse la “grande decisione” di puntare anche sul giovane attaccante di colore dell’Inter.
CALCIATORE DEL FUTURO - “Pensare a una rivoluzione è improponibile, se non impossibile – si leggeva nell’articolo che definiva Balotelli come “il calciatore del nostro futuro” – si sarebbe dovuto tentare qualche tempo fa e Lippi non ha avuto il tempo o, forse, la voglia per affrontarla. Da qui a chiudere la porta ad eventuali correttivi importanti, però, ce ne vuole. Ed un correttivo sicuramente di grande valenza sarebbe la convocazione, non solo, ma anche l’utilizzazione di Mario Balotelli. La splendida partita disputata dai tre giocatori di colore, Balotelli, Ogbonna e Okaka in occasione della vittoria dell’Italia under 21 di Pierluigi Casiraghi contro i pari età dell’Ungheria, ricordando come siano italiani a tutti gli effetti. Sono nati nel nostro Paese, qui hanno studiato, qui hanno imparato i primi rudimenti del calcio. Da decenni, dappertutto, certi pregiudizi sono stati superati. Basti vedere come sono composte le rappresentative nazionali a livello mondiale, in Inghilterra, in Francia, in Germania”.
ARTICOLO DELIRANTE - Sul web, la reazione della base non si è fatta attendere. I giovani padani lanciano parole di fuoco: “Ma perché – richiede l’utente Grenald – anche al nostro interno dobbiamo avere della gente come quello che ha scritto quell’articolo delirante? Tra
l’altro, a parte che sia nero, giallo, verde o fucsia… ma da quando ci deve interessare di quei mercenari della nazionale italiota? Io spero che vadano a casa subito al girone iniziale”. Poco dopo gli fa eco abruzzese80: “Io penso che quest’articolo debba far riflettere tutti i leghisti… è dai tempo che i politici leghisti non sento el parole “indipendenza della Padania” e da loro sento sempre più la parola “Italia””. Qualcun’altro è molto più diretto e ne approfitta per restituire al mittente le parole di apprezzamento per l’articolo della Padania spese dalla fondazione finiana Fare Futuro che parlava dell’articolo come di uno “spartiacque importante nell’atteggiamento usato dai leghisti nei confronti di quella generazione Balotelli, multietnica, colorata, nuova, che rappresenta l’ossatura sulla quale si fonderà l’Italia di domani”. Scriveva Apless88: “Penso di poter riassumere il mio pensiero su tutto ciò con una frase: che figura di me**a! Il fatto che poi Fare Futuro dica questo è una conferma della pirl**a fatta”.
PREGIUDIZI SUPERATI? - A nulla, dunque, sarebbero valse le dichiarazioni di elogio di Ignazio La Russa per le posizioni espresse dal giornale. “Finalmente anche La Padania dice su Balotelli quello che io sostengo da sempre”, affermava il Ministro alla comparsa del pezzo. Nemmeno Picinet, 9737 messaggi all’attivo, uno dei veterani del forum leghista incriminato, riesce a schierarsi col quotidiano di partito. “Ma c’è proprio bisogno di parlare di calcio sulla Padania?”, chiede ai partecipanti alla discussione bypassando ogni riferimento esplicito al calciatore interista. Quei pregiudizi cui faceva riferimento l’articolo, insomma, a dispetto di quanto si leggeva tra le righe, non è detto siano stati del tutto superati.




In effetti mi aveva parecchio sorpreso l’articolo della Padania, specie ricordandomi le parole di Calderoli che all’indomani della vittoria di Berlino, nell’affrettarsi nel salire sul carro(ccio) dei vincitori, ebbe a sostenere che era “giusto” che non avesse vinto la Francia, la cui nazionale non aveva nulla o quasi di francese, mentre l’Italia era composta solo da italiani (dimenticandosi a pie’ pari l’argentino Camoranesi). Oddio, sorpreso fino ad un certo punto, considerando come la Lega sia specializzata nel cambiare diametralmente opinione a seconda di come gira il vento (ricordo ancora l’euro).
P.s.: si gioca in Sudafrica, non in Sud America
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li hanno allevati bene i loro “giovani padani”. Una volta ottenuto il potere i politici leghisti hanno accantonato gli slogan + forti, per darsi una parvenza di istituzionalità. Gli stessi slogan che ritirano fuori ad ogni elezione per raccogliere voti anche dalle loro frange + estremiste. E’ logico che queste protestino vibratamente quando si fanno certi discorsi.
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