IL CONIGLIO MANNARO - Il giorno del ritiro di Cai, poi, un Bruno Vespa che non era mai sembrato così inviperito nemmeno con Bin Laden salta al collo di Fabio Berti dell’Ampac e Fabrizio Solari della Cgil, accanendosi in particolare contro il primo. “
È vero che volate solo 600 ore contro le 800 in media delle altre compagnie?“. “Sì, ma il nostro contratto ne prevede 850. Se non voliamo di più non è perché non vogliamo, ma perché l’Alitalia non ci dice di farlo“. “Ma se io prendo un pilota bravissimo dall’estero è vero che non posso farlo volare su aerei nuovi perché prima deve fare una serie di ore di volo su quelli vecchi?“. “Sì“. E qui nessuno si chiede perché, con un costo del lavoro così alto, Alitalia dovrebbe prendere uno più bravo degli altri – e che quindi deve pagare più degli altri – per guidare i nuovi aerei che non ha. Più facile che debba accontentarsi di gente più scarsa… con detrimento della sicurezza dei voli. Partono due applausi alla fine di due discorsi particolarmente appassionati del ministro Sacconi, il quale continua a dire che indietro non si torna: strano, Porta a Porta di solito scarseggia di applausi. Poi: a prescindere dal fatto che i piloti hanno privilegi vergognosi (giornata di 33 ore e così via), non si può accusarli di guadagnare troppo. Eppure quando il Corriere pubblica sul suo sito un sondaggio dove chiede: “È giusto che i piloti vadano a guadagnare come quelli di Air France e Lufthansa?“, il popolo bue – quello che ha seguito il bombardamento disinformativo – vota in massa per il sì. Senza sapere che i piloti oggi guadagnano meno di quelli di Air France e Lufthansa, e quindi gli stanno promettendo l’aumento di stipendio, non la diminuzione forse auspicata. Fesso chi ha proposto il sondaggio, ovviamente. Le strategie di disinformazione non vanno affidate ai dilettanti.
LE PAROLE NON DETTE – Di cosa invece non si è quasi per nulla discusso, a proposito della vendita di Cai all’Alitalia? Di molto, ad esempio del piano industriale. Ugo Arrigo, invece, lo ha analizzato; attenzione: trattasi di esponente dell’Istituto Bruno Leoni, think tank tradizionalmente vicino al centrodestra. Inutile dire che qualcosina che non va l’ha notata: “Il piano Cai-Intesa non solo non è stato valutato da nessun advisor indipendente prima che il governo se ne facesse garante in maniera totalmente acritica verso i media e l’opinione pubblica ma i pochi numeri pubblicati sono contradditori e di impossibile realizzazione. Il piano prevede infatti una consistente riduzione degli aerei utilizzati dalla nuova compagnia: 137 nel
primo anno di attività, destinati a salire poco sopra i 150 negli anni successivi, a fronte di oltre 240 impiegati complessivamente da Alitalia e AirOne nel 2007“. E che succede allora? Succede che “a fronte di una diminuzione così consistente nei fattori produttivi impiegati il fatturato e i passeggeri trasportati si ridurrebbero invece, secondo i numeri indicati dal piano, in misura trascurabile: il fatturato previsto nel primo anno di attività è indicato dai media in 4,3 miliardi di euro (destinati a crescere negli anni successivi sino a 5,2 