Sotto lo scudo il vuoto del centrodestra

22/02/2010

     
 

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Tra le tante prodezze del ministro dell’Economia Giulio Tremonti e del presidente del Consiglio Silvio Berlusconi di questi ultimi mesi c’è lo scudo fiscale. Per far digerire questo evidente regalo fatto agli evasori fiscali, in barba ai contribuenti onesti e alla “concorrenza leale”, è stato spiegato che era un modo per avere denaro pronta cassa evitando di mettere le mani nelle tasche degli italiani e che il rientro di ingenti capitali avrebbe contribuito in modo determinante alla ripresa della nostra economia.

Lo scudo fiscale, in realtà, è bene ricordarlo, è stata una ferita allo stesso principio di legalità. Un provvedimento che ha esteso una sorta di franchigia a tutta una serie di reati penali e tributari che vanno dall’esportazione illecita dei capitali al falso in bilancio, dalla falsa fatturazione all’occultamento o alla distruzione di documenti contabili, fino alle false comunicazioni sociali. Un’amnistia mascherata che impedirà, di fatto, l’utilizzo di tutti quegli elementi emersi, anche nei procedimenti giudiziari precedentemente avviati, a carico dei suoi beneficiari. Tutto ciò, insieme alla garanzia dell’anonimato – istituto che nessun altro Paese straniero ha concesso – come ha denunciato recentemente la stessa Procura Antimafia, probabilmente permetterà pure l’occultamento di fondi neri e di capitali di dubbia provenienza. Del resto, l’urgenza di fare cassa, confermata dalla decisione di anticipare la scadenza della sanatoria al 31 dicembre 2009 per poi estenderla al 31 marzo 2010 con un irrisorio aumento, dal 5 al 7% della “sanzione” prevista, è stato un espediente fatto proprio per contabilizzare tutte le entrate che ne sarebbero derivate, nel bilancio dell’anno passato.

A suo tempo avevamo avvertito che si trattava di un grande bluff, e avevamo spiegato dei suoi effetti perversi e degli scarsi risultati in termini di effettivo recupero fiscale da parte dello Stato. E giusto pochi giorni fa, riportando le cifre di Banca d’Italia che smentiscono anche il successo in termini di effettivo rimpatrio delle somme “scudate abbiamo parlato di “scudo mediatico”. Il trucco comunicativo del governo è stato tacere che l’espressione “rimpatri effettivi” comprende sia i  rimpatri veri e propri (che danno luogo ad afflussi “reali” di capitali dall’estero) sia i “rimpatri giuridici”, che ovviamente non hanno questa caratteristica. La Banca d’Italia invece  ha calcolato i soli “rimpatri con liquidazione”, che ammontano a 34,9 miliardi di euro sui 95 complessivamente regolarizzati.

In un paese normale e civile nessuno avrebbe giocato con le parole. Neppure il sempre ottimo Attilio Befera, grand commis di Stato che ha il vizio di “sposare” con grande disinvoltura le “furbate” mediatiche di Tremonti e soci. Il direttore dell’Agenzia delle entrate ha fatto affermazioni sconcertanti su presunti “giochi statistici” di Bankitalia, ai quali ha risposto Maria Cecilia Guerra su Lavoce.info. Ma così la notizia del “grande successo”, abbondantemente venduta dai giornali e telegiornali “amici” non ci sarebbe stata. Purtroppo l’ufficio studi di Banca d’Italia ha il vizio di parlare solo con i numeri, e quelli – si sa – non hanno ideologia o colore politico. Ma con i numeri, purtroppo, molti esponenti del governo non hanno – o non vogliono avere – dimestichezza. Ed ecco allora l’attacco di Roberto Calderoli, che ha accusato il governatore Mario Draghi e la stessa Banca d’Italia addirittura di far opera di opposizione al governo, diffondendo dati ridimensionati rispetto al reale importo frutto della manovra di rientro dei capitali dall’estero messa a punto dal ministro Tremonti”.

Curioso che a opporsi al governo del Paese siano freddi numeri, conti statistici, tecnici di fama, figure istituzionali come il governatore di Banca d’Italia, Mario Draghi. Un uomo che potrebbe aspirare alla presidenza della Bce, se anziché fargli la guerra un giorno sì e l’altro pure, il governo italiano lo spalleggiasse. L’unico italiano che sul piano internazionale ha una credibilità da spendere e potrebbe magari giocarla, se arrivassero tempi più bui, a favore del nostro Paese. Che la perderà sempre più, fino a quando a guidarne la politica economica e tributaria ci saranno uomini come Berlusconi, Tremonti e Befera.

     
 

10 Commenti

  1. Leftorium© scrive:

    Per la verità qualche polemica si è alzata (finalmente!) anche dall’opposizione. In particolare dal nostro “amico” del Nens, l’On. Stefano Fassina. Sta di fatto, però, che la “polemica” è stata subito esautorata dalla tv. Del resto, di questi tempi, per gli italiani la cosa più importante è solo capire come fare l’amore vicino ai laghi…

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  6. anche se fossero rientrati fisicamente 95 miliardi di euro in monetine da un euro, il giorno dopo sarebbero potuti espatriare di nuovo verso lidi dove investire proficuamente i soldi così regolarizzati

    in altre parole non c’era e non c’è e non ci sarà mai nessuna garanzia che quei soldi vengano investiti in Italia

    i capitali girano e più sono grandi e più girano e girano e girano

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  8. rebyjaco scrive:

    Ho letto questa mattina, sulla “”Locandina”" di un giornale di provincia che riprendeva notizie di Stampa Internazionale, che a far tremare il “”Cuore”" all’Europa, è l’ENORME debito che stanno creando Tremonti e DON Berlusconi che per coprire la loro incapacità di amministrare il PAESE, stanno creando una VORAGINE nella quale cadremo inesorabilmente. (Con buona pace dei banditi del tipo “”I MARCEGAGLIA”" che hanno lasciato le loro FORTUNE all’Estero ben protette e ben nascoste. VOGLIO chiarire un concetto: Stiamo andando verso il baratro, non per incapacità amministrativa, ma perchè, un GOVERNO COSTITUITO da un soggetto Psicopatico, necessitato di “PROTEZIONE GIURIDICA”" e di aumentare la propria fortuna, ha BISOGNO dell’appoggio dell’elettorato per mantenersi al “”POTERE”", di conseguenza, non POTRA’ MAI PRENDERE MISURE DI RISANAMENTO CHE COMPORTANO INESORABILMENTE UNA CADUTA DEI CONSENSI. Così siamo messi OGGI, sempre meglio di DOMANI.

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