Presidente, almeno non tenti di coglionarci
06/03/2010
Eh, no, signor presidente. Non è mica vero, come lei sostiene sul sito del Quirinale, che nella vicenda del decreto “interpretativo” era in gioco “il diritto dei cittadini di scegliere col voto tra programmi e schieramenti alternativi”. Perché i cittadini hanno sì il diritto di votare chi vogliono, ma tra i simboli che compaiono nella scheda elettorale. E quelli che ci compaiono, signor Presidente, non sono tutti quelli a cui è preso lo sghiribizzo di dire che si candidano alle elezioni, come sembra voler sostener lei in compagnia del governo.
In ogni elezione, signor presidente, c’è sempre il gruppetto di originaloni che decide di spararla grossa per attirare l’attenzione candidandosi alle elezioni, ma per far sì che a presentarsi siano delle persone serie e con una chance di rappresentanza, si fanno raccogliere preventivamente un po’ di firme (numeri non impossibili) rispettando alcuni criteri previsti dalla legge, giusto per non far sembrare il tutto una farsa. E si pretende che si presenti una lista di candidati, con tanto di simbolo. Anche qui, se ne comprende subito il perché: bisogna fornire all’elettore una scelta, una rosa di nomi in fila, affinché non accadano spiacevoli inconvenienti per la democrazia come quelli che lei depreca quando succedono all’estero.
Ora, posto che il decreto serviva al PdL romano per farsi riammettere (a Formigoni, come previsto, ha pensato il Tar) – e quindi era “ad listam”, non “ad listas” – io vorrei sapere in che modo lei ritiene di aver rispettato i diritti del Movimento Fancazzisti Italiani (M.F.I.) che avevano magari raccolto le firme necessarie, ma all’ultimo momento hanno dovuto dare forfait al Tribunale perché a chi doveva presentare le liste è rimasto incastrato un gomito nell’autolavaggio (cit.). I miei diritti di potenziale elettore dell’M.F.I. non sono stati rispettati: e adesso come la mettiamo? Eh?
In secondo luogo, non è vero che non si stavano prospettando soluzioni politiche per rimediare all’inghippo in cui il PdL romano si è messo da solo (per un panino o per sbianchettare le liste a seconda delle diverse interpretazioni). Una, la più semplice, era posticipare di qualche tempo le elezioni accorpandole con le elezioni a sindaco di Bologna riaprendo i termini di presentazione per tutti (ripeto: per tutti, non per i paninari e basta): è stata proposta (dai Radicali), è finita ignorata anche da lei. Pazienza. In ogni caso c’era.
Poi ci sarebbe una faccenducola non di poco conto, per uno, come lei, che presiede Consiglio Superiore della Magistratura: il governo è intervenuto in corsa (con la sua controfirma, presidente) su una materia in cui si stavano ancora esprimendo due tribunali. A uno non è servito per farsi riammettere (sempre Formigoni), all’altro servirà come il pane. In questo momento si sta intervenendo con un decreto su processi in corso, insomma: un classico dell’elezionismo all’amatriciana italiano, d’accordo. Ma questo non vuol dire che sia lecito.
Due parole sul decreto che sarebbe meramente interpretativo, e sulla questione della costituzionalità. Lei dice che non è “non manifestamente incostituzionale” quello che ha firmato, e vabbeh. Il professor Federico Cosentino, invece, ad esempio, ha osservato che il suo decreto si presenta come interpretativo, eppure è innovativo: perché rimette nei termini la presentazione delle liste tardivo. Poi, perché dice che sono valide le presentazioni fatte quando i termini sono scaduti, e che è presente chi si trova nel palazzo dove va effettuata la consegna.
Tutto questo, signor Presidente, glielo si dice con rispetto parlando, e ben consci del fatto che alla fin fine sia un bene che le liste di Formigoni e del Popolo delle Libertà possano correre in Lombardia e a Roma. Perché è una questione di democrazia, anche se fortemente corretta in salsa logica partitocratica: dal punto di vista formale, nessuno ci perde molto se il PdL non corre a Roma, e da quello sostanziale votare la Lista Polverini o le altre collegate poteva forse quietare la sete di centrodestra insita nell’elettorato. Quello che però dà fastidio è che lei presenti come “il migliore dei mondi possibili” quella che invece pare a tutti una zozzata megagalattica, la più zozza delle soluzioni necessarie a un problema che comunque c’era. Non tenti di coglionarci, almeno, presidente. Se non è chieder troppo.
P.S.: Tenga comunque presente che se per caso, in conseguenza di qualche altro scandalo o scandaletto, il centrodestra dovesse perdere in una delle due regioni, e magari allora il parlamento deciderà di non convertire il decreto legge invalidando le elezioni (ipotesi peregrina, ma non si sa mai), lei dovrà scappare per lo meno in Nepal.













