Esteri

Kabul, attentato: anche uno 007 italiano tra le vittime

26 febbraio 2010

Colpito un hotel nella capitale dell’Afghanistan: cinque kamikaze, uno si è fatto esplodere davanti alla reception. Diciassette i morti.

L’attentato compiuto dai talebani oggi a Kabul ha preso di mira il Safi Landmark Hotel, «dove sono alloggiati gli stranieri», ha annunciato un portavoce dei ribelli, Zabihullah Mujahid, sostenendo che all’attacco hanno preso parte cinque attentatori suicidi. La polizia ha confermato che uno degli attentatori si è fatto esplodere di fronte all’albergo, mentre altri due sono stati uccisi. Il bilancio è di diciassette morti, tra cui un agente dei servizi segreti italiani. Secondo fonti Ansa si tratterebbe di Pietro Antonio Colazzo, un appartenente all’Aise, il servizio di informazione per la sicurezza esterna.

Il commando è entrato in azione verso le 6.30 (le 3 italiane) quando le strade erano deserte anche per la festività islamica del venerdì. Una prima fortissima esplosione, seguita da una seconda minore, ha fatto scattare l’allarme. Prima le tv, poi le fonti ufficiali, hanno fornito un bilancio di nove morti e 29 feriti. Secondo l’emittente privata Tolo Tv fra le vittime vi sono almeno quattro cittadini indiani e tre agenti di polizia. L’attentato è stato successivamente rivendicato per telefono da un portavoce dei talebani, secondo cui il commando che ha portato a termine l’operazione era composto da otto persone, una delle quali ha fatto saltare l’auto-bomba in cui si trovava. Non è ancora chiaro se la presenza di cittadini indiani fra le vittime sia da mettere in relazione con l’incontro avvenuto ieri a New Delhi fra delegazioni governative di India e Pakistan per cercare di riprendere un dialogo bilaterale interrotto dopo gli attentati di Mumbai del 2008.

LA POLITICA -Dobbiamo resistere, le ragioni sono giuste“. Lo ha detto Pier Ferdinando Casini a Radio anch’io, commentando l’attentato. “È giusto adempiere ai notri impegni internazionali – ha aggiunto il leader Udc- sono molto vicino alla famiglia di questo caduto e anche al governo, è giusto che maggioranza e opposizione siano assieme a rivendicare le ragioni giuste di una presenza che costa vite umane“.”Abbiamo colpito sin da subito i luoghi dove risiedevano gli stranieri a Kabul che erano il nostro obiettivo”. È con qusste parole che il portavoce dei talebani, Dabhullah Mujahid, spiega la dinamica dell’attacco sul sito internet del proprio gruppo. Con un messaggio apparso poco fa in Pashtun e in lingua araba, Mujahid spiega che “un gruppo di mujahidin, che aveva con sè armi leggere e pesanti e anche degli ordigni, sono entrati alle 7 ora locale nella città di Kabul e hanno attaccato in particolare un luogo dove si trovano gli stranieri, l’hotel Safi, che si trova vicino alla sede del ministero dell’Interno”. In base al racconto del portavoce talebano sembra che gli assalitori abbiano “iniziato prima a sparare contro gli agenti della polizia con le armi leggere. Subito dopo uno di loro si è fatto saltare in aria contro l’hotel Safi Landmark, uccidendo e ferendo numerosi stranieri“. Il leader talebano si ripromette di informare a breve tutti gli internauti islamici con altre notizie aggiornate.Intanto, la presidenza del gruppo del Pd al Senato, dopo aver appreso le prime notizie che giungevano da Kabul ha chiesto alla presidenza del Senato che il governo svolga al più presto un’informativa nell’aula di palazzo Madama su quanto accaduto.

