Google? Molto meglio della Baia dei Pirati!
18/02/2010 - Ammetto, questa idea mi ronzava in testa da un po’. Costruirmi una rete p2p privata, con pochi amici con cui condivido gusti musicali e cinofili. Farlo bypassando i torrent e i muli, e restando sempre a disposizione anche in quei
Ammetto, questa idea mi ronzava in testa da un po’. Costruirmi una rete p2p privata, con pochi amici con cui condivido gusti musicali e cinofili. Farlo bypassando i torrent e i muli, e restando sempre a disposizione anche in quei rari momenti in cui non sono connesso. Ecco come ci sono riuscito.
I tribunali condannano Pirate Bay, in Italia vengono sequestrati i server e bloccato l’accesso a siti per trovare file torrent, ma Google è il miglior amico di chi cerca dei files, di qualsiasi genere, da scaricare. Talvolta poi negli uffici è impedito all’impiegato utente di installare programmi come Emule, o lo stesso Bit Torrent, per cui resta comunque difficile trovarsi l’album o il film la mattina per portarselo in un comodo CD a casa per la cena. Meno male che Google c’è! Attraverso quelle che sono le chiavi booleane, che fin dall’inizio aiutano i motori di ricerca a selezionare e indicizzare tutto quello che si trova in rete, senza chiedersi cosa sia legale e cosa non lo è. Facciamo una prova. Cerchiamo l’ultimo album di Peter Gabriel (che vi consiglio di comprare, è davvero molto bello). Ecco i risultati che escono.
STEP TWO – UN ALBUM O UN FILM AL GIORNO – Si trovano così dei siti che offrono download gratuiti (in generale c’è un limite per questi siti di un oggetto al giorno). Offrono anche soluzioni a pagamento, ma poi ci sentiremmo di rubare come si fa quando si comprano i dvd dai venditori ambulanti. E quindi noi clicchiamo su “gratuito”, ci becchiamo le pubblicità e dopo un minuto scarso il download partirà.
STEP THREE – CONDIVISIONE – Adesso però, oltre ad ascoltarcelo, vogliamo che i nostri amici possano ricevere il file senza inutili trafile, in modo semplice e talmente veloce da essere quasi immediato. Indovinate chi ci può aiutare anche in questo caso? Esatto, sempre Google, che da fornitore di link illegali (la stessa ragione per cui chiudono interi server), si trasforma in vero e proprio tool di deposito e condivisione. Basta avere un account Gmail.
STEP FOUR – ALEA IACTA EST – Entrate su Google Documents (per gli amici Google Docs) e iniziate a caricare i file, uno per uno, magari in una cartella creata ad hoc. La cosa straordinaria è che Google Docs è stato creato per condividere e modificare in tempo reale documenti della suite Office (file .doc, .xls, …), ma per comodità (aumentando le estensioni lette dalla grande G) hanno tolto qualsiasi limite che viene dal tipo di file. Quindi si possono caricare nel proprio spazio gratuito file compressi, video o musicali. Aggiungete i vostri amici tra chi può accedere ai singoli documenti, e loro riceveranno una bella lettera elettronica che li porterà direttamente nella cartella. Scaricare le singole canzoni prende pochi secondi ognuna, abbiamo fatto diverse prove, senza pericolo di perdere pezzettini di file per strada.
STEP FIVE – ALLARGARE LA COLLEZIONE – Un simile sistema permette a ciascun contribuente di mettere a disposizione degli altri un giga di materiale. Fuori dai controlli legali della polizia postale, in un modo veloce, sicuro e sempre accessibile. Ma un gigabyte di dati, si sa, finisce in fretta (un film in formato DivX prende almeno 700 mega). No, non è la “doccia fredda” dopo aver sognato un mondo meraviglioso di download veloci e sicuri. Ancora una volta Google ci permette di superare questo piccolo problema. Basta aprire nuovi indirizzi Gmail da aggiungere al nostro gruppo di lavoro. Magari con l’indirizzo che già dice tutto sul file che metterà in condivisione (Gabriel_discografia_2010@gmail.com, l’indirizzo ovviamente non esiste, è puramente esemplificativo). Siamo giunti alla conclusione di questa dimostrazione. Non stiamo invitando nessuno a emulare questo nostro esperimento, ma piuttosto a guardare con occhi diversi al fenomeno del rapporto tra la difesa del diritto d’autore, azioni dei tribunali, e la rete che si evolve a una velocità diversa. Ho voluto inoltre utilizzare esclusivamente Google, i “buoni”, per mostrare che il fenomeno non si può circoscrivere a pochi siti che attirano utenti “poco di buono”.













Ricorda molto la procedura di condivisione su server ftp. Solo che google offre direttamente lo spazio, per di più gratis
Bell’articolo e bella dritta
Con dropbox si possono fare le stesse cose, più velocemente (e con 2 giga di spazio). Dagli un’occhiata!
Ottimo articolo!
Si bello,
ma non serve neppure questo, basta aprirsi un qualunque blog e caricare tutti i propri file torrent descrivendoli per ben con (ad esempio) Torrent-Avatar (ITA), Torrent-Queen-We will rock you, torrent inglorious bastards etc.
google passa e archivia e indicizza tutto.
Poi chiunque vuole fa un ricerca aggiungendo torent al nome del film o della canzona trova il tuo file torrent e inizia a scaricare.
veloce pulito e ben poco bannabile
provare per credere
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