Visita <a href="http://www.liquida.it/" title="Notizie e opinioni dai blog italiani su Liquida">Liquida</a> e <a href="I widget di Liquida per il tuo blog">Widget</a>
Archivio | Chi siamo | Contatti | Pubblicità
pubblicato il 2 marzo 2010 alle 09:30 dallo stesso autore - torna alla home

Il giornale francese parla delle proteste per l’impossibilità di condannare i tecnici responsabili del crollo della Casa dello Studente dell’Aquila qualora venisse approvata il processo breve. Mentre anche i viareggini sono pronti a scendere a L’Aquila per manifestare.

Processo Mills, processo breve, terremoto abruzzese. Se il Tg1 di Minzolini evita di descrivere fedelmente la realtà abruzzese scatenando l’ira della popolazione interessata alla minzolini Processo breve e impunità sul terremoto: la denuncia di Le Monde ricostruzione post-terremoto, ira sfociata pochi giorni fa durante la protesta delle mille chiavi, i giornali stranieri provano a colmare il divario e a parlare delle spiacevoli conseguenze che la politica del governo in materia di giustizia può avere, non sugli interessi del Premier, bensì su alcune drammatiche vicende che hanno colpito la gente comune. Il giornale francese sottolinea come le iniziative del governo possano trasformarsi in una sorta di impunità nei confronti dei responsabili di alcuni disastri connessi al terremoto di un anno fa.

VIETATO CONTESTARE IL TG1 - Si parla, precisamente, delle polemiche che in Abruzzo si sono scatenate contro il processo breve, norme che manderebbero in prescrizione i reati per i quali sono accusati i tecnici dei lavori alla Casa dello studente: nonostante l’inchiesta della magistratura avesse infatti già identificato nella scarsa qualità dei materiali utilizzati e nei lavori inadeguati le cause della tragedia, nel caso di approvazione del processo breve i colpevoli potrebbero facilmente farla franca evitando qualsiasi sentenza di condanna. “Non è consentito a nessuno di offendere i giornalisti del Tg1 accusandoli di avere fatto e di fare un’informazione incompleta e faziosa per quanto riguarda la copertura del terremoto e del post-terremoto in Abruzzo”, ha fatto sapere il direttore del Tg1 in una nota respingendo le accuse di faziosità mosse dagli abruzzesi alla giornalista Maria Luisa Busi.

LE MONDE IN STRADA - Diverso l’atteggiamento di  Le Monde scende tra la gente e riporta alcune testimonianze dei familiari dei ragazzi che han perso la vita sotto le macerie del dormitorio di via XX settembre a L’Aquila, all’alba del 6 aprile 2009. “Le forti scosse che han preceduto quella più grande aveva indebolito la struttura – ha raccontato ai giornalisti francesi Antonietta Centofanti, zia di due vittime, che ci tiene a ricordare le preoccupazioni degli abitanti degli alloggi per la tenuta della struttura– il responsabile dell’edificio invece aveva rassicurato tutti. Loro avevano paura e dormivano in tuta e scarpe da ginnastica. E’ così che li abbiamo trovati”.

IMPUNITA’ PER TUTTI -Avete rubato il loro futuro, adesso li private di ogni possibilità strage di viareggio Processo breve e impunità sul terremoto: la denuncia di Le Monde di avere giustizia”, invece c’è scritto su uno striscione firmato “Comitato familiari delle vittime” ripreso da Le Monde. Il giornale transalpino, che ci tiene a precisare come, secondo molti, il reale autore delle norme sul processo breve già approvate al Senato sia in realtà Nicolò Ghedini, avvocato del Presidente del Consiglio, ascolta anche il parere dei togati e riporta il parere negativo del segretario dell’Associazione Nazionale Magistrati: “Questa non è una legge per abbreviare i processi perché non dà più risorse alla giustizia – fa sapere Giuseppe Cascinisemplicemente dichiara la morte di un processo entro un termine stabilito. E’ inconcepibile fare questo solo per preservare un uomo e i suoi problemi legali, Silvio Berlusconi”.

19ESIMA LEGGE AD PERSONAM - Non mancano stoccate nemmeno al legittimo impedimento, le norme che dal 9 marzo verranno discusse al Senato per l’approvazione definitva, così come non mancano i riferimenti alla manifestazione del “popolo viola” del 27 febbraio e al No B Day di inizio dicembre, nei quali il mondo dell’associazionismo ha contestato quella che sarebbe la diciannovesima legge scritta e approvata esclusivamente nell’interesse personale e diretto del Presidente del Consiglio Berlusconi.

VIAREGGIO COME L’AQUILA - Gli abruzzesi continueranno a manifestare il proprio malessere anche nelle prossime settimane. Riceveranno l’appoggio di familiari di vittime di un’altra drammatica vicenda, quella dello scoppio del treno in stazione a Viareggio. Ci saranno, infatti, anche loro in Abruzzo a scandire il proprio no all’ipotesi di processo breve. Sabato prossimo una delegazione composta dai parenti delle vittime della strage ferroviaria del 29 giugno e della quale faranno parte anche politici, sindacalisti e semplici cittadini sarà a L’Aquila per aderire alla manifestazione che vuol cercare di fermare la riforma. Secondo i comitati sorti a Viareggio dopo la strage, l’applicazione del processo breve rischia infatti di non portare ad una individuazione dei responsabili per quanto accaduto la sera della tragedia e che ha portato alla morte di trentadue persone.