miliardi) mentre il dato aggregato di Alitalia e AirOne era nel 2007 di 4,9 miliardi; inoltre, a fronte dei 31,5 milioni di passeggeri totali di Alitalia e AirOne nel 2007, trasportati da oltre 240 velivoli, ve ne sarebbero ora, sempre secondo i media, 28 milioni nel primo anno trasportati da appena 137 aerei“. Numeri che tornano? No, perché “la mia stima, invece, è che con soli 137 aerei non si possano superare i 22 milioni di passeggeri anno (pur conteggiando una crescita strepitosa del tasso di occupazione dei posti) e anche qualora tutti gli aerei viaggiassero sempre con tutti i sedili occupati non si potrebbero superare i 26 milioni (visto che non si possono trasportare persone in piedi, nella stiva o sulle ali)“. Eppure gli imprenditori e Colaninno sembrano fermamente convinti di avere la bacchetta magica: “I dati inclusi nel piano Cai incorporano incrementi strepitosi di produttività degli aeromobili: con 28 milioni di passeggeri la produttività media dei velivoli sarebbe di 204 mila viaggiatori annui mentre nelle due vecchie compagnie era (nel 2007) solo di 130 mila passeggeri. L’aumento di produttività fisica risulterebbe del 58%. Un valore analogo per quanto riguarda la produttività in valore: mentre nel 2007 un aereo delle due compagnie procurava in media 20 milioni di euro di ricavi, già nel primo anno di attività della nuova Alitalia ne porterebbe a casa 31 milioni (il 56% in più). Risultati strabiliante, non c’è che dire, per degli imprenditori che non si sono mai occupati in precedenza di trasporto aereo“. Di questo, per caso, avete mai sentito parlare?



E’ ridicolo chiedere ai sindacati che smettano di fare i sindacati e ci si stupisce molto se lo fanno. Un pò come quando l’allora Presidente della Repubblica Scalfaro si era stupito che la sinistra all’opposizione facesse opposizione, visto che in Italia si dice non ci sia mai stata, un’opposizione.
un applauso al dir per il pezzo,e per l’impegno, il tempo e lo scrupolo documentario che si sentono, dietro…grazie!
servisse a qualcosa, almeno.
Complimenti!
Bel pezzo, decisamente circostanziato… si direbbe a prova di bomba per come si incastrano i pezzi!
Peccato che l’informazione non sia questa, ma solo media che ritrasmettono comunicati stampa!
@ tetsuo
cioè?!!!!!!!!
> servisse a qualcosa, almeno
Vabbe’ dai, almeno ci si prova (sapendo non ci si riesce, ma questa e’ follia!).
so’ tutti bravi a fa’ i folli cor culo dell’artri
@ nuvola rossa
cioè… cioè questa è informazione, non quella dei media classici che invece si limitano a riportare solo i comunicati stampa e di “inchieste” non ne fanno mai… se non commissionati da qualcuno (politico od imprenditore che sia).
> so’ tutti bravi a fa’ i folli cor culo dell’artri
Nel plurale parlando di giornalismo puo’ creare fraintendimnti quel “folli”, fortunatamente l’hai scritto in minuscolo! Tornando all’Alitalia chissa’ se l’Enac fara’ in tempo a prendere una decisione, ma soprattutto, sarei curioso di leggere il piano di “rilancio” (in)creadibile che scrivera’ Fantozzi.
Fantozzi è uno che, notoriamente, ha talento per i piani di rilancio. Ad esempio, Antonveneta…ops, che ho detto!
