Cultura

Cos’è che fa felici le donne?

22 febbraio 2010

Nel suo ultimo libro la scrittrice Ariel Gore prova a rispondere alla domanda.

C’è qualcosa di più americano rispetto al perseguimento della felicità?” si chiede Marisa Meltzer dalle pagine del The Daily Best. “Da Dale Carnegie ad Elizabeth Gilbert, siamo un paese ossessionato dall’idea di trovare la felicità.Definizione, tuttavia, che ha dimostrato di essere sempre più sfuggente”. La maggior parte dei libri che cercano di dare una risposta premettono che la felicità esista per definizione. Ariel Gore, autrice di “Bluebird: Women and the New Psychology of Happiness”, ha voluto iniziare il suo libro con una chiara descrizione del sentimento. “Ho voluto iniziare da qualche parte evitando di sapere se chi leggeva stesse capendo”, ha affermato dalla sua casa di Portland in Oregon.”Io dico che la felicità è la capacità di gioire nel bel mezzo della sofferenza“.

IL DIARIO DELLA FELICITA’ - Gore, che è la fondatrice della rivista indie Hip Mama e autrice di diversi libri sulla funzione dei genitori, di un romanzo e di un libro di memorie, è stata ispirata a scavare in questa sfuggente emozione quando ha scoperto che un corso sullo studio della felicità è stato uno delle classi più popolari ad Harvard. Così decise di cominciare la sua ricerca in materia, in particolare, sul come essa appartenesse al genere femminile, intervistando centinaia di donne, parlandone con studiosi,psicologi e artisti, e valutando la sua stessa vita. Così ha scoperto che la maggior parte degli studi al riguardo sono stati condotti da uomini e che le donne, soprattutto le madri, sono state spesso lasciate fuori. Allora ha chiesto ad un gruppo di donne di registrare i loro pensieri in un diario della felicità, rispondendo a domande del tipo: “Che cosa potrebbe farti felice?” I risultati sono stati estremamente individuali: una donna pensava ad un trasloco in una fattoria nel Vermont e un’ altra avrebbe voluto ritornare in città.

SCEGLIERE LA FELICITA’ - Gore scrive che la felicità “non è l’opposto della tristezza. Non richiede di reprimere le nostre emozioni o altri stati emotivi. La felicità spesso si insinua in noi in modo imprevisto, ma può essere un atto di volontà, una scelta. Noi non dobbiamo essere felici, ma scegliere la felicità “.”Se si desidera un dato –afferma la scrittrice – gli psicologi e gli scienziati dicono che il 30% della felicità è circostanziata. Un dato basato su quello che si guarda delle nostre vite e cioè se si è sposati o no, se si hanno o meno dei figli. Il 50% (che a me sembra una percentuale troppo alta però), dipende dalla propria natura. Solo una piccola parte, 20-40% si può controllare”. Alcuni dei suoi risultati sembrano, a prima vista, controintuitivi. Parlando degli studi dello psicologo americano Martin Seligman: “Quando le madri si sono chieste che cosa portasse più gioia nella loro vita, la tendenza è stata a rispondere senza esitazioni, ‘I miei figli’, ma quando è stato chiesto loro di tenere un registro giornaliero di singoli momenti di gioia, hanno poi riferito che in realtà le rendesse più felici la lettura di un libro, le serate con gli amici, il guardare la TV, o addirittura pulire i piatti, rispetto all’interagire con i loro figli”. Gore, i cui aneddoti personali sono sparsi nel libro per evitare una forma troppo accademica, rileva che essa “possa riferirsi ad entrambe le realtà. Fare il genitore è fonte di preoccupazioni quotidiane e disagi, ma per me è diventato un corpo di memoria e di esperienza, che fornisce il senso di uno scopo che sembra cullare la mia contentezza generale”.

15 commenti a Cos’è che fa felici le donne?

  1. Argomento spinoso, più di quanto non sembri.
    Premesso che è un terreno che non conosco più da diverso tempo, e che non penso si tratti di un argomento di “genere”, anche se le diverse sensibilità maschili e femminili possono giocar eun (minimo) ruolo, credo che sia impossibile avere una ricetta della felicità che non sia, appunto, individuale.
    E che parte da una constatazione, banalissima ma che in moltissimi si dimenticano:
    Biosgna goedere del proprio (limitatissimo) tempo cercando di berne ogni goccia, che è più preziosa di quanto non pensiamo, affacendati da preoccupazioni quotidiane miserrime.

    Accumulare più momenti possibili, e fare in modo di assaporarli come meritano. Fino a quando non è troppo tardi per farlo.
    Sembra facilissimo, ma a guardare i miei simili non mi sembra che lo sia.

