Alemanno chiama Gigi D’Alessio per cantarle ai bulli
27/02/2010 - “Musica contro il bullismo”, per il Comune di Roma così si combatte la devianza minorile. Testimonial dell’iniziativa è Gigi D’Alessio, il cantante napoletano che in passato ha cantato per i boss della camorra e picchiato due fotografi. 150.000 euro il
“Musica contro il bullismo”, per il Comune di Roma così si combatte la devianza minorile. Testimonial dell’iniziativa è Gigi D’Alessio, il cantante napoletano che in passato ha cantato per i boss della camorra e picchiato due fotografi. 150.000 euro il suo cachet.
Parte tra le polemiche “Musica contro il bullismo”, l’iniziativa itinerante organizzata dal Campidoglio che, tra l’altro, vede la direzione artistica di Maurizio Costanzo. Special guest,
come si è soliti dire in queste circostanze, è stato nominato il cantante napoletano, Gigi D’Alessio. Testimonial d’eccezione che, però, ha innescato una serie di polemiche sul suo costo e sulla opportunità di chiamarlo visto il suo non proprio “irreprensibile” passato, tra il sindaco Alemanno e l’opposizione.
IL PROGETTO - La devianza minorile, il bullismo nelle scuole e nelle periferie sono oramai una realtà che tristemente sta mettendo piede nella nostra società. Gradi metropoli o città di provincia il fenomeno sta dilagando a macchia d’olio. Così, le varie amministrazioni, si stanno prodigando a stendere iniziative, incontri, dibatti, tavole rotonde e quant’altro per cercare di capire e possibilmente arginare, questo pericoloso sintomo di disagio giovanile, proprio di questi tempi difficili. La Giunta Alemanno ha così proposto la sua ricetta che prevede, attraverso una campagna di prevenzione e contrasto del disagio giovanile e della dispersione scolastica che prevede bandi, spettacoli ed interventi strutturali nelle periferie. Cavallo di battaglia di questa “iniziativa itinerante”, che sarà presentata in un arco di tempo che va dal 2 febbraio al 30 maggio 2010, in sei municipi periferici della città, è appunto la musica ed in particolare, i sei incontri, uno per municipio, del cantautore napoletano, Gigi D’Alessio con gli studenti nello spazio “Tenda Roma”, che avrà poi il suo epilogo in un “concertone” finale il 4 giugno allo Stadio Olimpico.
LE POLEMICHE - “Gigi D’Alessio sui manifesti di Roma, testimonial della lotta al bullismo? Paladino della non violenza, lui condannato per aggressione, cantore dei testi della camorra?” La scelta da parte dell’Amministrazione Alemanno di fare “testimonial” il cantante fu “neo-post-melodico” partenopeo non è affatto piaciuta a Gianpiero Cioffredi, esponente della direzione del Pd di Roma. Una scelta definita “infelice ed impropria” perché, a detta dell’esponente democratico, “come può essere paladino della legalità un cantante che candidamente ha pubblicamente affermato “sì è vero cantavo alle feste dei camorristi“, oppure “il libro di Saviano non ho sentito il bisogno di leggerlo“. “Come può – rincara Cioffredi –
interpretare la cultura della legalità un cantante come Gigi D’Alessio che nel suo repertorio ha due canzoni “Annare’ e Anna si sposa”, scritte da un boss camorrista? Come può rappresentare la cultura contro il bullismo chi come D’Alessio è stato condannato nel 2008 a nove mesi di reclusione per lesioni aggravate ai danni di due fotografi? Gigi D’Alessio ha tutto il diritto di fare i suoi concerti ma il sindaco Alemanno ha il dovere di proporre ai giovani romani figure che nulla hanno a che fare con quell’area grigia di compromissione culturale che tanti danni produce alla coscienza civile. Alemanno – ha chiosato l’esponente Pd – anche nelle occasioni più scontate si rileva assolutamente inadeguato a rappresentare la limpidezza di una scelta di campo netta per la legalità“.
I COSTI - A dare manforte alla polemica del Pd romano è arrivata pure una nota dell’Udc capitolino che, per bocca di Alessandro Onorato, capogruppo in Campidoglio del partito di Pier Ferdinando Casini, sostiene: “È poco credibile che il sindaco Alemanno parli di “orgoglio romano” in relazione all’iniziativa itinerante “Tenda Roma” e all’incontro di Gigi D’Alessio con gli studenti capitolini. Ho presentato lo scorso gennaio un’interrogazione urgente al primo cittadino per conoscere le ragioni che hanno escluso l’utilizzo del bando pubblico per portare avanti l’iniziativa in questione e per sapere a quanto ammonti il cachet dell’artista partenopeo che sembrerebbe percepire complessivamente un onorario di circa 150.000 euro per sei brevi incontri mattutini con gli studenti romani. In merito a una mia interrogazione mi è arrivata quattro giorni fa una generica risposta dell’Assessore Croppi che eludeva totalmente le questioni sollevate. Torno quindi a chiedere, a beneficio dei cittadini romani, a quanto ammonti il compenso in oggetto. Considerando i condivisibili intenti dell’iniziativa, sono sicuro che tantissimi altri artisti avrebbero prestato la loro opera a titolo completamente gratuito“. Già, 150.000 euro per sei brevi incontri, al di là del background, diciamo così, un po’ discusso e tumultuoso dell’autore di “Fotomodelle un po’ povere” e di “La donna che vorrei” ecc. qualche interrogativo dovrebbe comunque porlo. Sarà che a Roma non c’è Pulcinella ma Rugantino… però è pur sempre vero che, anche nella “Città eterna” alla fin fine paga sempre Pantalone. Vero sindaco Alemanno?













Pingback: www.upnews.it
Pingback: diggita.it
uno pi ebete de che altro…
Pingback: www.pubblicanews.it
Una pessima scelta: se finora alcuni bambini sono stati mansueti, con Gigi D’Alessio come testimonial contro il bullismo è il momento buono che cambiano rotta.
Insomma, quasi un’istigazione alla violenza, poi con quel cachet: il Comune di Roma poteva usare quei 150.000 euro per creare aree di ritrovo culturali e sportive per i giovani, cercando di farli crescere in un ambiente sereno e stimolante, non regalandoli ad un arrogante dal passato di sicuro poco pacifico.