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di Carlo Cipiciani (Comicomix)
pubblicato il 6 marzo 2010 alle 08:30 dallo stesso autore - torna alla home

Continua inarrestabile la marcia delle richieste delle aziende all’Inps, che nel mese di febbraio sono state 95 milioni. Un aumento inatteso, una marcia che sembra irresistibile, mentre il governo è immobile

Dopo i dati Istat che hanno segnalato un preoccupante nuovo aumento della disoccupazione, di cui ci siamo occupati qui, ecco arrivare il dato della cassa integrazione. Che segnala a febbraio 2009 un aumento delle ore autorizzate rispetto a gennaio 2010 del 12,4%. Rispetto a febbraio 2009 un mese con la crisi già in atto: le ore richieste erano state 42 milioni e l’aumento è stato lo stesso del 123,5%. Un aumento quindi molto consistente.

L’ESPLOSIONE DELLE ORE AUTORIZZATE – L’Inps nel suo comunicato stampa sottolinea che “nei primi due mesi dell’anno l’aumento tendenziale è stato del 149,3% con 179,6 milioni di ore complessive a fronte di 72 dello stesso periodo del 2009”. Per capire la gravità di questo dato occorre tenere conto che il prim21022009%28005%29 La Cassa Integrazione esplode, la crisi peggiorao bimestre del 2009 era già stato durissimo, che risentiva pesantemente della crisi economica: nei primi due mesi del 2007, in un periodo “tranquillo”, le ore autorizzate erano poco più di 31 milioni. Il semplice confronto tra la situazione pre crisi, il primo bimestre 2007, con i primi due mesi del 2010 dà una dimensione del fenomeno che è un eufemismo definire preoccupante.

LA CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA – La cassa integrazione ordinaria è quella che misura le crisi temporanee delle imprese. Secondo l’Inps si “conferma a febbraio il decremento congiunturale con 37,4 milioni di ore e un -5,38% rispetto a gennaio 2010”. E’ vero, ma se prendiamo il dato di febbraio 2009, che era pari a 29,6 milioni di ore autorizzate, l’aumento è enorme, del 26,1%. Ma è il confronto con un anno “normale”, come il 2007, a farci vedere che la situazione è drammatica, anche per la cassa integrazione ordinaria. Il totale delle ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria era infatti di 5,6 milioni di euro. Quindi, rispetto alla situazione pre crisi, le ore di cassa integrazione ordinaria sono esplose, crescendo del 600%. Il fatto che per l’industria si registri un -9,32% rispetto al mese di gennaio 2010 è una magra consolazione. Anche perché l’edilizia segna un +28,04% congiunturale, anche a causa dei fattori stagionali.

LA CASSA INTEGRAZIONE STRAORDINARIA – E’ il dato più preoccupante, quello che misura le crisi strutturali delle imprese italiane. Le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate a febbraio 2010 sono state 38 milioni, un aumento delle richieste del 28% rispetto a gennaio 2010 e del 196% rispetto a febbraio 2009, quando le ore autorizzate erano state 12,8 milioni. Anche in questo caso, prendendo la situazione di un anno “normale”, febbraio 2007, si vede quanto la situazione sia drammatica: nel mese di febbraio 2007 le ore di cassa integrazione straordinaria autorizzate erano state “solo” 7,6 milioni. La cassa in deroga (da sola con 19,6 milioni di ore rappresenta circa un quinto di tutte le ore di cig autorizzata) segna un -1%

LA CRISI E’ STRUTTURALE – Il dato che emerge è chiaro, e lo avevamo già detto un paio di mesi fa: la cassa integrazione ordinaria (crisi temporanee) rimane sostanzialmente costante da qualche mese. Ma su valori elevatissimi, 6 volte superiori a quelli normali. La cassa integrazione straordinaria (crisi strutturali) sta aumentando in modo esponenziale, mese dopo mese, su livelli enormi rispetto a quelli normali ed ha superato anche le ore di cassa integrazione ordinaria. Di fronte a questo cimitero dell’economia, il governo tace, alle prese con il decreto salva liste del Pdl. E l’unico commento , ai confini della decenza, è quello del presidente dell’Inps, Antonio Mastrapasqua. “Paradossalmente siamo di fronte a due effetti positivi della rete di protezione sociale stesa la scorsa primavera con l’ordinarizzazione della cassa integrazione straordinaria, e con l’allargamento degli ammortizzatori sociali a soggetti che nel passato non ne avevano diritto, con l’uso diffuso della cassa integrazione in deroga che ormai vale stabilmente il 20% del totale delle ore autorizzate”. Quello che dice il presidente dell’Inps è vero, ma è curioso che non si accorga che rispetto agli anni pre-crisi la situazione è terribile, cifre alla mano. Il presidente Mastropasqua prosegue: “Più che dire che sono aumentate le richieste di Cig, sarebbe corretto dire che sono aumentate le aziende che possono chiedere la cassa.” Questo invece non è mica tanto vero: perché se il confronto lo facciamo con la situazione pre-crisi, e lo limitiamo alla cassa integrazione ordinaria – dove l’estensione non c’è stata, abbiamo visto che ci sono aumenti del 600%.

FACCIAMO FINTA CHE TUTTO VA BEN -  “Per quanto riguarda la crescita della cassa integrazione straordinaria – continua Mastrapasqua – è lecito ritenere che si tratti dell’effetto di quella ordinarizzazione della cigs”. Questo è vero, ma è strano che il presidente Mastropasqua lo consideri un dato tranquillizante. Il fatto che lalavoro fabbrica La Cassa Integrazione esplode, la crisi peggiora cassa integrazione straordinaria, che si utilizza in caso di crisi aziendali permanenti, ristrutturazioni, concordato preventivo o fallimento, che quindi è il segnale allarmante che molte aziende sono a rischio chiusura, diventi uno strumento “ordinario” dovrebbe allarmare, non tranquillizzare. Mistero. La chiusura è poi una chicca: Mastrapasqua sottolinea la stagionalità» dell’aumento di febbraio: “anche lo scorso anno, all’inizio della crisi, febbraio segnò un incremento di richieste di cig, rispetto a gennaio riproducendo uno schema che, a valori assoluti molto diversi, si conferma negli ultimi cinque-sei anni, a febbraio le ore autorizzate di cig sono sempre più che in gennaio”.

SERVE UNA SVOLTA – Un’affermazione vera, ma incredibile. Per capirlo, basta vedere la serie storica. Nel 2005 le ore autorizzate a gennaio furono 16,4 ed a febbraio 16,5 milioni. Nel  2006 le ore autorizzate furono 19,7 milioni a gennaio e 21 a febbraio. Nel 2007 gennaio segnò 15,1 e febbraio 13,2 milioni. Nel 2008 siamo passati, come già detto, a 29,5 e 42,5. Nel 2010 siamo passati agli 84,5 di gennaio e ai 95 milioni di febbraio. Come faccia il presidente Mastropasqua a spargere ottimismo, mentre il governo si occupa di salvare le liste del pdl a Roma e in Lombardia per le regionali, è un altro mistero. All’Italia serve una presa di coscienza che la situazione è gravissima, come ha ricordato poco tempo fa la Banca d’Italia. E poi, finalmente, che il governo la smetta di pensare ai fatti personali del premier, alle lotte intestine del PdL, e si cominci ad occupare dell’Italia.