Al Giovine Blogger che si accinge ad avere un suo piccolo spazio nella blogosfera, in qualunque forma e su qualunque piattaforma, vogliamo dare qualche consiglio di sopravvivenza.
Ecco a voi la rubrica che fa da “tappo” all’ormai imperante e infinita sindrome premestruale che affligge la blogosfera italica: O.B.I., ovvero Osservatorio Blogosfera Italica, da oggi a cura dei Lemonsound.
Giovine Blogger: stare sul web non è così semplice. I tuoi compagni di scuola ti avranno già messo in guardia dalle terribili prove che dovrai affrontare.
BUROCRAZIA BLOGOPALLICA - 1. Trovarsi un nickname. Giovine Blogger, già qui devi avere ben chiare le idee. Vuoi che ti becchino subito? Nome, cognome e anno di nascita, più semplice di così. Non dimenticare di usare il 4 al posto delle A, il 3 al posto delle E, una Z finale che fa sempre acchiappa bimbominkia. Vuoi
rimanere anonimo e nessuno deve sapere chi tu sia, cosa tu faccia e quanti anni tu abbia? Nome, cognome e anno di nascita, più sigla della provincia dove vivi: stai tranquillo, non ti scoprirà nessuno. Oppure iscriviti a Facebook: la quantità di messaggi “Ma TU chi sei????” sarà tale da crearti una crisi d’identità che manco l’Uomo Ragno vestito da Clark Kent.
2. Scegliere la piattaforma. Quale la più adatta alle tue esigenze? Se ti piace un posto dove ogni tre ore salta tutto e “Ci scusiamo per il disagio” ti piace come screensaver, ti consigliamo Splinder.
3. Scegliere il template. Cazzibubboli a pioggia oppure Voglia Di Morire Saltami Addosso? Musica cagosa a palla che ti sfonda le casse o un background così pesante da crashare pure il server del Cern?
APPROCCIO, FREQUENTAZIONI, CONTENUTI – 4. Decidere la linea editoriale. Di cosa vuoi parlare, Giovine Blogger? Dei cazzi tuoi? Allora Twitter. Dei cazzi altrui? Twitter. Dei cazzi dei cazzi? Twitter.
5. Giovine Blogger, cosa vuoi fare nel tuo spazietto web? Litigare? Scoprire che il mondo è cattivo, la vita è difficile, mamma e papà sono due stronzi? Allora iscriviti a Friendfeed. Dacci retta, ché noi ti vogliamo bene: su Friendfeed troverai il must del litigio, della frecciatina, del Io Scrivo Quanti Peli Ho Sulla Patonza Se mi Va Ma Tu Non Permetterti di Trattarmi Male. Ricordati di tenere a fianco al mouse gli antidepressivi e gli ansiolitici, buttali giù tutti assieme a ogni refresh della home page e smettila di sfondare lo schermo con il bastone. Non sei Gregory House.
6. Caro Giovine Blogger, ora sei pronto a partire nella tua incredibile avventura su internet. Ma tieni a mente questo ultimo nostro consiglio come il più caro, il più utile, l’unico davvero necessario:
Ovunque tu andrai, scriverai, chatterai, linkerai, ovunque, quantunque, ci sarà SEMPRE un punto fisso della tua vita in rete: CATEPOL.
LA PREZZEMOLONA DEL WEB – Catepol, la prova vivente che gli insegnanti non hanno un cazzo da fare al di fuori delle aule, Catepol, la prova vivente che gli insegnanti non fanno un cazzo al di dentro delle aule. Catepol, la prova vivente che gli insegnanti dovrebbero linciare chi sul web porta una simile immagine dei docenti di ogni ordine scolastico MONDIALE. Woody Allen stava di sicuro leggendo un blog di Catepol, quando disse: “Quelli che non san far niente insegnano. Quelli che non sanno insegnare, insegnano ginnastica. Quelli che nemmeno la ginnastica, li destinavano alla nostra scuola“. Catepol, la consecutio temporum che vaga nei meandri delle centraline adsl rosicchiate dai topi. Catepol, che ci delizia con i PÒ, Catepol che non usa xkè al posto di perché non per stile, ma per non aver ancora trovato la “x” sulla tastiera del suo telefonino, quando ci manda in sollucchero con le sue notizie in diretta postate dall’aula professori dove ha appena causato una blue death a tutti i PC del distretto scolastico dove insegna INFORMATICA.
