Tragicomici tentativi di spacciarci un Pio XII “amico degli ebrei”

22/09/2008 - UN’OPERAZIONE SOFISTICATA – Se siete stati capaci di leggere fin qui, rimane un problema: queste nuove rivelazioni su Pio XII agevolano la pratica che Benedetto XVI vorrebbe accelerare per proclamarlo almeno venerabile, poi beato, poi chissà? O piuttosto sono un altro

     
 

di

UN’OPERAZIONE SOFISTICATA – Se siete stati capaci di leggere fin qui, rimane un problema: queste nuove rivelazioni su Pio XII agevolano la pratica che Benedetto XVI vorrebbe accelerare per proclamarlo almeno venerabile, poi beato, poi chissà? O piuttosto sono un altro intralcio? Come è stato possibile che su La Civiltà Cattolica sia stato pubblicato un articolo del genere? Chi corregge le bozze de La Civiltà Cattolica alla Segreteria di Stato vaticana? Andiamo con ordine. Perché Benedetto XVI tiene tanto a quella pratica? Presto detto. Un Pio XII amico e benefattore degli ebrei potrebbe mostrarlo in una luce diversa, cioè del tutto coerente con quanto il Concilio Vaticano II dichiarerà dopo di lui circa la “questione semita”. Pio XII sarebbe stato un ispiratore del Concilio per quanto attiene a quanto di nuovo vi fu affermato per sanare secoli di conflitti interconfessionali tra il cattolicesimo e l’ebraismo, ma anche tra il cattolicesimo e tutte le altre confessioni. Dunque? Dunque il Concilio Vaticano II non sarebbe affatto una “rottura” con la tradizione, ma un momento di crescita ecclesiale in essa. Proclamando Pio XII venerabile o beato, così come Giovanni Paolo II fece con Pio IX, Benedetto XVI intende imporre una lettura “continuista” del Concilio Vaticano II a quelle componenti cattoliche – attualmente un po’ scontente della linea ratzingeriana – che al Concilio continuano a guardare come fonte di rinnovamento. Un rinnovamento che non è dato immaginare come “strappo”. Pio XII santo – o quasi, in attesa di un miracolo che gli si possa attribuire – servirebbe a creare la suggestione di questa continuità. È un’operazione sofisticata e anche difficile, ma Benedetto XVI s’è convinto che sia necessaria. Inoltre, c’è un motivo personale. Al Concilio Vaticano II egli ha partecipato come membro dell’ala che impropriamente fu definita “progressista”: riportare il Concilio nella continuità della tradizione gli servirebbe a mostrare l’insussistenza di ogni possibile definizione di “progressismo” o “conservatorismo” per ciò che è la vita della Chiesa. In termini un po’ brutali, forse, gli servirebbe anche a rifarsi una verginità. Ci sono settori tradizionalisti che continuano a considerare il Vaticano II come un’infausta sciagura e Pio XII come il papa “prima del diluvio”. Se andasse in porto l’operazione, che pure deve avere qualche oppositore molto in alto (almeno fino alla Segreteria di Stato), si potrebbe svuotare il Concilio Vaticano II di tutto quanto hanno voluto vederci gli illusi, e ricondurli al buon ordine. Anche perché solo un Concilio può cambiare ciò che è stato deciso in un altro Concilio, ma dopo nemmeno mezzo secolo sarebbe un segno di debolezza. E tutto può permettersi la Chiesa, oggi, tranne che mostrarsi debole anche quando e dove lo fosse.

     
 

5 Commenti

  1. GENNARINO scrive:

    a Napoli S. Gennaro ha fatto ‘o miracolo

    ‘o sangue si era sciugliuto primma ancora di estrarre o bicchierone

    bbuoooon, bbuoooono, chest’ anno vincimmo ‘o scutetto ‘nata vota

    Malvi’ t’ aggio leggiuto tutto quanto,,,,,,mo’ me gira ‘a capa…..ma quanto si cumplicato

    ma a me che so’ popolo che me ne fotte d’ ‘o concilio Vaticano, d’ ‘o decreto, della nota, dell’ associazione,,,,,della continuità ….

    ‘e tutte ‘sti complicazioni teologiche filosofiche che solo Kazztrain ce po’ capi’ quaccosa

    perchè nun me fai capi’ in due righe se Pio 12 era o non era ‘nu papa bbuono o era solo un uomo timoroso di muoversi e di fare fissarie ancora più grandi circondato come era da assassini, vigliacchi ed ipocriti

    ….voglio vede’ a tte quando sarai cardinale…come ti comporterai …vaso di coccio in mezzo ai vasi di ferro

    il potere non è facile da gestire e quando più si è in alto, maggiore è la prudenza necessaria

    specie se il nemico ci ascolta

  2. Lucia scrive:

    “Constatiamo in questo popolo un’inimicizia costante rispetto al cristianesimo. Ne risulta una tensione perpetua tra ebrei e cristiani mai sopita.” “…sui pericoli ai quali il contatto con gli ebrei può esporre le anime!”

    Che un Papa sia arrivato a scrivere e quindi a fare certi ragionamenti…è sconcertante!

    Sconcertante perchè le radici del Cristianesimo vanno ricercate nell’ebraismo…l’EBREO E’ IL PADRE DEL CRISTIANO!
    …e dal popolo ebreo proviene il “Cristo secondo la carne”!
    …quindi non solo non doveva essere una questione di “razza”…ma nemmeno di “religione”!

    Bel post!

  3. etienne64 scrive:

    Mah, che un concilio vaticano possa essee una “rottura” con il passato è un’idea decisamente curiosa. E’ un po’ difficile che un’istituzione che ritiene di essere depositaria della Verità possa dire “ok ragazzi, fino ad adesso abbiamo detto cazzate, si cambia tutto”.
    Tra le altre, il Vaticano II fu essenzialmente un concilio pastorale (leggi: come gestisco la faccenda), mica teologico come Trento o, in misura assai ridotta il Vaticano I.
    E’ vero però che le tensioni “lefreviane” sono piuttosto forti. Tieni conto che per la Chiesa uno scisma è una cosa gravissima, A noi magari non ce ne frega niente, ma per i preti è una cosa terribile. E Benedetto ha assai presente (forse anche troppo, è vecchio, ormai) il problema, problema che credo si renda conto da lui stesso alimentatto con il suo gusto del “gridare” il fatto di essere cristiani. Se da un lato Benedetto vuole più “testimonianza”, dall’altro lato deve evitare che la testimonianza sia “torniamo ai bei tempi di papa Cafarra”, rischio questo che, se ti leggi qualche blog oltranzista è tutt’altro che inesistente.
    Sbolognare Pio XII come puro difensore dei giudei è operaione storicamente dubbia ma funzionale a dire ai settori più passatisti “smettetela di rompere i coglioni, anche i papi a cui fate riferimento voi erano d’accordo che i giudei non debbano essere sterminati”.
    E di fronte alla pretesa, ad esempio di reintrodurre il rito tridentino, idem: “Non rompete le palle, il nuovo rito voluto dal CV II lo voleva “in pectore” anche Pio XII. Vero, falso, impossibile dirlo, anche perché Pio XII non può confermare, visto che è passato a miglior vita. Ma utile per contenere i tridentinisti.
    Insomma, la cosa mi pare che vada collocata in una prospettiva tutta ecclesiastica e, a dirla tutta, non miu sembra una operasione tanto “reazionaria”.

  4. Pingback: Padre Gumbel, due letture del pasticciaccio : Giornalettismo

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>

Ultime Notizie