Continua inarrestabile la marcia delle richieste delle aziende all’Inps, che nel mese di febbraio sono state 95 milioni. Un aumento inatteso, una marcia che sembra irresistibile, mentre il governo è immobile
Dopo i dati Istat che hanno segnalato un preoccupante nuovo aumento della disoccupazione, di cui ci siamo occupati qui, ecco arrivare il dato della cassa integrazione. Che segnala a febbraio 2009 un aumento delle ore autorizzate rispetto a gennaio 2010 del 12,4%. Rispetto a febbraio 2009 un mese con la crisi già in atto: le ore richieste erano state 42 milioni e l’aumento è stato lo stesso del 123,5%. Un aumento quindi molto consistente.
L’ESPLOSIONE DELLE ORE AUTORIZZATE – L’Inps nel suo comunicato stampa sottolinea che “nei primi due mesi dell’anno l’aumento tendenziale è stato del 149,3% con 179,6 milioni di ore complessive a fronte di 72 dello stesso periodo del 2009”. Per capire la gravità di questo dato occorre tenere conto che il prim
o bimestre del 2009 era già stato durissimo, che risentiva pesantemente della crisi economica: nei primi due mesi del 2007, in un periodo “tranquillo”, le ore autorizzate erano poco più di 31 milioni. Il semplice confronto tra la situazione pre crisi, il primo bimestre 2007, con i primi due mesi del 2010 dà una dimensione del fenomeno che è un eufemismo definire preoccupante.
LA CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA – La cassa integrazione ordinaria è quella che misura le crisi temporanee delle imprese. Secondo l’Inps si “conferma a febbraio il decremento congiunturale con 37,4 milioni di ore e un -5,38% rispetto a gennaio 2010”. E’ vero, ma se prendiamo il dato di febbraio 2009, che era pari a 29,6 milioni di ore autorizzate, l’aumento è enorme, del 26,1%. Ma è il confronto con un anno “normale”, come il 2007, a farci vedere che la situazione è drammatica, anche per la cassa integrazione ordinaria. Il totale delle ore autorizzate di cassa integrazione ordinaria era infatti di 5,6 milioni di euro. Quindi, rispetto alla situazione pre crisi, le ore di cassa integrazione ordinaria sono esplose, crescendo del 600%. Il fatto che per l’industria si registri un -9,32% rispetto al mese di gennaio 2010 è una magra consolazione. Anche perché l’edilizia segna un +28,04% congiunturale, anche a causa dei fattori stagionali.




Carlo, al solito ottimo articolo anche se, una volta tanto, non sono d’accordo sull’occhiello. Il governo si muove, eccome. Adesso, in sostanza, si propone di minare il principio stesso che regola l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (l’impossibilità di licenziare “senza” giusta causa). Più licenziamenti (e dati dicono che già sta succedendo) e meno tutele e diritti (in un futuro più o meno prossimo) è il pericoloso sentiero che ci avviamo a percorrere.
l paradosso, anche per un incallito liberista, è che si vogliono ridurre le tutele in un periodo di “crisi” che l’Italia è ben lungi dal superare. Meno tutele, meno diritti proprio quando i lavoratori sono più deboli (ossia più ricattabili) e si hanno meno opportunità di trovare un nuovo lavoro.
Un’assurdità, un mostro civile e culturale, che solo una mente bacata poteva produrre! Ma non diciamolo in giro, che il manovratore si disturba e magari ci investe…
Hai ragione. E’ un tema che andrà ripreso quanto prima, questo delle modifiche alle tutele. Il governo è immobile nel trovare soluzioni alal crisi, ma a perseguire quest’altro disegno ci pensa eccome.
Grazie
C.
è oramai evidente che l’attuale “Sistema Salariale Italiano”
delle medie e grandi imprese impostato rigidamente sulla produzione e produttività “non funziona”, poichè il calare della richiesta di prodotti procura innumerevoli licenziamenti con devastanti effetti sull’economia locale, sulle persone, sui lavoratori, sulle famiglie, sulla società…
“infatti” l’odierna economia è copiosamente sostenuta da finanziamenti sociali volti a sussidiare centinaia di migliaia di lavoratori e famiglie che altrimenti, per forza di causa maggiore, non spenderebbero quell’indispensabile danaro che alimenta l’economia e le attività tutte,
con conseguenze facili da immaginare…
c’è invece un “Sistema Salariale Italiano che Funziona” e sostiene stabilmente
“una parte dell’economia” ; tale sistema è composto dalle centinaia di migliaia di stipendi pubblici, bancari ed affini protetti dai licenziamenti, dunque mensilmente erogati indipendentemente dalle insidiose fluttuazoni della congiuntura… ciò consente ai protagonisti un’attiva e continua partecipazione ai consumi che a loro volta sostengono le imprese, nonchè una discreta quanto serena pianificazione dei presenti e futuri eventi personali…
“Entrambe i succitati Sistemi Salariali” sono rivolti a donne e uomini
con straordinarie similitudini intellettive e fisiologiche…, e sembra inoltre accertato che la “Parità di Diritti e Opportunità” siano intesi a beneficio di tutta la collettività ;
“ma SE tutto ciò è Vero”,
allora non sono chiare le discriminanti che assegnano i summenzionati Privilegi Salariali…
è dunque auspicabile che le numerose eminenze politico industriali
emendino il soggettivo quanto controverso canovaccio economico-sociale…?
Lucretia Serthra
http://ilpoteredelledonne.ilcannocchiale.it
“DIO DIVENTERA PER IL POPOLO!!!!!!!!!!!!” vogliamo far vedere chie berlusconi, sterminiamo tutti e ristabbiliamo le cose!!!! entrate e leggete tutti il vero metodo contro la crisi e il mio progetto http://fransua.beepworld.it oppure scivete su facebook , il 3millennio e leggete sempre e se capirete il mondo salveremo!!!!!!!!
Pingback: Tutto ben madama la marchesa « Anellidifum0's Blog