I bimbi down, Facebook e la censura prossima ventura

22/02/2010 - Edit 24 febbraio: Oggi Beppe Severgnini risponde a quanto scritto qui nella sua rubrica Italians. Pubblico il testo e rispondo nel merito: “Cominciamo dalle censure di Internet: ho scritto sulla prima pagina del “Corriere”, poco tempo fa, che sarebbero una

     
 

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Edit 24 febbraio: Oggi Beppe Severgnini risponde a quanto scritto qui nella sua rubrica Italians. Pubblico il testo e rispondo nel merito: “Cominciamo dalle censure di Internet: ho scritto sulla prima pagina del “Corriere”, poco tempo fa, che sarebbero una pessima idea. Le leggi ci sono, basta applicarle (rapidamente). In quanto a coloro che si sarebbero iscritti (condizionale) “per poter scrivere messaggi in bacheca”: una persona sensata NON s’iscrive a un gruppo che si chiama “Giochiamo al tiro al bersaglio con i bambini down”. Tralascio gli appellativi ( Severgnini novello questurino, Severgnini non sa di cosa parla etc…). Copio e incollo invece due frasi da quel pezzo di gran giornalismo. La prima: “Anche perché Severgnini sembra essersela legata al dito, la trollata: ‘Meglio concentrarsi, quindi, sulla risposta: che dev’essere rapida e memorabile. (…) Invece di multe, servizio nelle comunità che si occupano dei piccoli Down. Chissà: forse qualcuno capirà quanto hanno da darci, quei bambini’. Per fortuna non ha ancora chiesto la pena di morte”. La seconda: “Ma alla fin fine è vero: in un paese normale, per una cosa del genere ci si farebbe due risate e basta, da noi la si usa per politica. Sad but true”. A questo punto mi sembra evidente: D’Amato si fa due risate, mentre io penso che non ci sia nulla da ridere. Tutto qui.”

1. Cominciamo dalla censura di Internet: a chiunque legga l’articolo, è piuttosto chiaro che non sto accusando Severgnini di volere la censura, sto soltanto facendo notare che nel mentre si discutono progetti di legge censori, notizie come quella del gruppo su Facebook (che ha raggiunto i mass media per due motivi: era domenica e ne ha parlato la Carfagna) non possono che dare argomenti a favore della censura stessa. E ricordo che in occasione di altri gruppi “shock” (“Picchiamo i bambini”, “Picchiamo i cani”), la stessa attenzione non c’era stata.

2. Continuiamo con l’iscrizione ai gruppi: una persona sensata, che conosce Facebook e sa di cosa parla, è a conoscenza della circostanza secondo la quale non si può scrivere nella bacheca dei gruppi se non si è iscritti. Ecco quindi che quei 1500 che Severgnini voleva mandare al servizio in comunità, per il 99,9%, erano persone che sulla questione la pensano come lui. Perché devono subire quella che Severgnini stesso definisce una pena? (Senza contare che le iscrizioni sono visibilmente aumentate quando Corriere e Repubblica hanno parlato del gruppo, ma questa è un’altra storia…)

3. “Farsi una risata” non vuol dire essere degli insensibili cattivoni, ma – come è spiegato nell’articolo e nei commenti – ricordare che dare pubblicità, di qualsiasi tipo esso sia, a questo tipo di iniziative equivale a far raggiungere l’obiettivo prefissato dai promotori del gruppo. Per questo, la cosa più giusta da fare è segnalare a chi di dovere (basta FB, non serve la Polizia Postale) e fregarsene: in breve, per la policy che si è data, Facebook chiuderà il gruppo e giustizia sarà fatta. Senza che ne siano venute a conoscenza la maggior parte delle persone “sensibili” (genitori o parenti di bimbi svantaggiati), come invece è oggettivamente accaduto grazie al “caso” montato da chi poi, in altre circostanze, dice che la ricerca della notorietà è un male collettivo dal quale bisognerebbe guarire.