DEFOLLOWAMI IL TOSTAPANE – Giovine Blogger, non appena avrai effettuato il tuo primo log-in sarai addato, followato, linkato da Catepol. Il tuo avatar diventerà Lady Oscar in tre secondi netti, ti cresceranno i riccioli e l’unica domanda che riempirà il tuo cervello sarà: “Eppure SONO CATEPOL, perché NESSUNO MI VUOLE BENE?”. Potevi avere un blog sulla musica sudafricana, un blog di critica cinematografica sulla produzione finlandese di documentari sulla morte per assideramento, potevi far credere al mondo di essere una gran zoccola con due tette così quando sei solo un brufoloso ragazzo triste. Invece, ha linkato Catepol: ora ti ritrovi saldamente inchiodato fra le inspiegabili preferenze dei decerebrati della blogosfera, e scrivi con alcuni punti fermi incrollabili:
1) Fingersi mamma in finta carriera tutta web e pappine: in realtà abbiamo per le mani una profia di Potenza, una di quelle che alle cene degli ex compagni di scuola si ricordano sempre con gli aneddoti sui congiuntivi sbagliati. 2) Twitter in aggiornamento a ritmi isterici (credo che mi laverò i capelli, sto per lavarmi i capelli, sto lavando i capelli, ho trovato un nodo nei capelli, mi sono lavata i capelli). 3) Il “3.0” e vocaboli in inglese per far vedere che… che… che sai l’inglese. 4) Falsissima modestia di facciata che nasconde la carogna della più miserabile fame di celebrità. 5) Quattro concetti quattro su che cosa vuol dire HTTP e un link copiato da Downloadblog sull’ultimo gadget per Twitter, sempre buoni per il post saccentino della settimana. Fuggi, Giovine Blogger. Spegni quel pc, piglia il motorino e vai a farti una canna davanti alla caserma dei carabinieri della tua città. È meno pericoloso.
NESSUNO TI VUOLE BENE – Immaginiamo già l’esaltazione di Catepol-sono una blogstar, sì lo sono-6.4 nello scoprire che qualcuno parla finalmente male di lei. La deprimiamo subito: il suo è solo un rimpiazzo. In realtà infatti il post di questa settimana doveva essere dedicato a Petunias, ma il tenero fiorin fiorello deve essersi dimenticato di pagare l’abbonamento del sito. Dovendo trovare un’opzione ALMENO altrettanto imbarazzante, eccoci qui. Cara Catepol, non preoccuparti: il mondo è cattivo e NESSUNO TI VUOLE BENE. Di questo puoi essere certa.
Vignetta “Splinder è in manutenzione”: Magari sul tardi.























Caro blogger e cari visitatori ho avanzato richiesta della modifica della carta Kilombo.Per saperne di più
http://sinistradelfia.blogspot.com/2007/09/richiesta-di-modifica-della-carta-di.html
Antonio, cos’è l’ospizio dei blogger malvoluti?
no spam, please
Giovine Blogger,
ricordati sempre che:
1) nessuno nel web ti vorrà bene
2) nessuno nel web ti noterà se non sei amico di qualcuno linkato, presente alla superfesta vip con foto o campione del mondo calcio.
il resto è blogosfera.
cioè tutto e niente.
3) sarai schiavo di statistiche e classifiche.
4) sarai a caccia di link.
Sarai un’animale da circo.
che tutti i non-web-addicted cercheranno di googlare senza pietà.
5) metterai l’apostrofo anche ai sostantivi maschili, così… tanto per far er figo
6) Accompagnerai il tuo scritto in perfetto italiano con brevi ma intense espressioni dialettali.
Sono iscritto a feisbuc da due o tre giorni e nessuno mi ha chiesto chi sono!
Sarà che è ancora troppo presto.
Sarà che tutti sanno già chi sono.
Sarà che proprio, per stare in tema, nessuno mi vuole bene
In compenso ho scaricato (in una discarica) Twitter: è veramente il servizio più idiota e inutile della storia delle cose idiote e inutili.
Ciao a tutti ragazzi, sono Silvio. Quello vero, non dubitate.
Mi piace molto questo blog, anche se lo trovo leggermente fazioso. Comunque io sono a favore del proliferare di idee anche diverse dalle mie.
Ho aperto un sito tutto mio qualche mese fa, non so se l’avete mai letto.
Che ne dite, scambiamo link?
Silvio.
è un mondo difficile.
Oddio, sono in crisi: tengo un blog da più di un anno e non so chi sia Catepol…
strepitoso!!!!!!!!!!!!!!!
nche io, ogni tanto, mi diverto a beccare personaggini di cotanto spessore e a esatarne le gesta con apposito post…..
Galatea: la fine del mondo sarà quando Malvino commenterà Catepol. Dopo di che, potremo chiudere tutti baracca e burattini, perché l’universo imploderà.
se continuate così la evocate, eh? Poi non venite da me a chiedermi di accendere l’abat jour perché stanotte non riuscite a prendere sonno.
Un giorno anche questo sito sarà mio.
