Fuori i secondi

04/03/2010 - Storia della Coppa del Mondo focalizzata sul cammino di chi è arrivato ad un passo dal titolo, solo sfiorando la gloria eterna, ed è per questo finito spessonel dimenticatoio. Italia 1994: il 4 luglio 1988 il Comitato Esecutivo FIFA assegna

     
 

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Storia della Coppa del Mondo focalizzata sul cammino di chi è arrivato ad un passo dal titolo, solo sfiorando la gloria eterna, ed è per questo finito spessonel dimenticatoio.

Italia 1994: il 4 luglio 1988 il Comitato Esecutivo FIFA assegna agli USA l’organizzazione della 15ª Coppa del Mondo: battuti Brasile e Marocco. Scelta che deve lanciare il calcio in quelle lande e che lascia interdetto più d’uno. Non tanto per le capacità logistiche americane quanto per il probabile disinteresse del pubblico locale. L’attesa è condita da proposte regolamentari tese ad adattare il gioco ai gusti USA, come suddividere la gara in 4 tempi per inserirvi meglio gli spot pubblicitari. Per fortuna s’adotterà solo quella che impedisce al portiere di prendere di mano il pallone passato coi piedi da un compagno.

NOI - L’Italia è entrata nell’era Sacchi, ct particolarmente odiato dalla giornalanza nostrana in quanto colpevole d’aver vinto col Milan giocando (spesso) bene: un’eresia nel paese dei troppo furbi. Ne nasce un’odiosa campagna stampa, che mischia la politica (si colpisce l’Italia di Sacchi per colpire Forza Italia del premier Berlusconi), con punte grottesche (c’è chi fa la ola ad ogni rigore azzurro sbagliato a Pasadena).  A dire il vero raramente coll’Italia sacchiana si vedrà bel gioco, nonostante stage e una marea di convocati che fa sparire il concetto di undici titolare.  L’Italia è nel gruppo 1 delle eliminatorie europee: passano le prime due. Tolte le coreografiche Estonia e Malta, si pensa di far la corsa colla Scozia alla ricerca del 6° mondiale di fila, invece pure le rimanenti Portogallo e Svizzera diranno la loro.  Le prime tre gare sono da pianto greco: si raccolgono 4 punti, ma potevano essere la metà. Si comincia male colla Svizzera a Cagliari: gli elvetici sono raggiunti solo negli ultimi 7’ da due magie di Robi Baggio ed Eranio dopo che la coppia Costacurta–Marchegiani aveva regalato in 3’ un doppio vantaggio. Il duo meraviglia perde il posto per la successiva trasferta in Scozia: Costacurta però lo riconquista dopo 10’ (infortunio a di Chiara), mentre Pagliuca rimarrà inamovibile fra i pali. 0-0 rognoso con Baggio che esce con una costola rotta. Alla terza gara arriva la prima vittoria: 2-1 fuori. Parrebbe un buon risultato ma l’avversario si chiama Malta e bisogna ringraziare Pagliuca che para un rigore al 67’ (con rosso a Baresi).

