La sottile arte della bestemmia – reloaded
03/03/2010 - GUILTY - Insomma, chi bestemmia è uno stupidotto. Attilio invece, che crede che un dio infinitamente buono e infinitamente potente si offenda perché qualcuno gli dà del porcello, è molto furbo. Agli attributi di Dio dovremmo quindi aggiungere, almeno secondo
GUILTY - Insomma, chi bestemmia è uno stupidotto. Attilio invece, che crede che un dio infinitamente buono e infinitamente potente si offenda perché qualcuno gli dà del porcello, è molto furbo. Agli attributi di Dio dovremmo quindi aggiungere, almeno secondo questi nostri dotti amici, anche l’infinita tendenza ad andare in puzza come un bimbetto delle elementari. Giuseppe la butta sul dilemmatico: “Se credi in Dio e lo bestemmi sei uno stolto. Idem se sei ateo, bestemmi contro qualcuno che per te non esiste…“. A Giuseppe sfugge che lo scopo della bestemmia non è offendere la divinità, perché in quanto infinitamente insussistente la divinità non può essere offesa. Lo scopo è piuttosto quello di propagandare la nobile causa dell’ateismo con uno slogan d’effetto tipo Just Do It! della Nike. Voi avete le chiese, l’otto per mille, il papa al TG1, noi abbiamo solo i moccoli, fatece smoccolà. Alexander prova ad argomentare, in un terreno in cui l’argomentazione è vista come una sonora scorreggia in chiesa nel momento della transustanzazione: “Come il rasoio di Ockham, alla fine hanno ragione tutte e due le parti … io che asserisco che dio non ne esiste e voi che ne credete l’esistenza”. Caro Alexander, apprezzo il tentativo ma non possono avere ragione tutte e due le parti, il principio di contraddizione lo vieta, se c’è una cosa che neanche Dio può fare è esistere e non esistere al tempo stesso. Ockham poi in questo contesto non c’entra una minchia lessa. Una delle formulazioni del rasoio è che “non si devono moltiplicare gli enti senza
necessità”. Vale a dire che se nella nostra spiegazione dell’universo possiamo fare a meno di Dio – e, oh sì, lo possiamo – dovremmo metterlo in un cantuccio. Per citare Laplace, ma anche Lapalisse, Dio è un’ipotesi di cui non abbiamo bisogno. Ma Attilio non è di questo avviso e controargomenta, Critica della ragion pura in una mano, acceleratore di particelle nell’altra: “Alexander si capisce che sei posseduto da satana”. Eppure bestemmiare non è solo giusto ma doveroso. Rasserena l’animo del bestemmiatore a fronte di un piccolo disagio per il credente. La bestemmia è una dichiarazione di intenti, un manifesto, un j’accuse. Bestemmiare è un piacere a poco prezzo, si può bestemmiare da soli o in compagnia, con gli amici o con i parenti. Si può bestemmiare davanti a un bel torrone o alla colomba pasquale, si può bestemmiare giocando alla tombola con i facioli sulle caselle, si può bestemmiare nel giorno del Ringraziamento o in quello di Ognisanti. Condividi le tue bestemmie con le persone che ami, reca turbativa a Dio e alla Madonna. Loro hanno le preghiere, che ci offendono e ci recano dispiacere, noi abbiamo solo un ristretto numero di improperi per onorare tutto quello in cui crediamo.
NOT ALONE - Ricorda che “l’epiteto porco non è però l’unico. Fra le altre bestemmie si ricordano l’uso di termini come bestia, boia, e cane, quest’ultima specialmente in Italia settentrionale; nella forma dialettale can è il tipico intercalare veneto. Contro la Madonna sono frequenti anche le imprecazioni a sfondo sessuale, utilizzando tipicamente l’oltraggioso puttana, con le rispettive varianti regionali. Più rara è la bestemmia contro Gesù”. Non lasciare solo Gesù Bambino, ricorda che Dio è uno e trino! Introduci varianti e fantasia, e ricordati che non sei obbligato a dire quello che piace loro, perché di essi è il regno dei cieli. Hanno il regno di cieli, cazzo altro vogliono? 666, Abraxas, Marylin Manson.
