South park: opinioni di tutti i tipi
19/09/2008 - Mutuato da “Amici di tutti i tipi”, una storia di Winnie the Pooh. La filosofia Usa spiegata con l’aiuto dei loro migliori esegeti: i ragazzi di South Park Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni
Mutuato da “Amici di tutti i tipi”, una storia di Winnie the Pooh. La filosofia Usa spiegata con l’aiuto dei loro migliori esegeti: i ragazzi di South Park
Controcorrente è la rubrica periodica – piaccia o meno – di riflessioni abr-asive su argomento a piacere del noto “pessimo elemento” Abr. Lettura raccomandata dai migliori specialisti in disintossicazione dal pensiero predigerito e rigurgitato dal mainstream “progressive”. Warning: può causare allergie, sonnolenza e dare assuefazione.
Perdonerete (oppure salterete) questo post: oltre che distratto, preso e stanco, sono sinceramente deluso. Per via di Alitalia? Nooo cheddite, anzi! Faccio il
tifo per la fine dell’accanimento terapeutico senza badare al testamento biologico del paziente: e’ piu’ forte di me, non posso soppportare la vista di bestie agonizzanti. Mentre i dipendenti di Lehman Bros. possono essere licenziati via sms la domenica sera e il lunedi’ sono tutti coi loro scatoloni a sgomberare, i piloti Alitalia si permettono di applaudire al fallimento della trattativa al grido di “emmo’ solo Statali possiamo essere!”. Tipico della diseducazione sistematica vigente sul fatto che ogni scelta, anche quella di non scegliere, comporti un prezzo da pagare. Forse va a finire davvero come piacerebbe allo scrivente – un colpo di grazia tutt’altro che “fantozziano” – ma non ci credo fin che non vedo; infatti il famoso ragionamento dell’Avvocato andrebbe rovesciato per adeguarlo ai tempi e agli ri-schieramenti dei Poteri piu’ o meno Forti: in Italia le politiche di sinistra le fanno i Governi di destra. Purtroppo.
FREEDOM, LIBERTE’, LIBERTA’ - No l’Alitalia non c’entra: sono lievemente deluso dalla stragrande maggioranza dei commenti all’altro post sul diritto individuale ad armarsi. Non certo per le opinioni contrarie espresse – dissenso no problem e poi, capirai che sorpresa, mica siamo in America o Australia – ma per un generalizzato fuori tema nei commenti: disquisizioni sulla violenza da arginare, come se i fautori dall’arma (con la “a” minuscola) fossero pro-violenza e non vedessero l’ora di sparare alle spalle dell’incauto ladruncolo; come se armarsi non fosse prima di tutto un deterrente (si vis pacem, para bellum). L’Airbag lo montano forse quelli che cercano l’incidente? L’obiettivo era suscitare una discussione su tema autenticamente libertario e antiproibizionista, sul perche’ certe liberta’ individuali siano comunemente accettate dalla conventional wisdom in vigore mentre su altre, come
appunto quella di difendersi, vige il tabu’ piu’ oscurantista. Peccato. E pensare che l’idea era di andar oltre, portando la riflessione – e la curiosita’ – in territori libertari ancora piu’ “estremi”, condividendo idee e stili di vita diffusi di la’ d’Oceano e forse poco noti qui, ancor piu’ estremi ed estranei che non i fucili incrociati sul retro del pickup. Il successivo sarebbe stato: mentre qui siamo a menarcela con dibattiti di retroguardia tipo scuola pubblica-scuola privata, laggiu’ c’e chi lotta per il diritto dei genitori a istruire direttamente i figli tenendoli a casa: l’home schooling. Figurarsi, qui da noi e’ previsto l’arresto e la perdita della potesta’ del minore. A sollevare l’argomento si rischia, al risuonare della parola “scuola”, che scattino i riflessi condizionati, si apra il thread “appassionante” e iper classico: un bel laici-confessionali … Mioddio no, un altro cineforum sulla corazzata Potemkin nooooo! Evitiamo, gli appassionati del genere trovano gia’ abbondanza di materiale in queste colonne per le loro pratiche singole o di gruppo.
