Esteri

Shock dagli Usa: racconta l’aborto in diretta su Twitter

26 febbraio 2010

Angie Jackson racconta gli effetti sul suo corpo della RU-486 sulla piattaforma di microblogging. “Un esibizionismo inutile”, dicono in America.

Le sue ragioni le ha spiegate: “Volevo il conforto di quelli che mi vogliono bene” . Eppure Angie Jackson, 27 anni disoccupata della Florida ha ricevuto una valanga  di critiche per aver raccontato su Twitter la sua scelta di non portare avanti la seconda gravidanza, dopo aver scoperto di essere rimasta incinta. «Adesso sto sanguinando veramente». Ecco come ha descritto passo passo a un gruppetto crescente di ‘seguacì gli effetti sul suo corpo della controversa pillola RU-486 per abortire. «I crampi stanno diventando più persistenti», ha scritto, e poi, dopo alcune ore: «Adesso sto davvero sanguinando». La donna ha lanciato il suo messaggio anche tramite un video su youtube, e sul suo blog personale.

I PRECEDENTI – L’anno scorso aveva messo a rumore la rete la decisione di Penelope Trunk, una famosa blogger, di usare Twitter per raccontare la sua esperienza quando aveva perso un bambino per un aborto spontaneo. L’America si era scandalizzata in dicembre quando un’altra mamma della Florida, Shellie Ross, aveva annunciato in diretta ai suoi 5.000 seguaci che il figlio Bryson era annegato nella piscina di casa. Angie ha detto di aver deciso di raccontare su Twitter la sua esperienza  anche per aiutare altre donne a «sdrammatizzare» l’interruzione volontaria di gravidanza. «Sono spaventata. Non so come sarà o quanto starò male, o se avrò alcun aiuto, vorrei avere con me una famiglia», ha postato su twitter Angie poco prima di prendere le pillole: la prima nello studio di un medico di Planned Parenthood, una delle più diffuse organizzazioni di pianificazione familiare, le altre quattro a casa.

LA STORIAAngie ha un bimbo di quattro anni, nato handicappato: i medici l’avevano avvertita che un’altra gravidanza avrebbe messo a rischio la sua salute. Ha appreso di esser rimasta incinta per la seconda volta il 13 febbraio, tre settimane dopo il concepimento. «Mi sento infettata, sono arrabbiatissima con il mio ragazzo anche se non è stato intenzionale», spiega in un altro ‘twit’ e poi lo giustifica: è stata la spirale che non ha funzionato. L’aborto su Twitter ha scatenato proteste. Il Family Research Council, un gruppo conservatore, ha definito la decisione della Jackson una ‘tragedià. Molti si sono sentiti offesi dal frasi come: «Non vedo l’ora che arrivi lo sfratto. L’inquilino abusivo del mio utero se ne deve andare».Molto critici anche i commenti più liberal, che parlano esplicitamente di esibizionismo. E Angie è sempre più meravigliata, come racconta in questa intervista: “Sono stupita. Avevo immaginato, ingenuamente, che la gente avrebbe accettato quello che ho fatto perché ho una relazione stabile. Sono  monogama. E usavo contraccettivi. Sì, sono rimasta incinta. E questo comporta dei rischi per la mia salute. Per l’interruzione di gravidanza ho pagato io di tasca mia. Se non posso parlare del mio aborto nel primo trimestre, quando è legale e del fatto che ho agito così per la mia salute , allora chi diavolo può parlare di ‘aborto?”

I FOLLOWERS – Prima dell’aborto la Jackson aveva 800 seguaci su Twitter che da allora si sono moltiplicati. Molti i ‘twits’ di incoraggiamento da tutto il mondo: «Stai facendo una cosa coraggiosa e necessaria. Le donne non dovrebbero vergognarsi», ha scritto EmmaLouisSyd dall’Australia. A dispetto delle critiche – e di alcune minacce di morte – la Jackson ha detto che solo un terzo delle reazioni è stato negativo. ‘I commenti erano per lo più sulla linea del “grazie di parlare di qualcosa di cui è difficile parlare, ha detto alla Abc che l’ha intervistata.