LA COSCIENZA DI OGNUNO DOVREBBE FREMERE AL PENSIERO CHE MIGLIAIA E MIGLIAIA DI LAVORATORI RISCHIANO IL POSTO DI LAVORO E IL LORO FUTURO PER LA VOLONTA’ EGOCENTRICA E GLI INTERESSI PERSONALISTICI DI POCHI. VEDERE UNA SPARUTA SCHIERA DI LAVORATORI DELL’ALITALIA FESTEGGIARE PER IL FALLIMENTO DELLE TRATTIVE E IL RITIRO DELL’UNICA OFFERTA POSSIBILE, E PREGIUDICARE IL FUTURO DI TANTI FA INDIGNARE, NON SOLO PER L’IRRESPONSABILITA’, MA PERCHè’ SI PROSTRANO AI GIOCHI DI POCHI SINDACALISTI PRIVILEGIATI, CHE CERTAMENTE NON PATIRANNO PIU’ DI TANTO PER LA SORTE DEI LORO ISCRITTI. MA UN RIMEDIO A TALE SITUAZIONE SI PUO’ TROVARE: IN CASO DI FALLIMENTO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA, TUTTI I LAVORATORI CHE RESTERANNO SENZA LAVORO E NON HANNO CONCORSO AL SABOTAGGIO DELLA VENDITA ALITALIA, POTREBBERO RICORRERE A UNA CLASS ACTION E CITARE IN GIUDIZIO LE SIGLE SINDACALI CHE NON HANNO FIRMATO IL CONTRATTO, PROVOCANDO LA DISOCCUPAZIONE DI TANTI; POTREBBERO CITARE IN GIUDIZIO PER LA RICHIESTA DI DANNI MORALI E MATERIALI ANCHE QUEI COLLEGHI CHE, CON IL LORO OSTRUZIONISMO E COMPORTAMENTO INCOSCIENTE, HANNO PROVOCATO LA PERDITA DEL POSTO DI LAVORO. POTREBBERO RICORRERE AL TRIBUNALE ANCHE LE MIGLIAIA DI LAVORATORI DELL’INDOTTO, CHE SI RITROVERANNO CON IL FUTURO PIU’ BUIO.
“IL LORO FUTURO PER LA VOLONTA’ EGOCENTRICA E GLI INTERESSI PERSONALISTICI DI POCHI. ”
Parli della Cai?
“IN CASO DI FALLIMENTO DELLA COMPAGNIA DI BANDIERA, TUTTI I LAVORATORI CHE RESTERANNO SENZA LAVORO E NON HANNO CONCORSO AL SABOTAGGIO DELLA VENDITA ALITALIA, POTREBBERO RICORRERE A UNA CLASS ACTION E CITARE IN GIUDIZIO LE SIGLE SINDACALI CHE NON HANNO FIRMATO IL CONTRATTO, PROVOCANDO LA DISOCCUPAZIONE DI TANTI;”
Geniale. E chi è il legale che si occuperà della causa? Topo Gigio è già impegnato a salvare gli obbligazionisti Enron
Fantastico articolo Dir. Da stampare e appendere a futura memoria come poche altre pagine di giornalismo.
E se anche servirà a poco almeno quelle migliaia che lo leggeranno non potranno un domani dire “Ma io non lo sapevo!”
già, potremo dire: “Io c’ero. E ci facevo”.
Beh se la prossima volta che scendo a Roma mi presenti una hostess dell’Alitalia… allora sì che la fase avrebbe un senso
Io ho letto ma insisto a non sapere, anzi, a non capirci dentro niente di tutta questa storia, mi spiace.
Piuttosto, c’e’ un modo per non sentir piu’ parlare di Alitalia, a parte l’emigrazione o il suicidio?
sì, c’è: il fallimento delle Ferrovie
tra l’altro a far fallire la trattativa con AF fu più la CISL che la CGIL, ma questo non si dice, così come non si dice che a fiumicino ci fu un applauso anche subito dopo, quando il sindacalista disse (subito dopo aver annunciato il fallimento della trattativa con CAI, con tanto di esultanza liberatoria) “Non diamo l’impressione di essere contenti per il ritiro della Cai, perchè non è così, la situazione rimane molto seria e nei prossimi giorni dovremo far di tutto per trovare delle soluzioni”. Un altro applauso è arrivato, come il primo. Peccato che i media lo abbiano ignorato.
@ Tetsuo
Denghiu’ssssssss per la spiegazione. Ero sciroccata e non capivo se parlassi seriamente o ironicamente:-)
le ferrovie stanno lì lì, se fossi in toto ci farei un pensierino, tren One non suona male
loska, TrainOne è (era?) veramente un progetto di toto
http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Toto-parte-in-treno/1478888
Piuttosto, c’e’ un modo per non sentir piu’ parlare di Alitalia, a parte l’emigrazione o il suicidio?
addà passà a nuttata!
solo che, se la nuttata usa la (ancora) compagnia di bandiera, quando cazzo arriva!
