Il partito di Bossi, a suo tempo oppostosi alla abolizione delle province, chiede ora, ed ottiene, la fiducia su un decreto che riduce in maniera risibile gli sprechi di regioni ed enti locali. E dà ingenti risorse alla capitale
La Lega al nord vuole sfondare a tutti i costi. E per farlo ha bisogno di una conquista da rivendicare in campagna elettorale. E’ il ddl sulle regioni e gli enti locali da ieri all’attenzione dell’aula della Camera il provvedimento che gli uomini di Bossi hanno scelto come cavallo di battaglia nella infuocata rincorsa ai consensi del Popolo della Libertà.
CAMPAGNA ELETTORALE - Proprio per essere sicuri di portare a casa le norme, sulle quali ci ha messo la faccia il ministro per la semplificazione normativa Roberto Calderoli, hanno chiesto con veemenza al governo che venisse posta la questione di fiducia. Tagli agli sprechi, più efficienza nella pubblica amministrazione, razionalizzazione delle risorse, maggiore autonomia del territorio: sono questi i punti che le camicie verdi hanno intenzione di sbandierare ai quattro venti dopo il sì (previsto per le 12 di oggi). Peccato però che molto di quanto messo nero su bianco nel testo giunto a Montecitorio (si tratta di convertire in legge il decreto n.2 del 25 gennaio) non si sposa in pieno con il credo leghista e con le posizioni espresse in passato.
E LE PROVINCE? - Innanzitutto il testo del decreto conferma quanto stabilito dalla Finanziaria 2010 che prevede la cessazione del concorso ordinario dello Stato al finanziamento delle Comunità Montane e l’assegnazione del 30% del contributo soppresso (circa 15 milioni di euro)in favore dei Comuni montani. Davvero una riduzione di spesa irrilevante rispetto a quanto avevano intenzione di fare dalle parti del Pdl. Quando erano stati presentati disegni di legge in materia di abolizione delle province (alla vigilia del voto proposta condivisa anche dal Pd di Veltroni) erano stati proprio i leghisti ad opporsi dodici mesi fa.


Sulla serietà e coerenza di questi signori, basta pensare che governano a Roma da diversi anni, e che il livello di centralismo è aumentato.
Forse saranno anche dei buoni amministratori locali (come dicono alcuni, io ho i miei dubbi) ma guardando ai risultati la loro esperienza ormai decennale di partito di governo e di potere “centrale” è un fallimento per chiunque abbia occhi “obiettivi” per guardare.
Il bello è che probabilmente, grazie allo sfacelo del pdL, diventeranno il primo partito del nord e forse sfonderanno anche al centro. Mah..
a me sembrano dei buoni amministratori nei piccoli comuni.
Appena si tratta di fare qualcosa di piu grosse a me sembrano molto incapaci.
Vivo in una zona che è leghista (è dove nacque) da anni e tolto tante rotonde (e centri commerciali) e qualche bella iniziativa a livello di spirito di paese non hanno fatto molto…