P.S.: tanto per mettere i puntini sulle i, si ricorda che chi scrive qui, quando si è trovato di fronte DAVVERO a un’ingiustizia che coinvolgeva persone svantaggiate, è intervenuto attivamente: chi ha voglia può leggere qui e qui.

(vignetta di Bucchi)

     
 

39 Commenti

  1. Z scrive:

    Non credo ci sia nulla da aggiungere a ciò che ha già detto Gregorj.
    Credo che il vero “caso” in questa questione sia la strumentalizzazione che se ne fa.

  2. silvia scrive:

    Sono solo quattro vigliacchi senza palle, come tutte le persone che se la prendono con i più deboli, ma ugualmente le frasi con le quali hanno presentato l’ideona mi hanno inumidito gli occhi e rabbrividito la pelle.
    Il cromosoma in più rende il bambino down incapace di fare alcune cose, ma anche geneticamente propenso ad essere più affettuoso, dolce, sensibile di un bambino “normale”.
    I face-idioti anti-down e i molti altri gruppi demenziali che pullulano su f.b.sono i veri disabili: diversamente abili nell’umanità, sicuramente abili nella bestialità.
    Mi rimane solo un dubbio, che ho girato a Severgnini: siamo sicuri che dare loro visibilità mediatica sia una mossa strategicamente vincente?
    Se non si impara a ignorare uno stupido, va a finire che crede di essere intelligente

  3. federico scrive:

    Capisco che si voglia fare la voce grossa contro un giornalista con un notevole seguito (Severgnini), ma da qui ad attaccarlo e utillizare “pena di morte”, “questorino”, ce ne vuole. Ma di che parla? Che articolo è?
    Personalmente, sono contrario alla censura; contrarissimo, poi, alle strumentalizzazione che se ne fanno per limitazioni nei confronti degli utenti di Facebook (e internet in generale); però, che c’è di male nel richiedere la chiusura immediata di un gruppo del genere (poi che ci siano problemi tecnici è un altro discorso)? Tra l’altro, trollata o non trollata (capisco che la questione possa far sentire molti come dei guru internet ai quali nulla sfugge dal e nulla è sconosciuto nel mondo internet), sempre di offesa nei confronti delle persone down si tratta. E’ un tipo di umorismo, se proprio si ha la voglia di giustificarlo, ma basta con questo “non diamo importanza è un troll!” come se tutti gli altri fossere degli idioti ignoranti e boccaloni.

    • Gregorj scrive:

      “che c’è di male nel richiedere la chiusura immediata di un gruppo del genere (poi che ci siano problemi tecnici è un altro discorso)?”

      In questo nulla: infatti, basta segnalare e basta. C’è di male, come scritto nell’articolo, a mio parere, nel richiedere punizioni “esemplari” alla ndo cojo cojo per tutti, anche per quelli che non c’entrano nulla.

      “E’ un tipo di umorismo, se proprio si ha la voglia di giustificarlo, ma basta con questo “non diamo importanza è un troll!” come se tutti gli altri fossere degli idioti ignoranti e boccaloni.”

      E’ l’esatto contrario: se non dai importanza a cose del genere (cani, bambini, etc), dopo un po’ si smette di farlo.

      P.S.: chi scrive, quando si è trovato DAVVERO di fronte a una situazione che riguardava persone svantaggiate in difficoltà, è davvero intervenuto: leggi i link

      http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1233324

      http://giornalettismo.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1236373

      • federico scrive:

        “C’è di male, come scritto nell’articolo, a mio parere, nel richiedere punizioni “esemplari” alla ndo cojo cojo per tutti, anche per quelli che non c’entrano nulla.”

        Secondo l’articolo di Severgnini, la punizione “esemplare” (che poi sarebbe “servizio nelle comunità” e, sì, non ancora “pena di morte” alla quale maliziosamente si fa riferimento nell’articolo) non è alla “ndo cojo cojo” ma per i responsabili (cioè, i cosiddetti “amministratori”) e gli aderenti (a Severgnini è sfuggito il fatto che molti possano iscriversi per criticare – ma si potrebbe facilmente recuperare dicendo che si “puniscono” quelli che hanno scritto messaggi offensivi). E, sia chiaro, io mi limiterei solo alla chiusura del gruppo.

