Interni

Intercettazioni, Berlusconi di nuovo contro i giudici

18 febbraio 2010

Il premier spiega ai suoi: il Ddl che giace in Senato va riproposto. E approvato così com’è, perché le conversazioni telefoniche non possono essere spiate dai magistrati. Che così però perderebbero la possibilità di svolgere indagini.

Un pranzo informale, ma dagli argomenti assai spinosi. E’ quello che ieri vedeva seduti allo stesso tavolo il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro della Giustizia Angelino Alfano e altri tra ministri e sottosegretari, nel quale il premier ha riportato in auge il suo cavallo di battaglia. Ovvero, quel Ddl per limitare l’uso delle intercettazioni che era partito con tanti strombazzamenti all’inizio della legislatura per poi finire per arenarsi in commissione Giustizia al Senato, dove attualmente giace travolto dalle critiche della magistratura e della stampa.

SILVIO RILANCIA – Ma la “barbarie” (parole sue) di questi giorni ha convinto ancora di più il Cavaliere che è il momento di intervenire per fermare quella che ritiene una deriva, e l’obiettivo è quello di approvare il testo nel più breve tempo possibile. Ma per fare ciò l’unica strada percorribile è quella di procedere senza modifiche, azzerando possibili emendamenti: se ci fossero interventi al testo, il disegno di legge dovrebbe tornare alla Camera per una nuova approvazione ed i tempi di entrata in vigore inevitabilmente si allungherebbero. La bufera abbattutasi sul governo con il caso Bertolaso si potrà usare per spiegare all’opinione pubblica che è necessario agire il prima possibile allo scopo di tutelare la privacy dei cittadini: un argomento che si potrebbe giocare anche in campagna elettorale. Anche se quelle che sono finite sui giornali non sono il frutto della violazione di un segreto istruttorio: ma questo è un fatto secondario. Così come secondario pare lo scontro che si profila all’orizzonte con l’opposizione per un’approvazione contingentata, bruciando le tappe a Palazzo Madama. «Questa vicenda ci insegna che le intercettazioni sono uno strumento indispensabile e inderogabile per l’accertamento dei reati», aveva detto proprio ieri Luca Palamara, presidente dell’Associazione Nazionale Magistrati a proposito dell’inchiesta di Firenze sugli appalti. «Altro è il tema della pubblicazione non si possono sovrapporre i due piani, altrimenti si privano i magistrati di un formidabile strumento consentendo che possano essere fatti anche accordi illeciti».

DUE SPINE NEL FIANCO, ANZI TRE – A preoccupare Berlusconi sono i due filoni di indagine che da giorni tengono banco sui giornali, proprio durante una campagna elettorale dura e difficile come si profila essere quella delle regionali. Ovvero, oltre allo scandalo degli appalti del G8, anche le ruberie di Milko Pennisi a Milano. Quello, appunto, che investe la Protezione Civile e quello sul giro di tangenti a Milano. Per questo il Cavaliere chiede agli uomini del suo partito la massima attenzione nella composizione delle liste per le prossime elezioni regionali. A chiarire quale sarà la linea del partito ci pensa Ignazio La Russa: «Con il Cavaliere ne abbiamo parlato a lungo – spiega – credo che sarà lui stesso ad annunciare che tutti i casi più delicati: per esempio, quelli di chi è indagato o coinvolto a vario titolo in vicende giudiziarie saranno esaminati dall’ufficio di presidenza del Pdl. E l’ultima parola sulla presenza in lista di questo o quel candidato sarà del vertice del partito». Ma ad insistere per la ‘pulizia’ delle candidature sono anche i finiani. Ieri la Commissione Giustizia di Montecitorio ha dato il via libera al testo ‘anti-infiltrazioni’ della criminalità organizzata nelle campagne elettorali: un provvedimento, a firma della finiana Angela Napoli,che suscita più di qualche perplessità nella maggioranza.

8 commenti a Intercettazioni, Berlusconi di nuovo contro i giudici

  1. Meglio i pizzini auto-combustibili…

  2. mario

    Certo, lo schifo non è il CONTENUTO delle intercettazioni, ma il fatto che questo schifoso contentuto diventi di pubblico dominio… ovviamente!!!

  3. gianni

    ogni volta che rischia di essere coinvolto in qualcosa di marcio ( piuttosto spesso ) attacca la magistratura, vuole fare i suoi porci comodi e non essere disturbato, questo atteggiamento,subito dopo il casino di bertolaso, da ragione alla magistratura, ormai conosciamo la bestia, non ci stupisce più nulla,speriamo in napolitano,,,

  4. maria teresa

    Curioso il Berlusca che parla di barbarie degli altri quando gli altri parlano di barbarie dell’Italia berlusconiana.

  5. stefania

    “è necessario agire il prima possibile allo scopo di tutelare la privacy dei cittadini”…ecco sì, vorrei sapere di quali cittadini si sta parlando? I bravi e onesti cittadini, che non hanno nulla da nascondere, non vedono proprio tutta questa urgenza di tutela della privacy.
    Non ne abbiamo a male se le intercettazioni continuano a servire per scoprire le magagne della gente disonesta.Invece mi sembra di capire che chi si lamenta è proprio chi ha qualcosa da nascondere e tanto da perdere…qualcuno lo vuole spiegare al nano che gli unici che vedono una vera minaccia nell’intercettazione sono lui e i suoi colleghi.

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