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Ma poi, vuoi mettere i vantaggi che avete rispetto a noi poveri sfigati emigranti? Da venerdì sera qualunque cittadino potrà pretendere, ad esempio, di pagare un bollettino postale fuori orario convocando una piccola manifestazione condominiale, chiedendo una leggina per farsi riaprire lo sportello o magari facendosi inviare direttamente a domicilio da Brunetta l’impiegato fannullone e di sinistra.
Siamo dunque ancora una volta di fronte all’irrisolto problema del rispetto delle regole e delle leggi, tutta robaccia comunista in grado di provocare fatali shock anafilattici in schiere di nostri stimabili concittadini.
Ma no no no! non è questa la conseguenza. Continuate a pensare che le leggi, o il contrario di esse, siano uguali per tutti. NO. Lo sfigato con il bollettino da pagare continuerà ad essere cacciato dall’ufficio postale dieci minuti PRIMA della chiusura. Anzi, ormai è chiaro che la legge non è uguale per tutti, ma vale la legge del più forte, o di quello che ha più voti. Magari se chi vuole pagare il bollettino è del partito di governo, allora magari può rimanere fino all’orario di chiusura… oddio dov’è che succedevano queste cose? non riesco a ricordare, ma succedevano, o succedono, sul serio…
Morfeo Napolitano ha colpito ancora……
Dire che “non andare a votare” è un’idiozia è un eufemismo ma purtroppo una buona percentuale di italiani ha adottato questa “scorciatoia” per sentirsi in pace con se stesso!
Ma io mi chiedo, ma se, come sembra, il pdl dovesse vincere in lazio e lombardia, ma che figura barbina rimedierebbero tutti quelli che in questo momento gridano allo scandalo?
Che gridano allo scandalo e vorrebbero imporre agli elettori un presidente che, in caso di vittoria del pdl, gli elettori dimostrerebbero di non volere.
La cosa per certi versi esilarante è che chi vorrebbe estromettere dal voto il principale partito politico, e probabile vincitore delle prossime elezioni nelle regioni contestate, dice di farlo “in nome della democrazia”.
E da quando la democrazia è estromettere un partito dal voto? da quando la democrazia è impedire agli elettori di votare?
Che poi se entriamo nello specifico le cose non sono poi così chiarissime come qualcuno le dipinge, anzi.
Possibile che persone che per anni hanno presentato liste elettorali senza commettere il minimo errore adesso all’improvviso commettono errori tali da far estromettere le liste in ben due regioni? e guarda caso in due regioni in cui la vittoria del pdl è probabile (in lombardia molto probabile)?
A me pare che qualcosa di molto poco chiaro vi sia.
Comunque il TAR della lombardia, senza utilizzare il decreto in questione, ha riammesso la lista di Formigoni. TAR che ha apertamente sconfessato la corte d’appello di milano che aveva estromesso la lista di Formigoni.
“Strano”, diciamo così, che nessuno si chieda se la decisione di estromettere la lista Formigoni operata dalla corte d’appello di milano fosse realmente giustificata o no.
Possiamo dire che se la corte d’appello avesse estromesso invece della lista di Formigoni quella della sinistra si sarebbe gridato allo scandalo? qualcuno avrebbe parlato di tentativo di far fuori l’opposizione?
Come al solito in questo paese si utilizzano due pesi e due misure.
In tutte le storie c’è qualcosa da imparare. La lezione che questa storia insegna è che se si estromette un partito (leggasi pdl) dalle elezioni, un po’ come succedeva in URSS o a Cuba, questo è sintomo di democrazia.
esimia testa di cazzo,
l’esclusione è stata colpa di chi ha messo nomi nelle liste all’ultimo minuto e poi se ne è andato a mangiare (Forminchioni in Lombardia su richiesta del corruttore nano).
Per cui l’eventuale esclusione sarebbe stata colpa di quei pezzi di merda di politici ai quali tu fai riferimento (fondamentalmente perché lo sei anche tu) e che certamente voterai perché ti garantiscono:
-l’evasione fiscale;
-l’elusione fiscale;
-i condoni edilizi;
-la spintarella per l’appalto di un vecchio amico;
-un pò di soldi pubblici regalati agli amici;
-tanti soldi pubblici per il ponte e niente per gli asili nido;
-etc. etc.
SONO 9 ANNI SU 15 CHE IL TUO PADRONE è AL GOVERNO E TUTTI GLI INDICI ECONOMICI E SOCIALI SONO PEGGIORATI.
Ma per voi è colpa della sinistra
Avete la faccia come il culo!
Sarei curioso di sapere da dove nasce la certezza che la decisione della corte d’appello di milano, per altro smentita dal Tar, di estromettere Formigoni sia corretta.
Come sarà mai stato possibile per la corte d’appello di milano sbagliare in questo modo?
In ogni caso i fatti parlano chiaro. Per anni hanno presentato liste senza mai un minimo intoppo. All’improvviso questa volta non solo hanno sbagliato ma addirittura hanno sbagliato due volte, in lazio e in lombardia.
E guarda la coincidenza hanno sbagliato in due regioni in cui probabilmente vincerà il pdl. Stranamente non hanno sbagliato in regioni dove presumibilmente vincerà la sinistra.
