Il giorno della vergogna

22/02/2010 - SALERNO, 10 FEBBRAIO 2010 Al  Vescovo di Roma  e ai Vescovi  d’Irlanda, dopo la diffusione del  “ Rapporto Murphy “, sugli abusi sessuali commessi nella diocesi di Dublino, in cui è accertato il coinvolgimento di numerosi esponenti della Chiesa Cattolica

     
 

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SALERNO, 10 FEBBRAIO 2010

Al  Vescovo di Roma  e ai Vescovi  d’Irlanda,

dopo la diffusione del  “ Rapporto Murphy “, sugli abusi sessuali commessi nella diocesi di Dublino, in cui è accertato il coinvolgimento di numerosi esponenti della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, la nostra coscienza di genitori è rimasta tremendamente scossa. Il rapporto Murphy è il risultato di nove anni di inchiesta sugli abusi sessuali, fisici ed emotivi praticati su oltre 14.000  vittime.  ( quattordicimila )

Il rapporto presentato dal ministro della Giustizia Irlandese, Dermont Ahern, è allucinante. Lo stesso ministro ha dichiarato: “A livello umano, come padre, ho sentito un senso di disgusto e rabbia. Disgusto per questi orribili atti commessi contro bambini. Rabbia per come furono trattati, con i colpevoli spesso lasciati liberi di abusare di loro. Ma la nostra rabbia non ci può distrarre da quel che deve essere fatto: le persone che hanno commesso questi terribili crimini, e non importa quando è successo, continueranno a essere perseguite. Devono sapere che non potranno nascondersi e che la giustizia, anche dov’è stata ritardata, non verrà negata. I colpevoli di questi crimini verranno perseguiti”.

Sono 2500, ( duemilacinquecento) le testimonianze di vittime di violenze. Racconti atroci, di uomini e donne, oggi adulti, che ricordano di essere stati picchiati in ogni parte del corpo con le mani e con ogni tipo di oggetti, seviziati, stuprati, talvolta da più persone contemporaneamente. La pedofilia e l’abuso sessuale nei confronti dei bambini erano un fatto “ endemico “, si legge nel dossier, “le violenze erano sistemiche e non marginali o sporadiche”. Leggendo i dettagli del rapporto, lo sgomento è aumentato nel sapere che addirittura quattro arcivescovi  “misero la reputazione della chiesa davanti alla protezione di bambini indifesi”. Vengono accusati di non aver avvisato la polizia su queste vicende, e secondo il rapporto, essi videro come priorità proteggere la chiesa invece che i bambini. Invece di affrontare il problema, spostavano i preti accusati da una parrocchia all’altra. Tra i quattro, l’unico ancora vivo e Desmond Connell, oggi cardinale.

Il primo ministro Irlandese, Brian Cowen, ha parlato della “ vergogna e dell’orrore “ che l’inchiesta ha suscitato nell’opinione pubblica irlandese. Quello che crea ancor maggior sconcerto, è “ la sistematica natura dei fatti “ e “ la scala di sofferenze provate dai ragazzi e gli abusi compiuti su molti di loro “. Esiste una “ responsabilità morale “ che deve essere affrontata. Si tratta di una  “ macchia perenne “, ha aggiunto Cowen, e la risposta della
Chiesa Cattolica determinerà il modo in cui verrà giudicata dalla gente d’ora in poi. All’indomani della diffusione del rapporto, il Papa Benedetto XVI dichiarò: “ la Chiesa continuerà a seguire la grave questione con la massima attenzione, al fine di meglio comprendere come tali vergognosi eventi siano accaduti e il modo migliore per sviluppare strategie efficaci così da evitare il loro ripetersi “

Seguendo questa linea, Papa Benedetto XVI ha convocato a Roma per il 15 e il 16 febbraio 2010, tutti i vescovi irlandesi. Il motivo della convocazione è illustrare ai vescovi il contenuto della lettera che il Papa intende inviare  ai fedeli irlandesi per “ indicare chiaramente le iniziative da adottare in risposta alla situazione “

Noi non siamo giudici, per questo non giudichiamo.

Noi non siamo teologi, per questo non entriamo nel merito della discussione teologica.

Noi siamo solo dei genitori turbati, preoccupati, confusi, delusi e  scandalizzati.

E come genitori, abbiamo il diritto di esprimere le nostre preoccupazioni e proporre le nostre idee a riguardo.

Il silenzio è nemico della verità, e la verità non deve essere nascosta, ma proclamata e ricordata.

Prendendo come bussola le parole del Premio Nobel  per la Pace, ELIE WIESEL, pronunciate a Montecitorio,  nella Camera dei Deputati,  il 27  gennaio 2010, nel Giorno della Memoria, per non dimenticare l’Olocausto : “ Ai più bassi livelli della politica e al più alto livello della spiritualità il silenzio non aiuta mai la vittima, il silenzio aiuta sempre l’aggressore. “

PROPONIAMO  e  CONSIGLIAMO

una strategia efficace per evitare che tali abusi possano ripetersi: l’istituzione del  “ Giorno della Vergogna “ in cui vengano ricordate le vittime degli abusi sessuali perpetrati dai sacerdoti della Chiesa Cattolica. Giorno in cui i sacerdoti accusati possono pubblicamente chiedere perdono alle loro vittime.

Nella speranza che la nostra proposta venga tenuta nella giusta considerazione, in fede,

PORTAVOCE   MOVIMENTO  POPOLARE   :  ALBERTO  SENATORE

     
 

4 Commenti

  1. Sottovento scrive:

    Giuste parole….l’pocrisia della chiesa non ha confini!
    Si sposa bene con la politica!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Sottovento scrive:

    L’ipocrisia della Chiesa non ha confini e si sposa bene con la Politica..
    Credo che soprattutto per questo oggi sempre meno gente va in chiesa…
    Alla fine ne resteranno pochissimi!!!

  3. Martina scrive:

    In realtà le vittime degli abusi della chiesa sulla popolazione irlandese sono più di un milione. Una persona su quattro (http://www.oneinfour.org/). Cifre da olocausto. Le vittime “sopravvissute” (che sono molto attive a livello politico) vogliono che l’ONU intervenga. Ma nessuno pagherà mai a dovere. Mai. È impossibile.

  4. rebyjaco scrive:

    C’e’ una soluzione pratica per la Chiesa, mandarli TUTTI in Africa . In quei Paesi, difficilmente si “”lamenterebbero”" e si potrebbero sempre accontentare.

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