L’ipotesi è al vaglio dei magistrati. I quali pensano che il senatore sia stato aiutato da una componente del partito di Fini a salvarsi dalla prima autorizzazione a procedere, quella di giugno 2008.

Il senatore del Pdl Nicola Di Girolamo (a sinistra) insieme al boss della 'Ndrangheta Franco Pugliese - Foto da l'Espresso
Per adesso, a quanto sembra, è un’ipotesi soltanto da verificare. Ma i magistrati ci stanno lavorando con attenzione. Verificare l’ipotesi dell’eventuale esistenza di un sistema di coperture politiche di cui avrebbe beneficiato il senatore Pdl Nicola Di Girolamo dopo il suo coinvolgimento in un’inchiesta su presunte irregolarità nella sua elezione nel circoscrizione Europa alle politiche del 2008. Questo il nuovo fronte di indagine aperto dalla Procura di Roma nel quadro degli accertamenti sull’inchiesta su un riciclaggio e una frode fiscale per oltre due miliardi di euro. L’ipotesi di chi indaga è che dietro il mancato completamento dell’iter avviato dopo che il gip Luisanna Figliolia nel giugno del 2008 aveva chiesto che fosse posto agli arresti domiciliari inviato un’apposita richiesta alla giunta per le autorizzazioni del Senato, ci siano state delle protezioni, in particolare di una componente di Alleanza nazionale. Nell’ambito di questa inchiesta la contestazione è di attentato contro i diritti politici dei cittadini e falso per essersi candidato senza essere residente all’estero dichiarando una fittizia residenza in Belgio.
CHI, DOVE, QUANDO – L’indiscrezione, pubblicata dall’Ansa, risponde e approfondisce altre voci che invece avevano chiamato in causa genericamente “esponenti politici di area An“, senza specificare di più. “Il senatore Di Girolamo risulta essere promotore e capo di una associazione per delinquere che ha commesso delitti di eccezionale gravità e ha cagionato all’erario un danno stimabile in oltre 370 milioni di euro” si legge nella richiesta di arresto del Gip, Aldo Morgigni, per quanto riguarda il senatore Nicola Di Girolamo. Il flusso di denaro – scrive il Gip - fatto transitare su conti correnti italiani ed esteri è pari a 2,222 miliardi di euro. Di certo c’è che nella Giunta per le autorizzazioni a procedere che votò una prima volta respingendo la richiesta d’arresto non ci sono donne nel centrodestra. E che all’epoca, quando i membri decisero a maggioranza di negare il permesso, il relatore (ex An), Andrea Augello, votò contro. In seguito, Nicola Di Girolamo si avvicinò in seguito ai deputati siciliani del Pdl. Ma soprattutto a Sergio De Gregorio e alla sua Fondazione Italiani del Mondo, di cui fa parte e con la quale ha partecipato a diversi convegni.


un altro bell’intreccio. ci sono ancora dubbi sul fatto che tangentopoli sia mai finita? forse è solo mutato l’umore degli italiani…
Quando pensi che l’eversione neofascista sia materia di studio degli storici ecco che rispunta di nuovo. Manca solo la P2…
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