di Lemonsound
postato alle 17:03 del 23 Settembre 2008 in TecnologiaTorna alla home

Al Giovine Blogger che si accinge ad avere un suo piccolo spazio nella blogosfera, in qualunque forma e su qualunque piattaforma, vogliamo dare qualche consiglio di sopravvivenza.

 

Ecco a voi la rubrica che fa da “tappo” all’ormai imperante e infinita sindrome premestruale che affligge la blogosfera italica: O.B.I., ovvero Osservatorio Blogosfera Italica, da oggi a cura dei Lemonsound.

Giovine Blogger: stare sul web non è così semplice. I tuoi compagni di scuola ti avranno già messo in guardia dalle terribili prove che dovrai affrontare.

BUROCRAZIA BLOGOPALLICA - 1. Trovarsi un nickname. Giovine Blogger, già qui devi avere ben chiare le idee. Vuoi che ti becchino subito? Nome, cognome e anno di nascita, più semplice di così. Non dimenticare di usare il 4 al posto delle A, il 3 al posto delle E, una Z finale che fa sempre acchiappa bimbominkia. Vuoi rimanere anonimo e nessuno deve sapere chi tu sia, cosa tu faccia e quanti anni tu abbia? Nome, cognome e anno di nascita, più sigla della provincia dove vivi: stai tranquillo, non ti scoprirà nessuno. Oppure iscriviti a Facebook: la quantità di messaggi “Ma TU chi sei????” sarà tale da crearti una crisi d’identità che manco l’Uomo Ragno vestito da Clark Kent.
2. Scegliere la piattaforma. Quale la più adatta alle tue esigenze? Se ti piace un posto dove ogni tre ore salta tutto e “Ci scusiamo per il disagio” ti piace come screensaver, ti consigliamo Splinder.
3. Scegliere il template. Cazzibubboli a pioggia oppure Voglia Di Morire Saltami Addosso? Musica cagosa a palla che ti sfonda le casse o un background così pesante da crashare pure il server del Cern?


APPROCCIO, FREQUENTAZIONI, CONTENUTI
- 4. Decidere la linea editoriale. Di cosa vuoi parlare, Giovine Blogger? Dei cazzi tuoi? Allora Twitter. Dei cazzi altrui? Twitter. Dei cazzi dei cazzi? Twitter.
5. Giovine Blogger, cosa vuoi fare nel tuo spazietto web? Litigare? Scoprire che il mondo è cattivo, la vita è difficile, mamma e papà sono due stronzi? Allora iscriviti a Friendfeed. Dacci retta, ché noi ti vogliamo bene: su Friendfeed troverai il must del litigio, della frecciatina, del Io Scrivo Quanti Peli Ho Sulla Patonza Se mi Va Ma Tu Non Permetterti di Trattarmi Male. Ricordati di tenere a fianco al mouse gli antidepressivi e gli ansiolitici, buttali giù tutti assieme a ogni refresh della home page e smettila di sfondare lo schermo con il bastone. Non sei Gregory House.
6. Caro Giovine Blogger, ora sei pronto a partire nella tua incredibile avventura su internet. Ma tieni a mente questo ultimo nostro consiglio come il più caro, il più utile, l’unico davvero necessario:
Ovunque tu andrai, scriverai, chatterai, linkerai, ovunque, quantunque, ci sarà SEMPRE un punto fisso della tua vita in rete: CATEPOL.


LA PREZZEMOLONA DEL WEB
- Catepol, la prova vivente che gli insegnanti non hanno un cazzo da fare al di fuori delle aule, Catepol, la prova vivente che gli insegnanti non fanno un cazzo al di dentro delle aule. Catepol, la prova vivente che gli insegnanti dovrebbero linciare chi sul web porta una simile immagine dei docenti di ogni ordine scolastico MONDIALE. Woody Allen stava di sicuro leggendo un blog di Catepol, quando disse: “Quelli che non san far niente insegnano. Quelli che non sanno insegnare, insegnano ginnastica. Quelli che nemmeno la ginnastica, li destinavano alla nostra scuola“. Catepol, la consecutio temporum che vaga nei meandri delle centraline adsl rosicchiate dai topi. Catepol, che ci delizia con i , Catepol che non usa xkè al posto di perché non per stile, ma per non aver ancora trovato la “x” sulla tastiera del suo telefonino, quando ci manda in sollucchero con le sue notizie in diretta postate dall’aula professori dove ha appena causato una blue death a tutti i PC del distretto scolastico dove insegna INFORMATICA.

DEFOLLOWAMI IL TOSTAPANE - Giovine Blogger, non appena avrai effettuato il tuo primo log-in sarai addato, followato, linkato da Catepol. Il tuo avatar diventerà Lady Oscar in tre secondi netti, ti cresceranno i riccioli e l’unica domanda che riempirà il tuo cervello sarà: “Eppure SONO CATEPOL, perché NESSUNO MI VUOLE BENE?”. Potevi avere un blog sulla musica sudafricana, un blog di critica cinematografica sulla produzione finlandese di documentari sulla morte per assideramento, potevi far credere al mondo di essere una gran zoccola con due tette così quando sei solo un brufoloso ragazzo triste. Invece, ha linkato Catepol: ora ti ritrovi saldamente inchiodato fra le inspiegabili preferenze dei decerebrati della blogosfera, e scrivi con alcuni punti fermi incrollabili: 1) Fingersi mamma in finta carriera tutta web e pappine: in realtà abbiamo per le mani una profia di Potenza, una di quelle che alle cene degli ex compagni di scuola si ricordano sempre con gli aneddoti sui congiuntivi sbagliati. 2) Twitter in aggiornamento a ritmi isterici (credo che mi laverò i capelli, sto per lavarmi i capelli, sto lavando i capelli, ho trovato un nodo nei capelli, mi sono lavata i capelli). 3) Il “3.0” e vocaboli in inglese per far vedere che… che… che sai l’inglese. 4) Falsissima modestia di facciata che nasconde la carogna della più miserabile fame di celebrità. 5) Quattro concetti quattro su che cosa vuol dire HTTP e un link copiato da Downloadblog sull’ultimo gadget per Twitter, sempre buoni per il post saccentino della settimana. Fuggi, Giovine Blogger. Spegni quel pc, piglia il motorino e vai a farti una canna davanti alla caserma dei carabinieri della tua città. È meno pericoloso.

NESSUNO TI VUOLE BENE - Immaginiamo già l’esaltazione di Catepol-sono una blogstar, sì lo sono-6.4 nello scoprire che qualcuno parla finalmente male di lei. La deprimiamo subito: il suo è solo un rimpiazzo. In realtà infatti il post di questa settimana doveva essere dedicato a Petunias, ma il tenero fiorin fiorello deve essersi dimenticato di pagare l’abbonamento del sito. Dovendo trovare un’opzione ALMENO altrettanto imbarazzante, eccoci qui. Cara Catepol, non preoccuparti: il mondo è cattivo e NESSUNO TI VUOLE BENE. Di questo puoi essere certa.

Vignetta “Splinder è in manutenzione”: Magari sul tardi.

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