Ma che stupEEEndi che siete!…
Quanto ve state a divertì hhaa, beoti sciocchini!!
Quoque tu, Lkv?? Mannòòò, nnòò, nnòò, nnòòòòò!! Che stai facendo? Non lo fare, ti prego! Non ti far trascinare da questi cervellini che funzionano part time!
“sì, c’è: il fallimento delle Ferrovie” &
“le ferrovie stanno lì lì, se fossi in toto ci farei un pensierino, tren One non suona male”
Concordo con la coppia più bella del mondo! C’è un modo di circondare le due affermazioni di cuoricini cuoriciosi??
(p.s. TE pensi che sò deficiente??)
Mi avete letto nel pensiero! Stavo giusto pensando di proporre all’Onorevole una (SFASC)ACTION come dico io per polverizzare le Fevvovie! Lui, che mi si illumina di gloria genuina, quando si parla di missili, distruzione totale, elidere al suolo!
L’idea mi è venuta dopo aver vissuto questo:
Stazione di Taranto. Sono le 16.00 e il treno delle 15.15 non parte, neanche lo dovessero trainare mucche, momentaneamente indisponibili, perchè prese da un’ intossicazione da erba falciata fresca, fresca dal suolo circostante l’Ilva!
E’ a questo punto che un meraviglioso napoletano si scorge dall’uscita del mio scomparto e, soavemente, fa librare nell’aere queste testuali parole:
“Ooooh, capo!! U vulimm’ purtà shtu cazz’ e’ tren’ a Napul, o nooo??”
Un minuto dopo, quel treno mosse le sue ruotucce sui binariucci!
Forse basterebbe solo garantire la presenza di un napoletano su ogni treno, per farli partire in tempo su quei dannati binari!
Aspetto numerose adesioni…
Se la risolvi così, sui binari ci facciamo passare anche i traghetti della Tirrenia, a proposito di argomenti che possono offuscare l’affaire Alitalia!
Finalmente dovrebbero piangere anche loro,come mai non mandano più centinaia di certificati medici?Facciamoli FALLIRE e cosi si risparmia un poco di soldi.
io è 7 anni che non volo più alitalia e cosi tutta la mia famiglia.
DEVE FALLIRE
ALBY,
citofonare Silvio, mica a noi.
“Quoque tu, Lkv??”
Intus omnia dissimilia sint, frons populo nostra conveniat.
et probo et gaudeo, nec tantum hortor ut perseveres sed etiam rogo.
Ma anche: “ocheti, pocheti, digitus, digitur prestidigitorium!”
Questo è Mago Merlino eh, nun sò se ce stamo a capì! Artro che SenecaH!
“nun sò se ce stamo a capì!”
http://it.youtube.com/watch?v=M-dVkhGTRAs
Si si, anche perche’ son di gran lunga piu’ preparato in cartoni animati di quanto non lo sia (e non lo sono) in latino.
Ma per tutte le giuggiole inzuccherate!
Io ti adoro! La spada nella roccia è il mio cartone preferito in asssssoluto! La mia migliore amica mi ha regalato il dvd originale lo scorso natale! Dopo aver mandato a perseguitarmi accidenti vari in 16 lingue, perchè non si trovava!!
C’è tutta la vita in quel cartone, vero o no?
Qua e là, va e sta, questo il mondo fa giraaaar…
E vogliamo parlare della canzoncina sull’ammmmore, colonna sonora della scena che mi vede protagonista?? Uuuuhhhh, splendore e verità!
Salutame Anacleto! (…se te pijo te ‘mpaglio!)
Mò la pianto, sennò offuschiamo la fulgida stella der posssst! pppfff
Write to you again soon!