        “E’ l’esatto contrario: se non dai importanza a cose del genere (cani, bambini, etc), dopo un po’ si smette di farlo.”

        O non mi sono spiegato o non ho capito quello che vuoi dire. Il mio punto è, semplicemente: non si può pretendere che tali posizioni siano giustificate in quanto “troll”; e sono un po’ infastidito dall’atteggiamento di tutti coloro che criticano gli “eventuali” boccaloni perché hanno, appunto, abboccato alla provazione. Una persona può duramente criticare anche se conosce il fine dei “troll”.

        Non capisco il tuo PS. Non ti ho attaccato dicendo che non aiuti le persone svantaggiate che DAVVERO hanno bisogno.

        • Gregorj scrive:

          1) Io e te siamo d’accordo. E’ chi dice che devono essere puniti anche (il 99%) quelli che si sono iscritti per contestare che deve spiegare perché.

          2) Ti sei spiegato e ci siamo capiti. Io però ti sto dicendo che se vuoi contribuire a frenare questi fenomeni, devi ignorarli. Se vuoi alimentarli, puoi incazzarti e fare casino. Perché funziona così, verifica tu stesso.

          P.S.: ok

  4. Martina scrive:

    Il concetto della strumentalizzazione dell’episodio lo capisco e lo condivido…
    Condivido anche il farsi due risate,ma solo davanti alla chiusura del gruppo e ad un ragionevole livello di interdizione degli autori dalle attività di facebook.
    Per youtube so che dopo un TOT di segnalazioni negative il canale del segnalato viene chiuso,la stessa cosa auspico che succeda per gli autori del gruppo e poco importa che possano rientrare con account fake o simili,la volta dopo se si permettono di sporcare il web di altra palta vedranno che il vento è cambiato e che qualche schizzo di fango gli sta tornando indietro.
    Nell’articolo Lei pare conoscere bene l’argomento trolls,ecco,diciamo che a compendio del suo scritto mi sarebbe piaciuto trovare un qualche suggerimento costruttivo su come fare per contrastare il fenomeno Troll,indicazioni sulle funzionalità del social network che magari non tutti padroneggiano ma che se singolarmente applicate da ciascuno porterebbero alla chiusura del gruppo nel più totale silenzio mediatico,il cui clamore rischia invece di avere effetti negativi per il web tutto.
    “Farsi due risate” non mi pare la cosa più intelligente da consigliare,ecco tutto.

      • Martina scrive:

        Mi permetto di riassumere il senso del Suo articolo,cercando di non travisarlo.
        “cari internauti,alzare un polverone contro questi gruppi significa dare ai loro autori la visibilità che cercavano.Inoltre è pericoloso perchè può venire preso come pretesto da gente assolutamente incompetente in materia di internet per legiferarci sopra e imbavagliare la rete.Quello che dovete fare in questi casi è limitarvi a segnalare come abuso o vìolazione il gruppo/autore/account,il social network lo chiuderà in automatico e il web darà prova di sapersi autoregolamentare,senza bisogno di aiuti dall’esterno.Segnalate,gente,e andate in pace con la coscienza.”
        Ignorare il gruppo e lasciarlo aperto è tanto dannoso quanto condannarlo a gran voce,perchè anche in questo caso potrebbero dire “guardate le schifezze che si trovano su internet” e spingere per una regolamentazione del web.
        Quello che manca nel Suo scritto,a mio parere,è la seconda parte del mio intervento qui sopra.=)

        • Gregorj scrive:

          Martina, in questo momento su Facebook ci sono gruppi orrendi, che chiedono la testa di questo o quest’altro oppure dicono che il terremoto ad Haiti era meglio se fosse capitato in Sardegna.

          La maggior parte viene ignorata, una piccola parte finisce per cominciare a girare finché, raggiunto il fisiologico numero di segnalazioni, lo chiudono. Una minima parte, come il gruppo “Uccidete Berlusconi” finisce sui giornali con tanto di scandalo e strumentalizzazioni politiche.

