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pubblicato il 8 marzo 2010 alle 19:46 dallo stesso autore - torna alla home

La nota trasmissione pomeridiana in onda su Rai3 chiude i battenti dopo di 11 anni. La Rai rivede i suoi palinsesti. Meno informazione e meno spazio per i più giovani?

Dopo11 anni, la Rai ha deciso di chiudere la trasmissione “Tgr Neapolis” in onda, quotidianamente, dal lunedì al venerdì alle ore 15.00 su RAI 3. Il programma, trasmesso dal centro di produzione della Rai Tv di Napoli, si occupa in particolare delle nuove tecnologie, delle loro applicazioni e di tutto quanto fa “informazione on line”.

GAME OVER - Neapolis è un programma giornalistico che dipende direttamente dalla Testata giornalistica regionale. In tutti questi anni la trasmissione ha posto particolarmente risalto sullo sviluppo delle tecnologie del mondo della telecomunicazione e, più in generale, dell’innovazione tecnologica. Durante questi due lustri e più, la trasmissione ha dato largo spazio al progredire di quella “rivoluzione culturale e tecnologica” che, non senza enfasi, ha dato vita alla “città nuova”, la metropoli virtuale d’internet. Allo stesso tempo, però, ha messo in guardia dai suoi pericoli, da quel lato oscuro della rete fatto di organizzazioni cybercriminali, di truffe, di virus, worm, spyware, malfare ecc. Un’opera di informazione utile ed efficace fatta, peraltro, in modo giovane e spigliato, su un “media” concorrente come è quello televisivo. Tuttavia, contrariamente alla vulgata dominate dell’altra informazione televisiva, a cominciare da quella dei telegiornali, Neapolis ha avuto in questi anni sempre un approccio “laico” senza demonizzazioni od enfatizzazioni di sorta.

BYE, BYE TV DI SERVIZIO? - Neapolis, come detto, in questi anni, ha raccontato questo repentino sviluppo tecnologico utilizzando lo strumento televisivo, al fine d’illustrare le potenzialità più che i limiti, spesso del tutto artificiosi, che può offrire la rete. Lo ha fatto ascoltando l’opinione di tecnici, esperti, divulgatori scientifici, ricercatori ma anche di semplici “user”, ossia di quei “cittadini del nuovo villaggio globale” che ruota attorno ai social network, ai forum, i blog e l’interazione col “mondo virtuale”, gli avatar ecc. Nel nuovo palinsesto della terza rete, ciò nonostante, si preannuncia un radicale cambiamento, sembra voluto proprio dai piani alti di “Viale Mazzini“, che dovrebbe vedere la soppressione, tra l’altro, anche del programma d’intrattenimento per i piccoli “La Melevisione”. La notizia, rapidamente ha fatto il giro della rete. Su Facebook subito è sorto un gruppo di solidarietà e sostegno alla trasmissione intitolato “No alla chiusura di Neapolis” . In molti temono, inoltre, che la soppressione di Neapolis sia solo il primo passo per un più generale ridimensionamento del centro di produzione di Fuorigrotta che, negli ultimi tempi, ha visto ridurre e non poco il suo ruolo e la sua funzione. La Rai, come si sa, scimmiottando in pieno la sua concorrenza “privata”, si sta affidando sempre più spesso e volentieri ai cosiddetti “format” preconfezionati, specie quelli di provenienza estera. Uno snaturamento del ruolo della Tv pubblica e di servizio che in questi ultimi tempi sta diventando, nel silenzio assordante della “politica” innazitutto, fin troppo palese.