Asset e goodwill di Alitalia che valgono dieci miliardi di euro? Capisco che citi Ostellino, ma che ci si e’ fumati, qui? A naso, e’ roba buona
@ Ja: se non ricordo male, l’anno scorso, a fine anno, l’Alitalia ha venduto circa un quarto degli slod di un aeroporto di Londra, indovina a quanto? 92 milioni di euro.
* slot ovviamente, non slod. Invece l’aeroporto mi pare fosse quello di Heathrow.
Complimenti! Ottimo articolo e ben documentato.
Per ragioni che non sto ad esporre, la soluzione migliore era Lufthansa nel 2002 (o 2003?). Alitalia è stato un fallimento pubblico tipico nostro da 20 anni a questa parte, ma gli ultimi 6 mesi hanno dato una prova degli effetti grotteschi che provocano i rapporti tra politica e imprenditoria quando non c’è una funzione indipendente e autorevole che li regoli.
Speriamo che la reazione europea sia violenta, si sono tutti i presupposti per una sanzione durissima. Alitalia potrebbe essere lo scoglio sul quale si infrange il fascismo 2.0.
Topinamburs, minimalista, deve andare a Torino venerdì per mesta ricorrenza di lutto familiare.
Capita che Alitalia probabilmente non volerà, e se vola c’è una qualche chance che cada. I treni sono in sciopero. La circolazione della vecchia automobile è proibita per via delle norme ecologiche.
E come ci torno a Torino, in scooter?
Potresti provare Air One.
Nel caso tu lo faccia e incontri Bonanni, salutamelo: è altamente probabile che tu stia pagando anche il suo biglietto.
Air One?
Non me lo posso permettere. E comunque Fiumicino è un caos, che prenda Air One o KLM sono ore di ritardo.
Opterò per lo scooter e vi manderò un diario di bordo per la pubblicazione.
@ Ja: bene, ho trovato la relazione dell’Alitalia con le cifre esatte. http://corporate.alitalia.com/it/Images/Relazione%20CdA%20IV%20trim%202007_d_tcm6-26433.pdf
Si tratta di tre coppie di slot, vendute a 93 milioni di euro. Ora, non so quanti slot abbia Alitalia, ma credo che la cifra di 10 miliardi sia anche troppo prudenziale. E il bello e’ che non fumo.
Per forza ha venduto tre coppie di slot a 93 milioni di euro. Heathrow e’il terzo aeroporto internazionale piu’ trafficato del mondo, ed e’ cosi’ sovraffollato che se ti metti sui tetti di Kensington o Hammersmith vedi gli aerei che scendono in fila uno dietro l’altro.
Per tutti gli altri aeroporti, incluso fiumicino, il valore presumibile degli slot e’ considerevolmente piu’ basso.
La flotta di alitalia e’ a bilancio per due miliardi. Nell’attuale mercato dove a ottobre e’ previsto il fallimento di parecchie compagnie aeree, gli aerei di alitalia ancora buoni e’ piuttosto difficile piazzarli. Quindi al massimo valgono un miliardo di euro.
Quindi dieci miliardi e’ una quotazione gonfiata, e di molto. Diciamo di almeno tre o quattro volte, e da sobri.
Usa la logica: se davvero alitalia avesse sti’ dieci miliardi di asset, dovrebbe dichiararli a bilancio nello stato patrimoniale altrimenti dichiarerebbe il falso patrimoniale. Invece no: al dicembre 2007, l’intero attivo patrimoniale consolidato (quindi di tutte le compagnie) di Alitalia e’ di tre miliardi e mezzo, di cui piu’ della meta’ e’ composto dalla flotta.
C’e’ una ragione per la quale Fantozzi l’altro giorno ha provato a piazzare sti’ famosi asset di alitalia presso compagnie estere e li ha voluti nessuno, no? Nessuno vuole pagare un premio per una compagnia insolvente.