          Che vogliamo farci? Istituire l’Autorità Garante di Facebook, incaricata di monitorare giorno e notte quanto accade e passare lo straccio se necessario, oppure ignorare?

          (Hai ragione sul punto che forse la seconda parte dell’argomentazione era troppo implicita, ma di questo argomento ho scritto talmente tante volte che chi legge abitualmente qui si sarebbe anche un po’ rotto a rivederla riproposta; spero di aver emendato con l’edit scritto poco fa ;-) )

          • Martina scrive:

            Non serve istituire alcuna autorità finchè saranno gli stessi utenti del web a segnalare a Facebook questi abusi,siano essi sul Troll che ci governa o sulla pena di morte per quelli più alti di un metro e ottanta.=)

            Grazie di aver tenuto conto del mio parere e di aver sottolineato ancora l’importanza dell’azione singola e silenziosa:ha dimostrato serietà,competenza e pazienza.=)

          • Gregorj scrive:

            e allora, se non serve l’autorità, non serve nemmeno fare casino sui giornali e indignarsi urlando “Puniamoli”; la rete si autoregolamenta, e fa eliminare i gruppi idioti da sé

            (grazie a te per la pacatezza e la pazienza)

  5. Tess scrive:

    Il fenomeno troll va ignorato punto e basta. Il gruppo è lievitato dal momento in cui Severgnini, il Corriere, la Carfagna sono intervenuti. Perché ? Perché sul web funziona così. Può piacere o non piacere. Bastava, dopo essersi accorti della trollata, chiudere il gruppo senza questo stupido clamore che non ha fatto che amplificarne la visibilità, facendo crescere, insieme al fenomeno anche le voci dei soliti tromboni che vorrebbero imbavagliare la rete per colpa di quattro deficienti che non hanno niente di meglio da fare

  6. Indigo Scarlett scrive:

    I fatti parlano chiaro: il gruppo andava segnalato, non pubblicizzato, e se fosse andata così nessuno avrebbe avuto la tentazione, leggendo e sentendo che gran polverone si è sollevato, di provarci a emulare le gesta di quattro troll sfigati. Allora chi ha aiutato chi, e chi invece ha peggiorato le cose? Perchè a dire non c’è nulla da ridere sono tutti bravi, ad agire in silenzio e razionalmente ignorando quello che bisogna evitare abbia visibilità non tutti lo sono altrettanto evidentemente.

    • Lucia scrive:

      Ho scoperto chi è Indigo Scarlett…Complimentoni! :) mi piacciono i tuoi post MT…brava!

    • Comicomix scrive:

      Ehi, questa sì che si chiama epifania (da non confondere con befana, sia chiaro!)

      Cara Indigo, sei sempre la mejo…^_^

      Riguardo al tema: Severgnini è stato colto in castagna, e anzichè starci ha preferito fare un pessima figura.

      La cosa che mi ha dato più fastidio è l’attacco dal pulpito sul tema del fare qualcosa in favore degli altri..

      A parte che Giornalettismo e molti dei suoi membri sull’argomento fanno molto (non so severgnini, che tra l’altro avrebbe modo di far eben più di noi se non altro per la sua “notorietà”) è proprio il metterla su quel pioano che è fastidioso: perchè chi ha letto l’articolo ha capito BENISSIMO che qui si contestava proprio l’atteggiamrento di chi, inzuppando il pane nella ODIOSA e VERGOGNOSA azione di chi trolla sul dolore (chi mi conosce può immaginare quanto personalmente mi dispiaccia di questo) e dandogli visibilità, ottiene l’esatto contrario di quello che vuole: neutralizzare questi imbecilli.

      Stupisce che Severgnini non ci sia arrivato.

      Un sorriso MTmuroso

      C.

  7. Pingback: Don’t let me down – Bambini sfortunati nelle mani della Carfagna e di Severgnini « Il Grande Roe

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