2 commenti a Kabul, attentato: anche uno 007 italiano tra le vittime

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  2. pietro ancona

    Eroi del colonialismo

    Oggi i maggiori giornali italiani portano la notizia della morte della nostra spia, (007 è una qualificazione più romantica ed usano questa), indicandola alla opinione pubblica come eroe
    caduto sul lavoro. Gli assassini sarebbero stati i famigerati talebani dipinti come feroci terroristi come ieri le SS tedesche indicavano i nostri partigiani e, l’altro ieri, l’esercito italiano indicava i patrioti
    libici, somali o etiopi impalati dai nostri generali.
    Per cominciare, le circostanze dell’attentato nel centro di Kabul sono assai dubbie. Sembrerebbe
    che l’obiettivo dell’azione fossero gli indiani e che il gruppo aggressore fosse costituito da pakistani che hanno molte partite aperte appunto con i loro ex fratelli. Ma questo “particolare” viene messo in ombra. Il messaggio che deve passare nell’opinione pubblica è un altro. Il nostro caduto si trovava
    in quell’albergo nel cuore di Kabul per difendere noi, la civiltà occidentale, dal pericolo del terrorismo islamico. Se l’attentato fosse accaduto in altra parte del mondo la “notizia” che sarebbe stata data
    avrebbe indicato in una “cellula” di AlQaeda i responsabili. Insomma, la menzogna di un terrorismo
    che attenterebbe alla pace va alimentata in ogni modo e con ogni sotterfugio.
    Un vero eroe come Calipari non è mai stato indicato come tale dalla grande stampa italiana. Forse perchè è stato ucciso, a mio parere deliberatamente, dagli americani mentre faceva scudo del suo corpo alla nostra Giuliana Sgrena che, secondo l’assassino subito rimesso in libertà negli USA, avrebbe fatto bene a restare in casa a fare la calza piuttosto che creare problemi a chi fa il suo “lavoro” in Iraq.
    Una persona libera, civile, democratica e pacifista come Boldoni è stato ucciso in circostanze misteriose in Iraq . Il suo corpo non è mai stato restituito alla famiglia. Enzo Boldoni è stato presto dimenticato dall’Italia ufficiale. Le sue idee non erano tanto gradite e neppure la sua indipendenza. Il Corriere della Sera si è ben guardato dal raccontarlo come eroe. Eroe conclamato ed accolto come tale dalle massime cariche dello Stato al rientro della sua salma in Italia ed insignito da medaglia d’oro al valor civile è il contractors Quattrocchi che si trovava nel disgraziato paese per conto di una agenzia straniera e vi guadagnava 7000 dollari al mese. Non si danno settemila dollari se non per servizi particolari, coperti da immunità da parte dello esercito occupante e che possono essere tanti quanti possiamo immaginarne a cominciare dalla “liquidazione” dei terroristi con metodi spicci ed altre cosucce del genere.
    L’Iraq e l’Afghanistan sono occupati da eserciti occidentali che hanno al loro seguito non meno di trecentocinquantamila contractors, killer addestrati a fare i lavori “sporchi” che gli eserciti a volte non fanno come torturare i prigionieri o prendere in ostaggio famiglie di partigiani. Da molti anni queste due nazioni sono sotto il tallone di eserciti di invasione e di squadroni della morte. Vengono sistematicamente bombardate con uccisione di migliaia e migliaia di civili. La terra, l’aria e le acque
    sono avvelenate dall’uranio, dal fosforo. Nascono bambini deformi perchè l’Occidente fa la guerra non solo ai “terroristi” di oggi ma anche a quelli del futuro. Quello che conta è che gli USA hanno potuto costruirsi una enorme ambasciata-base militare nucleare al centro di Bagdad e disseminato tutta l’area di teste di ponte, di fortificazioni, in vista del loro prossimo assalto all’Iran, alla Cina o alla Russia o non si sa a chi dal momento che fabbricare un nemico e dipingerlo con i colori del demonio è
    loro attività fatta senza troppi scrupoli per la verità.
    Il nostro “eroe” si trovava in Afghanistan per sostenere questo progetto di colonizzazione e per puntellare il governo fantoccio del grande mafioso e trafficante di oppio Karzay. Purtroppo la menzogna di una missione di pace viene sostenuta da autorevoli esponenti dell’ex PCI come Fassino e D’Alema. Per questi signori quello che conta è dimostrare all’ambasciatore statunitense in Italia la loro affidabilità e magari farsi aiutare a riconquistare il governo.
    Pietro Ancona
    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/
    http://www.spazioamico.it

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