POI – La svolta arriva ad Oporto, il 24/2/1993: Sacchi inventa la cerniera D.Baggio-Albertini e la manovra se ne giova. Inoltre spunta un carattere invidiabile, che permette di portare a casa un 3-1 sui lusitani, chiudendo la gara dopo un gol di mano di F.Couto. Seguono 5 gare in cui si fa quasi punteggio pieno, anche se vi è il ritorno in casa con Malta (6-1) e le due gare coll’Estonia (2-0 e 3-0) da ricordare solo per le rimesse laterali acrobatiche di R.Kallaste, ma pure il 3-1 romano con cui si elimina di fatto la Scozia. Il “quasi” è dovuto alla sconfitta di Berna (0-1), dove nella ripresa si risente dell’espulsione di D.Baggio avvenuta giusto al 45’.  Sia quel che sia, si arriva all’ultimo turno di gare del 17/11/1993 con tre squadre per due posti: in testa Italia e Portogallo (14 punti) segue la Svizzera (13). In realtà gli elvetici sono già in USA, dovendo affrontare Malta (battuta 4-0): Italia e Portogallo si giocano quindi l’ultimo posto nel confronto diretto di Milano. Con 3 reti segnate in più, agli Azzurri va bene pure il pari. Gli ospiti dovrebbero vincere: invece, secondo tradizione, tanto possesso palla e poche conclusioni. Alla fine (83’) ci scappa il golletto sicurezza di D. Baggio (forse in off side).  La fase finale ha la stessa formula delle ultime due, ma con alcune novità: sulle maglie compare il numer(ett)o davanti e il nome dietro, la vittoria vale 3 punti, il rosso diretto terrà fermi almeno 2 gare, si possono utilizzare come sostituti tutt’e gli 11 non titolari, sono ammessi 3 cambi purché uno riguardi il secondo portiere.  All’Italia (testa di serie per i risultati degli ultimi 3 mondiali) è affibbiato il Gruppo E, come visto quello più difficile, reso ancora più ostico da un sorteggio non amico: Irlanda, Messico e Norvegia. Si comincia malissimo a New York coll’Irlanda il 18 giugno: all’11’ Houghton sorprende Pagliuca raccogliendo un disimpegno errato di Baresi per l’1-0. Nonostante il tempo a disposizione, non si viene a capo di nulla: anzi Sheridan centra la traversa. La seconda gara diventa decisiva e pare che gli dei del calcio ci voltino le spalle: al 21’ Pagliuca deve parare di mano fuori area per rimediare ad un errore di Benarrivo. Rosso inevitabile e Marchegiani (ri)entra in porta con Baggio costretto ad uscire smadonnando. Al 49’ Baresi è out: dovrà pure operarsi. Ma al 69’ D.Baggio incorna alla perfezione ed è 1-0. Giusto per non far mancare nulla, Maldini si spacca a 3 cambi avvenuti e finisce zoppicando sulla fascia destra.  Insomma, gara di quel carattere che pare svanire nell’uscita col Messico. L’unico schema che pare funzionare è quello di sostituire l’osceno Casiraghi. Coi norvegesi dopo 1’ è venuto il gol, coi messicani se ne attendono 3: proprio Massaro che è entrato al suo posto firma il vantaggio, ma il pareggio arriva dopo soli 10’. La classifica finale vede tutti a pari punti: coi discriminanti l’Italia è però terza, e deve aspettare il 6-1 serale russo al Camerun per essere sicura del ripescaggio.

THE END – Paradossalmente è una manna: fra ottavi e quarti, come primi si sarebbero incontrate Bulgaria e Germania, come secondi olandesi e Brasile. Invece ci tocca dapprima la Nigeria, esordiente e sorpresa del torneo. È la gara del risveglio di Baggio, finora in ombra (si fa per dire, giocando a mezzodì). È un’altra gara di sofferenza: sotto 1-0 dal 26’, con Zola che termina il suo mondiale 12’ dopo averlo iniziato (rosso assurdo dell’assurdo Brizio), un rimpallo vinto da Mussi all’88’ consegna il pallone a Baggio che infila un rasoterra precisissimo che “riporta tutti giù dall’aereo”. Gli africani si squagliano nei supplementari dove un rigore di Baggio ci porta ai quarti. Avversario la Spagna: il primo tempo è di ottima fattura e termina con un meritato vantaggio siglato da D.Baggio con fucilata da fuori area. Nella ripresa invece gli Azzurri spariscono: Benarrivo si conferma la bestia nera di Pagliuca (appena rientrato fra i pali) deviando al 58’ un tiro di Caminero per il pareggio. Finale da cuori forti. 82’: Salinas si divora il raddoppio solo davanti a Pagliuca. 88’: un contropiede giocato sui millimetri fra Signori e Baggio permette a quest’ultimo di segnare da posizione angolatissima col pallone che s’infila fra le gambe di Nadal. Recupero: Tassotti sfascia il viso di L.Enrique non visto dall’arbitro (ma dalla tv: 8 turni di stop).  È semifinale colla Bulgaria, gara che si ricorda per i due lampi di Baggio al 21’ e 25’ che danno il 2-0 solo dimezzato da Stoitchkov su rigore al 45’. Al 71’ esce per infortunio Baggio: non pare nulla di grave, tanto da essere in campo per la finale del 17 luglio assieme al redivivo Baresi. In realtà il n. 10 vagherà per il campo senza costrutto e sbaglierà pure il rigore (quasi) decisivo che decreta a favore del Brasile lo “spareggio” per la prima squadra quadricampione della storia. Però i 120’ avevano detto poco anche per gli altri protagonisti, con Pagliuca baciante il palo che gli evita una papera e Romario che sbaglia a mezzo metro come un brocco qualsiasi.  L’Italia ritroverà la finale (e sempre decisa ai rigori) solo dopo 12 anni (ma stavolta vincendola).

