Interni

Bertolaso-Tremonti, uno scontro sottotraccia

19 febbraio 2010

Il Pd vuole lo stop al pagamento dei tributi nelle zone colpite dalle calamità naturali. Il capo della Protezione civile è d’accordo. E promette una legge ad hoc, ma senza che il ministro si sia espresso favorevolmente.

Uno scontro nello scontro ieri alla Camera, tutto interno al Pdl. Da una parte il pupillo del Cavaliere, Guido Bertolaso, dall’altro Giulio Tremonti, l’ambizioso ministro che troppo spesso dissente dal capo.

BERTOLASO PROMETTE - Il primo tiene la scena e, così come aveva già fatto in Commissione Ambiente, promette all’assemblea che nel giro di poco tempo la maggioranza e il governo provvederanno a varare una norma che consenta a tutti i cittadini delle zone colpite da una calamità naturale (l’Abruzzo, ma anche la Toscana e le zone di Parma e Reggio Emilia colpite da alluvioni e smottamenti) di non pagare i tributi. Il secondo, invece, non proferisce parola, non interviene anche se viene chiamato direttamente in causa dalle norme proposte, infine abbandona l’aula. Due diversi modi di porsi. L’atmosfera è pesante. Il capo della Protezione Civile, ed anche Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, interviene in merito al ddl che sarà approvato oggi ignorando del tutto la presenza del ministro dell’Economia. Entrambi non si considerano, non si lasciano scappare nemmeno un saluto nelle circa due ore in cui siedono allo stesso banco, quello dell’esecutivo. Freddezza totale.

UNA LEGGE AD HOC - La polemica Pd-Pdl si accende in occasione della discussione di uno di quegli emendamenti che il centrodestra riesce a bloccare per un soffio. Proveniente della Commissione Bilancio, presentato dall’opposizione e poi bocciato dalla maggioranza con pochi voti di scarto, l’emendamento intendeva introdurre uno stop fino a sei mesi del pagamento dei tributi nelle zone in cui sia stato dichiarato stato di emergenza, rimandando a una legge ad hoc e a un decreto del ministero dell’Economia la sospensione di tasse e contributi. La legge ad hoc promessa da Bertolaso nonostante il no della sua stessa maggioranza è l’emblema dell’enorme margine di movimento garantito dal Presidente del Consiglio al suo commissario-potentato, della discrezionalità con la quale si possono mettere in atto scelte evitando ogni vincolo normativo, bypassando la prassi e il parere di ogni altro organo competente. Il veto del ministero dell’Economia e degli esperti del bilancio dello stato non interessa: Bertolaso va avanti e rassicura.

Un commento a Bertolaso-Tremonti, uno scontro sottotraccia

  1. Francesco

    Il minimo che dovrebbe fare un governo serio è BLOCCARE il pagamento delle tasse, da parte dei cittadini, almeno fino alla fine del periodo necessario a ricostruire.

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