CARTMAN RULES! – Parlamo allora de fascismo-antifascismo nei gggiovani de An? Lassa ‘sta non scherziamo, mai stato comunista ma manco fascista, per cui no grazie. Piuttosto …. Armati e disarmati, scuola statale e privata, America e Europa, fascismo e antifascismo … Ah le contrapposizioni ideali! Mediare, risolvere il conflitto come ha fatto Fini? Oppure non ne val ela pena, nessun confronto, meglio che ognuno se ne stia tra i suoi, e poi tutti giu’ allo
stadio, in piazza o in gabina elettorale a contarsi mentre ce le si da’ di santa ragione e senza rispetto? Abr non e’ mai stato granche’ attratto dall’approccio idealista, ‘sto antidemocratico; le sue parole ed esperienze non sono pero’ sufficientemente “alte”, a questo punto per risultare convincenti serve l’apporto conclusivo di un grande pensatore. Dal nostro pressocche’ illimitato bagaglio di frequentazioni filosofiche, abbiamo scelto all’uopo il pensiero illuminante di Cartman. Conoscete? E’ uno dei bambini protagonisti di South Park, quello piu’ “tosto”.
I’M A LITTLE BIT BLOGGER - Nella puntata nr. 100 (ep.701, serie 2003) titolata “I’m a little bit Country” del favoloso, godibilissimo e trasgressivo cartone ambientato in un (apparentemente) lindo e normale paesino americano, la cittadinanza si divide aspramente in due inconciliabili meta’ al riguardo della guerra in Iraq. Cartman vuole risolvere la questione da par suo, “all’americana”: con determinazione e onesta’ intellettuale, cioe’ senza guardare in faccia nessuno come un carrarmato, vuole trovare le radici de LA risposta, la soluzione; bianco o nero, guerra o pace, dove sta la verita’? Chi ha ragione? Alla fine un flashback onirico lo immerge a fine ‘700 tra i Padri Fondatori degli Stati Uniti; la risposta che ottiene al dilemma guerra o pace, al suo ritorno tra i divisi cittadini di SouthPark, la sintetizza piu’ o meno cosi’: “Questo Paese fu fondato da alcuni tra i piu’ intelligenti pensatori che il Mondo abbia mai visto. Erano dotati di una certezza: una nazione veramente grande avrebbe potuto entrare in guerra e allo stesso tempo, agire come se non volesse saperne . Voi guerrafondai: avete bisogno dei pacifisti, perche’ fanno si’ che il Paese sembri pieno di persone di buon senso, disposte a farsi carico dei problemi altrui. E voi pacifisti, voi avete bisogno di questi sventola-bandiere, perche’ se tutto il Paese fosse fatto solo di protestatari dalla fighetta molle, ci avrebbero gia’ fatto fuori da mo’. Ecco perche’ i nostri Padri Fondatori decisero che avremmo permesso a ognuno di pensarla come gli pare: alcuni favorevoli, altri contrari. Come dire, salvare capra e cavoli”. Belli li’ ‘sti Padri Fondatori! Mica come i nostri Costituenti …
CONCLUDENDO… – Permettere ad ognuno di pensarla come gli pare: scelta apparentemente banale e scontata, nella realta’ applicata da pochi nella vita di tutti i giorni. Approccio apparentemente idealista e poco “pratico”, nella realta’ contiene risvolti del massimo cinismo utilitaristico. Infatti gli autori del toon fanno dire a Benjamin Franklin: “ Questo significa che come nazione possiamo far la guerra a chi ci pare, ma allo stesso tempo agire come se non lo volessimo. Se consentiamo alla gente di protestare contro le decisioni del governo, allora avremo un Paese in ogni caso esente da colpe!” Ah le buone letture ( e visioni) , come sono illuminanti.













“si vis PACEM para bellum” , of course.
“Di più, io la penso come Cartman, nella puntata mitica sul 9/11: “Quindi dato che un quarto degli americani credono alle teorie cospirative, allora un quarto delgi americani sono dei ritardati mentali?”
“Almeno un quarto lo sono, si”.”
Abr, stai scazzando! Nella stupenda puntata che citi a rispondere così è Kyle, se non sbaglio. Cartman CREDE alle teorie complottiste sul 9/11 in quanto antisemita e nel 90% dei casi rappresenta il “male” secondo i libertari Trey Parker e Matt Stone (se non sbaglio uno dei due vota repubblicano, l’altro invece è proprio pro-Ron Paul).
Le uniche volte in cui la posizione degli autori (rappresentati in genere da Kyle e Stan) si sposa con quella di Cartman è quando ci sono di mezzo gli hippie, che il ciccione tenta di sterminare vestito come un disinfestatore di scarafaggi.
E nella puntata fatta durante la guerra in Afghanistan (“Osama Bin Laden has farty pants”) dove Cartman perseguita Bin Laden tipo Bugs Bunny e il cacciatore.