Non so se sia cambiato qualcosa in questi ultimi due anni, ma l’uso degli slot e’ a titolo gratuito e in uso perpetuo (almeno in Europa), a meno che non si decida di venderli. In gergo lo chiamano granfather’s right. Poi non dimenticare le relazioni europee ed extraeuropee, che in molti casi consentono di operare quasi in regime di duopolio. Poi pensa alle protezioni pubbliche di qui gode Alitalia, che permetteranno un sostanziale monopolio sulle rotte interne Milano-Roma.
Poi, magari hai ragione tu, ma dovendo stimare, melius abundare quam deficere.
Bene, allora sei arrivato a essere d’accordo con me: prudenza e prassi vuole che gli slot vadano valutati al piu’ basso prezzo possibile, visto che senza slot non si vola. Pertanto i famosi dieci miliardi sono roba da fantasticherie.
Sul monopolio. Air France era interessata solo al monopolio nazionale sostanziale di Alitalia nel business roma-milano, e malgrado tutto aveva valutato gli asset netti di alitalia molto vicini allo zero.
Dovendo stimare, soprattutto su asset che sono gia’ stati valutati e hanno riferimenti, melius abundare non e’ mai un concetto valido. Perche’ poi si ci fa male, e non li si riesce a vendere.
Non e’ che mi fidi tanto delle valutazioni altrui (neppure delle mie). Air France ha valutato al netto dei debiti, al netto di perdite nell’immediato futuro, al netto dell’aumento del carburante, al netto dei problemi con il personale e con la politica. Lasciandosi un margine di manovra per aumentare l’offerta eventualmente. Proprio zero non era, probabilmente ha valutato gli asset circa tra i 3 e i 4 miliardi. Poi, cio’ che per uno ha valore zero per altri vale di piu’. Air France e’ leader in Europa, altre compagnie aeree che vogliono espandersi li valuterebbero di piu’.
un semplice sguardo alle emeroteche italiane e non basta per giungere alla conclusione che AF in due anni di contrattazioni i margini di manovra se li e’ lasciati per abbassare l’offerta. Insomma, al netto di tutto e al netto della ricapitalizzazione, scopriamo che ha valutato piu’ vicino allo zero che ai famosi 10 miliardi.
Quanto alle compagnie aeree che vogliono espandersi, semplice: possono fare un’offerta per parte degli asset. Nessuna la fa, malgrado le protezioni politiche, ergo Alitalia per una compagnia aerea vale di piu’ fallita (zero e’ pur sempre meglio di meno di zero).
> ergo Alitalia per una compagnia aerea vale di piu’ fallita
Se la politica si fosse disinteressata della vendita e del “salvataggio” pensi sarebbe valida lo stesso questa conclusione?
Certo che e’ valida. Gli svizzeri e i belgi insegnano: hanno lasciato fallire Swissair e Sabena nel 2001 e subito dopo qualcun altro ha ricostituito compagnie aeree sane come Swiss e SN Brussel che hanno comprato parte degli asset dai curatori fallimentari e assunto parecchi dei dipendenti.
Alitalia e’ uno dei tanti casi patologici italiani di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite, e a chi e’ di sinistra – o di estrema sinistra, come me – questo semplice fatto dovrebbe arrecare fastidio.
@ Ja: “Alitalia e’ uno dei tanti casi patologici italiani di privatizzazione dei profitti e socializzazione delle perdite”
Alitalia e’ uno dei tanti casi patologici italiani di spartizione delle imprese pubbliche o semi pubbliche o nei fatti pubbliche tra i partiti, usate per fare “piaceri”, per rendere “favori”, per mangiare, per ottenere voti e consenso. E’ in conseguenza di tutto questo che la sua vita si conclude in questo modo.
Dai, dopo il primo ottobre (quando usciranno le prime offerte) scopriremo chi si e’ avvicinato di piu’ alla cifra reale.