Quando si dice la sfortuna.
Che cazzo di domanda è “Come sarà mai stato possibile per la corte d’appello di milano sbagliare in questo modo”? Ti stupisci del fatto che un tribunale possa aver sbagliato (cosa comunque da dimostrare: il fatto che prevalga la decisione del TAR dipende da una questione meramente gerarchica ma può anche darsi che la Corte d’appello avesse ragione e che il TAR si sbagli) ? E allora che ci stanno a fare i vari gradi di giudizio? Per bellezza?
Oddio santissimo, siete la negazione della logica.
Non diciamo cazzate!
Data la mia attività politica, mi sono trovato più e più volte a raccogliere firme per la presentazione di una lista elettorale, e spesso “gazebo a gazebo” con esponenti di altri schieramenti.
Per fare un esempio su tutti, posso parlarti del modo di raccogliere firme proprio della Lega Nord.
Trattandosi, in buona parte, di rozzi analfabeti capaci a malapena di leggere la guida TV, temo commettano persino “errori” in buona fede.
Beh, di firme raccolte indicando il codice fiscale (!) come documento di identità, magari su moduli non timbrati, quasi sempre senza un autenticatore sul posto, ne ho viste a migliaia.
E non mi venire a raccontare di giudici di parte che vessano l’avversario. Il mio stesso partito è solito presentare ANCHE moduli con firme dubbie, raccolte da non si sa chi, in chissà quale sperduto paesino di montagna.
Ed è proprio per questo motivo che, fatto il numero minimo di firme da presentare 100 ed il massimo 150, se ne presentano SEMPRE 149, perché così l’errore di qualcuno non invalida il lavoro di tutti!
“E da quando la democrazia è estromettere un partito dal voto? da quando la democrazia è impedire agli elettori di votare?”
Potresti chiederlo a te stesso, visto che il PDL (allora CDL) fece escludere nel 2001 una lista in Molise perchè chi presentava la lista era diverso da chi presentò il simbolo… e di consehuenza si fece una elezione con un solo partito e vinse facile il PDL, oppure quando nel 1996 fece decadere una giunta già eletta perchè nelle firme di presentazione delle liste mancava il tipo di documento (patente, passaporto, ecc…), ma solo il numero.
Quindi se lo fate voi è giusto escludere gli avversari, se lo fanno gli altri è un complotto antidemocratico.
Vabbe si sa come la pensate, tutto quello che fate voi è sacro, il resto sono insulti da sinistra.
Rispettare le regole non è una scocciatura, ma la base di una vera democrazia, la base per dare a TUTTI le stesse armi per giocare… invece con questo decreto avete dimostrato che basta avere gli amici potenti nel posto giusto (governo) per poter scavalcare o riscrivere le regole del gioco.
Sia chiaro io voglio che il PDL sia alle elezioni, ma almeno potevano anche dire che la colpa era loro, invece no, fate il decreto e poi date pure la colpa agli altri.
Si avete la faccia come il culo!
come al solito gran pezzo del vice.
Andate sul sito del quirinale e chiedetegli spiegazioni, incalziamolo e rompiamogli i coglioni finché non esce la verità altro che risposte istituzionali sul sito.
Io glielo detto che non rappresenta più tutti gli italiani.
Volevo aggiungere alla tizia di Giussano che si compiace oggi su Repubblica della risposta di Giorgino che il suo diritto a votare Forminchioni non glielo ha tolto il PD o un giudice comunista ma glielo aveva tolto Forminchioni stesso facendo un favore al nano mettendo Riparbelli in lista all’ultimo e determinando l’esclusione della lista.
Per cui se domani ha 5 minuti la signora può anche prendere la spada dell’Alberto e ficcarsela dove vuole.
Anche se non sono a priori contro l’astensione dal voto per me questa volta bisogna votare, votare bene e mandare anche gli scettici al voto per cacciare a calci in culo questi pezzi di m***a perché se non ci riusciamo succederà ancora di peggio ed allora non basteranno più le parole di indignazione
Sì che li rappresenta gli italiani, e sicuramente molto più di chi legge e scrive Giornalettismo.
forse hai ragione, rappresenta i “‘taliani” i furbi, quelli ai quali non piacciono le regole democratiche, ai quali piace rubare, evadere “perché lo stato ci tartassa”, in poche parole i ‘taliani pezzi di merda
In democrazia, per partecipare al gioco bisogna seguire le regole della Democrazia. Le regole sono le stesse per tutti (dal PdL alla Lista Civica di Scarlino) e chi sbaglia PAGA.
Evidentemente agli elettori del PdL questi concetti non entrano.
E’ un fatto grave che il PdL non sia presente in una scheda elettorale? Sì, è gravissimo.
E’ giusto? Sì, è giusto. Fine.
Riguardo il rispetto del centro-destra per gli elettori, rimando a questi due casi di “ribaltamento” del voto popolare:
http://www.altrestorie.org/news.php?extend.1149