La storia

Facebook, il fondatore ancora nei guai: “Ha spiato le email”

8 marzo 2010

Mark Zuckemberg, il 25enne padrone di Faccialibro e re Mida del voyeurismo 2.0, dovrà difendersi da nuove pesanti accuse di fronte a un giudice. Milioni di persone riunciano alla propria privacy ogni giorno, ma secondo il pubblico ministero l’imputato ha fatto molto di più

Nel 2003 Mark Zuckemberg era un giovane nerd che si pagava gli studi lavorando nei dormitori dell’università di Harvard. In quei mesi stavano sperimentando un progetto innovativo di sito che avrebbe messo in contatto dalle matricole agli studenti degli anni passati. Una virtualizzazione degli yearbook, quei libri che ogni anno i college stampano con le foto degli studenti. Si chiama ConnectU, e non si può fare a meno di notare quanto simile sia con il più famoso Facebook. Tanto simile che i suoi creatori hanno portato in giudizio quel giovane stagista, con l’accusa di aver rubato codice sorgente, idee e business plan.

LA STRADA DEL SUCCESSO E’ LASTRICATA DI CAUSE – Insomma, fin dalla genesi di Facebook, Zuckemberg ha mostrato di muoversi in modo perlomeno spregiudicato, ma le accuse di questi giorni potrebbero rischiare di far affondare la sua creatura. Quello che deve affrontare ora è un’accusa pesante: l’aver preso informazioni sensibili su rivali e potenziali concorrenti non solo dai dati forniti all’interno della piattaforma del suo social network, ma anche di aver rintracciato lettere elettroniche di giornalisti non entusiasti della sua ascesa nel mondo del 2.0.

CONCORRENZA SLEALE – Le accuse rivolte a Zuckemberg risalgono al 2004, poco tempo dopo il lancio di Facebook: le accuse più lievi sono di essere entrato nei profili su Facebook di gruppi di ex colleghi e averli resi irraggiungibili in diverso modo, per diminuire la loro notorietà. Ma non si è fermato lì. Attraverso i log in è riuscito a recuperare le password, che per alcuni di loro coincidevano con quelle della posta elettronica. Da lì ha raccolto tutte le informazioni necessarie per screditarli, o anche solo per conoscere ciò che “tramavano contro di lui”.

DAVIDE CONTRO GOLIA – Sicuramente Facebook non rischia la chiusura. Una creatura da 400 milioni di utenti, che guadagna 30 milioni di dollari l’anno in inserzioni pubblicitarie e che ha rifiutato l’acquisizione da parte di Yahoo per un miliardo di dollari (ma potrebbe cedere a Microsoft se verrà confermata l’offerta da 6 miliardi non ha da temere null’altro che aprire le proprie borse e trovare un soddisfacente accordo economico con i ragazzoni di Harward. E forse questioni del genere non intaccheranno la fiducia degli utenti nel raccontare fatti, pubblicare foto e altri contenuti proprietari su dei server sempre meno sicuri. Ma potrebbero spaventare investitori e inserzionisti forse al punto di fermare l’ascesa incontenibile del Re Mida del 2.0.

2 commenti a Facebook, il fondatore ancora nei guai: “Ha spiato le email”

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