(anche questo pezzo del Vertigoz è stato orribilmente censurato dalla direzione. La quale informa il Vertigoz fans club che il signorino non sa nemmeno scrivere j’accuse. Ah!)













‘azz,me ne era scappata una
premetto che sono da sempre un accanito sostenitore della bestemmia e del suo valore terapeutico. si tratta indubbiamente di una espressione di disagio che permette al bestemmiatore di canalizzare la rabbia e la frustrazione derivanti da un evento causalmente collegato o meno all’agire del bestemmiatore. il diverso grado di efficacia catartica della bestemmia è dunque dipendente alla riconducibilità dell’effetto indesiderato al soggetto agente. più l’evento non voluto appartiene alla sfera di dominio dell’agente maggiore è l’effetto benefico dell’insulto alla divinità di turno in base ad un evidente meccanismo di trasfer. tuttavia anche qualora l’evento sia del tutto estraneo al bestemmiatore la bestemmia mantiene la capacità di sfogare sentimenti negativi che altrimenti restrebbero repressi all’interno dell’individuo finendo per agire indirettamente con conseguenza nel lungo termine. in questo senso si può dire che la bestemmia, in quanto atto profondamente liberatorio, fa stare meglio.
non mi risulta che siano stati fatti studi di neurochimica sui meccanismi che si attivano a seguito dello stimolo della bestemmia ma sono pronto a scommettere che questa è seguita dal rilascio di piacevoli droghe edongene.
ciò si aggiunga che la bestemmia è tradizionalmente un campo di estrinsecazione della fantasia popolare ed individuale. ogni bestemmiatore che sia degno di tale titolo infatti è uso ricorrere sia alle bestemmie appartenenti al patrimonio culturale comune sia a proprie versioni della bstemmia che possono andare dalla semplice variante rafforzata a vere e proprie opere di fantasia meritevoli di tutela quale patrimonio dell’umanità.
da ultimo una considerazione: la religione cristiana ha un concetto molto basso di dio, il che non sorprende visto che l’ha ereditato dall’ebraismo che era la religione di un popolo di pastori xenofobi e paranoici. in pratica dio sarebbe un vecchio signore incazzoso, nevrotico e tremendamente permaloso. ciò si aggiunga che nel cristianesimo si è affermata una visione antropocentrica della religione per cui tutto gira intorno alla salvezza dell’uomo mentre dio, gesù, lamadonna,i santi, gli angeli, satana, i diavoli e tutto il resto del bailamme divino stanno lì solo per stare dietro ai cazzi nostri.
Solitamente un bestemmiatore tende ad avere un concetto un filino più alto della divinità nella consapevolezza che se un dio esiste probabilmente avrà da far girare l’universo e di certo non si cruccerà per gli insulti di un essere che nell’economia dell’esistente non conta nulla.
e poi insomma, come diceva un tale, da grandi poteri derivano grandi responsabilità. dio è eterno, onnipresente, onnipotente e onnitutto? bene allora non si incazzi se quando mi cade un mattone sul piede me la prendo con lui perchè tale evento era scritto nella mente sua e si è verificato nella realizzazione del suo disegno delle cose.
Adesso però voglio anche un “La sottile arte della bestemmia – Parte terza”
Confesso di essere un grande smoccolatore e non mi accontento del porco e del cane ma me ne vengono alcune che sono veramente la morte di ogni divinità.
(per esempi o richieste, basta contattarmi)
Però lo faccio sempre o quasi da solo.Non che mi metto davanti allo specchio di sera a smoccolare, però se c’è qualcuno nei paraggi mi viene meno naturale bestemmiare (anche se a volte capita)
perchè? credo sia una cosa di educazione…mi è stato insegnato che la bestemmia è male e non mi sembra corretto smoccolare con qualcuno che ti sente.
vogliamo vietare le bestemmie? non credo sia giusto, ognuno si incazza come vuole. sdoganarle del tutto non mi sembra giusto lo stesso.
la via di mezzo è la migliore in questi casi.
(adesso vado che **** ****** ****** ** ******* ho quasi finito di lavorare)
E intanto in serie A squalificano Di Carlo per bestemmia, ma non Marcolini perché ha detto “Porco Diaz”. Ma non era bestemmia anche dare del porco a un morto, come ci insegnò Mastro Vertigoz nel primo articolo della serie?