La resistenza è inutile.
Chi si oppone al mio dominio su questo dominio verrà terminato a tumblerate dietro la nuca.
ma la citazione di “chi non sa fare….insegna ginnastica” non e’ di Jack Black in School of rock e non di Woody Allen?
Mick carissimo, il fatto che Woody Allen l’abbia detta quei VENTI-VENTICINQUE ANNI prima di jack black dovrebbe darti la risposta.
Personalmente per tutto quello che c’è da sapere della vita della morte dell’universo e tutto quanto, basta guardare questo
http://it.wikipedia.org/wiki/Io_e_Annie
Lemon
Mick, il film Io e Anne è precedente.
Veramente quella di woody allen è una citazione dell’umorista israeliano Ephraim Kishon. Il quale, per sua ammissione, l’aveva a sua volta mutuata da un proverbio che usava ripetere spesso il suo rabbi (ovviamente non c’era la parte della ginnastica ma un riferimento ai felafel, per me incomprensibile).
D’altronde, nelle 58 tavole di Hur risalenti al sprimissimo periodo delle citta stato dell’impero assiro babilonese, c’è un accenno…
Mi appecorono alla bellezza di questo articolo ghghgh
Alla fine questi post mi portano solo visite in più…grazie.
Per evitarmi in blogosfera basta non darmi peso e non dedicarmi post un giorno si ed un giorno no, non avendo altri argomenti da scrivere.
Catepol, ma questa è la vecchissima teoria del marketing “purchè se ne parli”. Alla luce dell’effetto chinese milk non ne sarei più tanto sicuro.
E quante visite ti avrà portato se non c’è un link a te nemmeno a pagarlo? Non tutti passano le ore a cercare “catepol” su google. Anzi, penso che tu sia l’unica.
Sono morta dal ridere, veramente.
Catepol : una cosina ina ina va detta. Io non ho letto molti post su di te, quindi non credo che siano in così tanti come dici a “usarti” come argomento. Inoltre sei OVUNQUE, in ogni servizio e in ogni social network, il dubbio che tu abbia poco da fare, permettimi, viene. Poi si sa, si pensa che tutti quelli che frequentano il web siano fancazzisti, ma perdonami se ti dico che sei un bersaglio facile per certi commenti.
Bondà ha sottolineato il giusto, Catepol. Le mille milla pagine su google con la query “Catepol” sono riferimenti alla presenza tua sul web: non di altri che parlano di te. Quantomeno, il rapporto è, considerata una page di google di 10 url, 9 tuoi e 1 altrui, in media. Infatti ci hai messo quasi tre giorni ad accorgerti che qui si parlava di Catepol-personaggio-web.
Ma, questo, appunto, è un problema tuo. Non è necessario fare la sostenuta: il tuo friendfeed, che riporta ogni tua attività compulsiva possibile e immaginabile, ne è la prova. Potrai replicare, a ragione, che basta non leggerti: peccato che tu spunti ovunque.
Diremmo che la zappata finale te la dai da sola con questo friendfeed:
“Ma veramente non ci sono altri argomenti in blogosfera? la blogosfera sta annoiando anche me, oggetto dei post di quelli che non san che scrivere
– catepol
1 hour ago – Comment – Like – More
—sicuramente lo fanno per aver traffico…non cliccate – catepol
—-però…ci vuol poco a sentirsi blogstar quando parlano male di te. Basta che ne parlino…
——-E’ il concetto di base sbagliato, tu ti senti blogstar a prescindere, lo dimostra il fatto che ti autocommenti un intervento sostenendo che altri blog ti usino come metodo per generare traffico. Non ti leggono tutti, sai? – FairyVisions
“Non Cliccate”. No, tranquilla, non clicchiamo. No no, eh.
bah.
L’articolo è divertente e ironico/sarcastico.
Più giù nei commenti esce altro. Liquido brutto.
O almeno, son io ad essere molto indulgente con Catepol.
insomma: un po’ sulla croce rossa si sta sparando.
Prenditela con quelli grossi come te Lemon.
Prenditela con me, che m’ha scavalcato pure quel cazzone di rododentro su blogbabel. merda.
Al Giovine Blogger capita spessissimo di assistere a queste scaramucce tra blog-star o presunte tali. L’effetto è sempre quello del bambino che vede litigare gli adulti: imbarazzante.
La cosa bella è che mi son accorta del post dopo 3 giorni come dite (e sarà anche vero) non perchè non ho i soliti superpoteri che mi vengono affibbiati. Semplicemente perchè non avevo l’adsl a casa. Se mi seguiste su uno degli ennemila social network lo avreste saputo.

Vabbè…
Anche ovvio che ho scritto NON CLICCATE per far cliccare.
Besos
leggere l’intero blog, pretty good