In genere è un sociopatico violento, pronto però a rifugiarsi sotto le gonne della mamma (o dello stato, tipo quando impietosisce il Congresso raccontando non mi ricordo che balla) se le cose gli vanno male, che appoggia sempre l’opinione più populista (ad esempio nell’epocale “Cartoon Wars”, forse il miglior South Park di sempre, preme per la cancellazione della puntata anti-islamica dei Griffin ma solo perchè odia l’umorismo di “Family Guy”).
Su South Park non mi si frega.
Che poi è assurdo che tu accusi GLI ITALIANI di essere Politically Correct. Anzi, uno dei vari motivi per cui South Park non viene completamente recepito in Italia è proprio perchè qua alcune polemiche anti-p.c. non hanno ragion d’essere… quasi altrettanto assurda l’idea che gli italiani non sappiano ridere sulle questioni socio-politiche, semplicemente la tradizione è diversa da quella anglosassone, anche se è vero che noi tendiamo ad essere più cinici e distruttivi e loro più costruttivi (sarà anche che gli USA hanno duecento anni di storia e noi duemilacinquecento?)…
P.S. sulle armi da fuoco vale la semplice equivalenza + armi = + violenza. Poco da fare, la deterrenza è una cazzata, vige invece la regola drammaturgica “se c’è una pistola in scena, a un certo punto sparerà”.
Molti omicidi e suicidi sono impulsivi e quindi la disponibilità di un’arma da fuoco li rende possibili; almeno per quanto riguarda i suicidi questa è un’opinione molto documentata.
Ok Cachorro, potrebbe essere, ho citato a memoria. Ma sorry se non vado a controllare chi ha ragione, chiunque sia la frase che conta più si chi la dica.
Veniamo al punto interessante: non concordo sulla tua analisi dei personaggi di South Park.
Nella puntata “the mystery of the urinal deuce” (quella sul 9/11), Cartman è “il solito” medioman, è convenzionale: in primis, da convenzionale un po’ babbeo, crede alla teoria complottista ed ERGO antisemita, quindi incolpa l’amichetto della cagata sulll’orinatoio prima, del 9/11 poi.
Poi però si parte testa bassa,con il suo pre-giudizio ma anche con la sua ingenua, profonda onestà intellettuale, a cercare la verità. Che risulterà essere, nell non convenzionale ma sottilmente inquietante e iperrealistico mondo di South Park, il complotto sul complotto: meglio la gente creda che abbiamo organizzato (male) tutto noi kattivoni del governo, dice Bush, piuttosto che sappiano la verità: ci siamo fatti fregare da quattro pecorai.
Carman alla fine in SP rappresenta il mean american, grezzo ingenuo ma in fondo onesto (infatti finisce sempre che è amico di Kyle), e quell’atteggiamento vale anche in tutte le altre puntate.
Sul politically correctness, non commento l’idea per me autoassolutoria che qui non ne soffriremmo. Capirei chi al limite (e a ragione) sostenga che in realtà questa nasce e p’rospera in Usa (vedi Obama). Sui nostri duemilacinquecento anni di storia (che in realtà sono meno di settanta) stendiamo un pietoso velo: gli americni sono sorti per partenogenesi? O sono scesi da Marte?
A porposito di eredità culturali, basta guardare una mansion del sud o la stessa Casa Bianca per vederci Palladio come e meglio che non a Vicenza o Possagno. E alura, di chi è l’eredità?
Sulle armi: anche qui, la vediamo in maniera diametralmente opposta.
A parte che allora Madison, Jefferson etc. (e lasciamo stare il sottoscritto) sarebbero solo dei cretini pro violenza …
In generale trovo che visioni così “bianconeresche” – i buoni e intelligenti di qua e i cattivi stupidi di là, trattando le opinioni altrui come espressioni di deficienza – portino una indiretta conferma alla mia tesi.
E conferma anche la conclusione del presente post, che nella versione originale si intitolava “Opinioni di tutti i tipi” (mutuato dal titolo di una storia di Winnie the Pooh “amici di tutti i tipi”).
(ot: avevo rimesso il titolo originale ma si è tolto ;_;, rimetto!)
Mah, in alcune storie la malvagità di Cartman raggiunge il metafisico…
Poi, nell’ordine:
a) soffriamo sicuramente di politically correctness anche noi, ma diciamo che noi giochiamo nel campionato di serie B e gli americani in Champions League.
b) il commento sulla storia non voleva essere snobismo europeo, semplicemente la constatazione che l’italiano medio è cinico per millenaria esperienza, l’americano medio vive ancora il sogno del proprio nonno, bisnonno o trisnonno (visto che pochi “americani medi” sono arrivati con la Mayflower, per dirla così…), le mansion del Sud possono essere come le ville di Palladio ma il Mississipi non è il Veneto (o qualsiasi altra regione italiana) dove ogni piccolo paesino ha il suo dialetto specifico e un campanilismo secolare nei confronti del paesino vicino e centinaia di anni di sfruttamento, di mezzadria ecc. ecc.