    Bello.

  2. AngelDevil

    La felicità è molto personale, verissimo: la si può trovare nell’amare il nostro compagno(o compagna), nel crescere i nostri figli,con i nostri amici, nei nostri interessi, nel raggiungere uno scopo che ci eravamo prefissi, nel ricevere un sorriso o un gesto affettuoso da chi non ci saremmo mai aspettati, in un buon piatto gustoso o in un film che ci fa emozionare.
    Solo che rispecchia una società molto individualista e quella americana mi sembra lo sia più di quella italiana.

    E’ giusto lasciarsi andare, gioire e distrarsi nel modo che più noi amiamo, ma personalmente se so che c’è qualcuno vicino(e non) a me che soffre, quello che cerco di fare è provare a coinvolgerla ed a condividere la felicità raggiunta, in qualsiasi modo. La felicità sarebbe maggiore,a mio avviso, perché condivisa.

    Buona giornata Tess :)

  3. Per Paul Leautaud “Felicità è camminare dietro un vecchio cane mangiando ciliege”. Io non ho più un cane e per le ciliege devo aspettare ancora qualche mese. Aspettiamo…

  4. Tess

    Non è semplice. Non è semplice purgarsi di tutto quello che accade intorno a noi, di tutto quello che ci circonda. Essere felici per scelta.

  5. ipazia

    Che cosa sia la felicità,questa signora dovrebbe chiederlo a Leopardi o a Schopenhauer,che hanno trascorso tutta la loro esistenza a tentare vanamente di convincere il genere umano che la sua ricerca è un falso problema,legato indossolubilmente all’altrettanto falso problema del soddisfacimento del desiderio,come già sapevano gli antichi greci,a cominciare dai pensatori del VII secolo;tutti costoro ci hanno anche dimostrato come ciò che noi definiamo felicità alligni prevalentemente sulla faccia degli idioti(Risus abundat in ore stultorum),categoria alla quale sembra appartenere anche la dottoressa Gore, se è vero,come è vero,che la medesima felicità le sembra stampata nel sorriso del Dalai Lama,vecchio trombone al servizio dei servizi occidentali che lo utilizzano per tentare di disintegrare la Cina riportando il Tibet a quando le donne leccavano i piedi dei monaci,inginocchiandosi al loro passaggio per le strade del paese.

  6. per me felicità = serenità, conoscenza di sé, comprensione dei propri limiti. Ci sto provando da tempo, cercando di sviluppare nei confronti di me stessa lo stesso atteggiamento di tolleranza che ho sviluppato nei confronti degli altri

  7. comunque consiglierei a tutti la lettura di un altro libro sulla felicità, è un po’ da bambini, ma può essere utile: Pollyanna

    • maria teresa

      Mi ci chiamano così :)

      A parte gli scherzi, se uno non decide di voler star bene, con tutti i ca..sini che la vita ci appioppa, non c’è modo di uscirne fuori.

      • “se uno non decide di voler star bene, con tutti i ca..sini che la vita ci appioppa, non c’è modo di uscirne fuori”

        Direi che dipende anche dal tipo di casini che la vita ti appioppa: c’è gente che si butta giù per un contrattempo e gente che sopporta altri tipi di fardelli.

        Nel primo caso, decidere di voler star bene è un po’ più semplice

        Un sorriso da qui
        C.

  8. ipazia

    “Accadono continuamente cose tragiche. Rinnegherei me stessa se pensassi che la sofferenza non mi circonda, ma ho imparato che la mia felicità non dipende da tutto ciò che è intorno a me. E ora posso ridere delle cose che mi fanno arrabbiare“.

    Fatte nasce un fio co na cardiopatia dilatativa congenita o co un encefalopatia di qualsiasi genere,poi doppo vedemo come ridi|

  9. ricchiuti

    Bah, se è lei quella della foto direi che ha i titoli per parlare di felicità. Per essere una obesa ma con prole i cui libri vengono recensiti meglio delle frasi nei cioccolatini, direi che ha buoni motivi per sentirsi felice. L’ha sfangata alla grandissima, fossi in lei farei finta di saltare per aria dalla felicità.

  10. Non sono per nulla d’accordo con questa affermazione:
    ”Io dico che la felicità è la capacità di gioire nel bel mezzo della sofferenza“.
    Per me, invece la felicità è l’espressione della liberazione da ogni condizionamento interiore, ma anche esteriore!

  11. Pingback: Cosa fa la felicità nelle donne? | Selvaggio Web

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>