8 commenti a Shock dagli Usa: racconta l’aborto in diretta su Twitter

  1. «Non vedo l’ora che arrivi lo sfratto. L’inquilino abusivo del mio utero se ne deve andare”

    Mi viene da dire solo: VERGOGNA!
    non ha pensato a farsi un video e poi farlo girare su YuoTube? peccato…

  2. Ulteriore riflessione: :)
    Condanno l’aborto, ma sono solidale con le madri che per ovvii motivi di salute siano costrette a rinunciare a un figlio, ad interrompere una gravidanza! Ma “abortire” credo che sia un momento delicato, personale, sofferente…un “mea culpa” per una scelta che, volente o nolente, si sa che è sbagliata…un momento che non va sbandierato ai quattro venti…non va sbandierato, perchè viene tolta la vita ad un’anima innocente, vita che andrebbe, invece, rispettata e custodita come un tesoro prezioso!

  3. E’ molto difficile parlare di questa vicenda, così come di tutte le vicende che comportano scelte delicate e difficili. Noi, comunque, viviamo ormai in una società che si mette in vetrina. Non so dire se questo sia un bene o un male, probabilmente ci sono tante cose buone così come tanti aspetti ai quali porre attenzione. Ma questa è la realtà Anche questa giovane donna si è messa in vetrina, così com’era, per mostrare ciò che viveva, ciò che pensava, ciò che le stava capitando e le scelte che stava mettendo in atto. Da un lato si può pensare: “Ma perché tutto questo non se l’è vissuto nel silenzio di camera sua?”. D’altro canto però in questo tipo di comportamenti io noto un enorme desiderio di liberarsi dalle ipocrisie della vita, un desiderio di essere “fuori come si è dentro” – se vogliamo usare un’etica molto calvinista.

    Non entro in merito alla decisione di abortire. Ma vorrei fare un’osservazione: quante sono le donne che abortiscono di nascosto e vengono considerate irreprensibili? Alla fine non viene giudicata male una persona che fa una scelta la cui eticità non è condivisa unanimemente, ma chi la fa in modo esplicito e visibile. Vengono premiati gli ipocriti, alla resa dei conti.

    • Indigo Scarlett

      Io credo che bisogna misurare le cose anche in relazione con il proprio modo di esprimersi. Ok, forse è stata eccessiva, ma se per lei questo è un modo per non sentirsi sola, dove sta lo scandalo? Non dico che è una reazione ideale, ma questo stracciarsi le vesti mi sa tanto di qualcosa che fa una tremenda paura non perchè è estraneo, ma proprio perchè è molto vicino

  4. Premesso che è molto difficile sempre mettersi nei panni altrui ed è difficile giudicare, e anche tenuto conto delle osservazioni di Uyulala e Indigo, penso che forse su queste cose piuttosto delicate ed intime si può essere un tantino più riservati.

    C.

    • C’è chi urla al mondo per trovare qualcuno che lo capisca
      chi invece nasconde tutto per essere accettato.
      Non tutti riescono a percorrere una via di mezzo, ossia scegliere poche persone con cui essere pienamente se stessi…

  5. Victoria

    FINORA AVEVA UTILIZZATO LA SPIRALE: dunque non era al suo primo aborto, visto il meccanismo d’azione di questo dispositivo intrauterino.

  6. AngelDevil

    E’ una scelta così intima l’aborto e molto personale è il modo di vivere questa difficile decisione: non trovo esibizionista il suo gesto, ma coraggioso e magari d’aiuto ad altre donne che devono affrontare un’interruzione volontaria di gravidanza e hanno paura di un “metodo farmaceutico” che si conosce ancora poco, oltre a tutto il peso morale che quest’ esperienza comporta.

    Mi hanno fatto più pensare le sue parole: “Sono spaventata. Non so come sarà o quanto starò male, o se avrò alcun aiuto, vorrei avere con me una famiglia”, magari si sentiva anche molto sola, senza l’appoggio delle persone care della famiglia e si è rivolta alla Rete anche per avere un appoggio ‘umano’…e penso che sia stato ancora più duro affrontare il tutto senza il calore della sua famiglia.
    E’ un modo anche questo di amare il prossimo, di sentirsi amati,sostenuti…accettati.

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