Un sardo che vive in Sardegna è ancora incazzato con i fenici, il bisnipote di un sardo che vive a New York al massimo si fa spedire il pecorino da Sassari.
c) Jefferson era un politico, non un criminologo; le sue motivazioni erano nobili (d’altra parte in epoca molto più recente Orwell, quando era ancora comunista, si esprimeva a favore della presenza di un fucile in ogni casa di proletari – mentre le varie forme di “handgun” erano da imperialisti), come lo sono quelle di tanti americani (non necessariamente rednecks che sparano alle lattine dietro il trailer). Ma i dati statistici in nostro possesso tendono a dire che le armi da fuoco aumentano i crimini violenti, e che avere con se un’arma rende molto più probabile finire male se si subisce una rapina.
Poi magari ora come ora delle leggi più restrittive negli USA peggiorerebbero ulteriormente le cose, ma mi sento dire che loro non sono un buon esempio da seguire, con tutto il rispetto per Jefferson e senza timore di passare per anti-americano.
Tnxs loska, in effetti non si capiva quel rif. a Winnie the Pooh.
@cachorro:
a) concordo, nel senso che qui in Eur siamo dei follower, riprendiamo approcci che nascono nascono Oltreoceano, a volte acriticamente, spesso mettendoci del nostro ( eliminando l’onestà intellettuale e rimpiazzandola col cinismo di parte).
b) continuo a dissentire: tutto sta a dove metti la cesura, il punto di partenza. Dopotutto gli Usa hanno 250 anni di storia circa, l’Italia repubblicana solo sessanta, unitaria poco più di cento …
Sono sempre processi arbitrari, alla fine ogni uomo è sempre figlio di qualcun altro, nessuno arriva da Marte.
c)
- Criminologi? Eccheccentrano? Questo è un classico tema da “poleis”, cioè di convivenza nella società, cioè politico. Il criminologo ci può fornire spunti, dati, non decidere. A tal proposito:
– “I dati statistici in nostro possesso” ci dicono che altro che armi! Dovremmo abolire le automobili: 2500 morti all’anno in Italia, senza contare feriti e invalidi, peggio che un Iraq l’anno. E’ il bello delle statistiche lette (consentimi) male: ovvio rispondere che le armi come le auto non ammazzano nessuno da sole …
- Impostare la questione così, trovo porti in territorio stantio e privo di uscite: “buoni vs. kattivi”.
Non si riesce a varcare la soglia mentale: è l’INDIVIDUO a essere intrinsecamente kattivo, e quindi è giusto che lo STATO “ci difenda anche da noi stessi”? Questo sarebbe il tema vero!
Messa così, la ripsosta non sarà più una banale “riduzione del rischio”, non trovi?
@abr
la chiami onestà intellettuale commettere un crimine, psicanalizzarci qualche mesetto sopra, ammetterlo candidamente e poi chiedere scusa? Come nei telefilm che sono lo specchio di questo Paese ipocrita a tutto tondo.L’ottimismo americano nasce da una filosofia emersoniana che, francamente, è roba da far cadere le palle! Dissento dalla tua analisi sul politicamentecorretto made in Italy, quello vero: il nostro cinismo non è poi così scontornato e “marcio” come lo vedi tu, perché checché se ne possa dire male, il cattolicesimo della gente di buona volontà -quella vera- qualche grave peccato ce l’ha fatto espiare. Agli Americani non basterebbe l’intero corso della storia per chiedere perdono dei loro peccati! Non mi vergogno di essere profondamente e sentitamente antiamericana.
Nuvola rossa, nessuno è perfetto ..
Battute a parte, io ho detto la mia, tu la tua e non siamo d’accordo.
Devo solo aggiungere che la mia idea sull’America (che contrariamente a quello che puoi credere non è 100% positiva) me la sono fatta molto pragmaticamente, immergendo la mia puzza-sotto-il-naso europoide in mezzo a loro.
Trovo invece la tua posizione ideologica, teorica, preconcetta e quindi poco convincente.
Quell’ “orgoglio anti-” poi: lo saresti stata anche nel ’43? Cool down, credo i tuoi veri dèmoni siano ben più vicini d’Oltreoceano …