     
 

9 Commenti

  1. Gregorj scrive:

    “Ora c’è un solo Baggio in campo: Dino!” (B. Pizzul, con l’aria di star annunciando un assedio a fort apache, la partita non me la ricordo :-P )

  2. ricchiuti scrive:

    Il problema di Sacchi come ct è il problema di tutti i ct: si contestano comunque. Lippi è odiato anche se ha vinto, figurarsi Sacchi.
    Che come uomo era veramente irricevibile.
    Ai Mondiali vi fu in effetti la paura che Berluskoni fresco reduce dalla prima vittoria elettorale, un Berluskoni che oggi i ragazzini manco immaginano cosa fosse, spot elettorali da mattina a notte, trasmissioni di tutti i tipi con dichiarazioni di voto per lui, e Vianello e Bongiorno e due balle ovunque, insomma la paura che un Berluskoni del genere usasse Sacchi come il suo Pozzo.
    Ma questa era una preoccupazione di quei pochi che s’occupavano di politica.
    La maggior parte dei tifosi disprezzava Sacchi per ciò che prometteva e non manteneva. Alla fine è fuggito via dalla Nazionale e s’è tornato finalmente ai vecchi timidoni, i Maldini e Zoff tutto fuor che maestri e con un placido e italianista Zoff s’è quasi vinto l’Europeo.

  3. Rado il Figo scrive:

    Insomma: è fuor di dubbio che il “triste” destino del ct sia coll’andar del tempo diventare un “nemico pubblico” (fecero tale pure Pozzo, nonostante 2 mondiali e l’unico oro olimpico), però solitamente ad inizio mandato non c’è tutta questa animosità preventiva come fu per Sacchi. Che pagava il suo passato milanista. Ricordo fior di firme che aspettarono 4 anni anni per uscire col classico “l’avevo detto io” dopo aver dovuto ingoiare 1 scudetto 6 trofei internazionali di primo piano vinti dal signor nessuno “che non arriva nemmeno al panettone ’87″. ed in tutti i casi non credo proprio che per l’”odiato” Lippi a Berlino 4 anni fa ci fossero giornalisti nostrani che si siano buttati dalla tribuna stampa quando Trezeguet centrò la traversa (altro che la ola e gli abbracci agli errori di Baresi, Evani e Baggio).

    Gira e rigira, però, a guardare i risultati, dopo il Mundial ’82 e fino a Germania 2006 Sacchi fu l’unico ad arrivare in finale mondiale, e perderla ai rigori. Maldini si fermò ai quarti (e per poco non rimanemmo a casa), Zoff perse un europeo (che non è paragonabile ad un Mondiale, e con questo senza snobbarlo) ai tempi supplementari (vabbe’, alla “rete risolutiva”) e pure lui scappò (anche se ebbe il buon gusto di farlo a fine torneo e non a eliminatorie iniziate come Sacchi).

  4. Rado il Figo scrive:

    Scindendo il calcio dalla politica, comunque il “giovane” qui presente si ricorda benissimo gli spottoni gratuiti di Berlusconi, che interveniva ad ogni interruzione pubblicitaria delle sue emittenti, così come le intenzioni di voto dei vari Zanicchi, Balestri, Bongiorno e Vianello, con quest’ultimo in duetto in diretta tv coll’Elia. Che sia chiaro, che i suddetti votassero Forza Italia rientra nel loro diritto, che lo dicano in una trasmissione pubblica non m’importa granché (a parte Mike che aveva sempre detto che lui non diceva chi votava per non influenzare gli spettatori…) ma che me lo spiattellino fra un servizio e l’altro di Pressing, totalmente fuori contesto, questo no, grazie!
    Così come mi ricordo il decreto ribattezzato “salva ladri” approvato durante Italia-Bulgaria (curiosa anteprima dell’editto bulgaro?) e del dietrofront di Marroni, esponente di quella Lega che fin dalla prima prova concreta dimostrò di urlare bene e razzolare poi come gli altri.

    • ricchiuti scrive:

      Probabilmente a Sacchi si rimproverò anche alcuni scempi messianici tipo Zola o Signori sulla fascia e una mitologia del Club Italia oppressiva, quasi da maniaci. La nazionale di Vicini tra l’altro giocava molto meglio.
      Ps A me il decreto salvaladri piaceva. Di Pietro e i suoi in maniche di camicia tutti sudati come Pancho Villa, no.

      • Rado il Figo scrive:

        Ogni ct ha le sue fisime e le sue “scelte inconcepibili alla massa”. Non è tanto quello che mi turba(va).

        P.s.: se vedi non ho messo nessun commento sul decreto in sé, anche se i tempi di emissione erano moooolto sospetti. :-)

  5. Dr.Poyendo Williams scrive:

    Ciao,
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    Best Regard,
    DR.POYENDO WILLIAMS

    • Rado il Figo scrive:

      e già che ci sono pure la password di bancomat e carta di credito, presumo..

      ma cos’è? Spam o scherzone?

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