Pedofilia e Chiesa, quello che il Papa non dice

17/02/2010 - Risultanti deludenti dalla riunione che si è tenuta in Vaticano tra i vescovi irlandesi  e Benedetto XVI. Protestano le associazioni delle vittime di abusi sessuali. L’incontro tra il Papa e i vescovi irlandesi non è stato accolto bene dalle vittime di abusi sessuali

     
 

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Risultanti deludenti dalla riunione che si è tenuta in Vaticano tra i vescovi irlandesi  e Benedetto XVI. Protestano le associazioni delle vittime di abusi sessuali.

L’incontro tra il Papa e i vescovi irlandesi non è stato accolto bene dalle vittime di abusi sessuali da parte dei clericali in Irlanda, né dalle associazioni che si occupano di tali vicende. Il tema delle violenze subite da bambini pare sia stato affrontato solo marginalmente e che la linea seguita da Benedetto XVI non vada nella direzione di drastici provvedimenti nei confronti di chi, quegli abusi li ha compiuti. Nella due giorni di colloqui – denunciano – nessuna delle questioni fondamentali è stata affrontata.

LE VITTIME PROTESTANO -Sembra che la più importante delle priorità per la Chiesa cattolica sia l’auto conservazione e la limitazione dei danni – ha fatto sapere una delle vittime, Andrei Maddeninvece che le preoccupazioni e le aspettative delle persone che erano state vittima di abusi sessuali”. Gli ha fatto eco Christine Buckley, del Centro Aislinn, che ha descritto la riunione in Vaticano come “una farsa”, mentre il direttore esecutivo di One in Four, Meave Lewis, ha definito la risposta del Papa “estremamente inadeguata”; sulla stessa linea anche Fiona Neary, che ha bollato con l’aggettivo “scioccante” il collegamento tra indebolimenti della fede e abusi sui bambini, fatto da Benedetto XVI.

LA CHIESA RISPONDE - Sembrano non essere bastate nemmeno le rassicurazioni del vescovo di Ferns Denis Brennan, che ha definito un “momento di svolta” nel rapporto tra Chiesa e vittime degli abusi: ”Per essere stati ricevuti dal Santo Padre e dai nove capi delle congregazioni vaticane per un giorno e mezzo – ha affermato – dimostra come seriamente la Chiesa sta affrontando la questione. Abbiamo capito che il danno è stato fatto”. Ma in effetti la linea del Papa pare non essere sufficientemente netta come le vittime avrebbero gradito. “L’incontro può contribuire a unificare i vescovi e consentire loro di parlare con una sola voce per individuare iniziative concrete volte a portare la guarigione a coloro che hanno subito abusi”, ha fatto sapere Benedetto XVI.

BENEDETTO XVI RASSICURA - Nella sua dichiarazione, il Papa ha detto che tutti i partecipanti all’incontro avevano “esaminato il fallimento delle autorità della Chiesa d’Irlanda per molti anni e i casi di abusi sessuali di alcuni giovani sacerdoti e religiosi d’Irlanda“. Facendo riferimento agli abusi sessuali dei bambini come “non solo un efferato crimine, ma anche un grave peccato che offende Dio e ferisce la dignità della persona umana creata a sua immagine“, ha sottolineato poi che”la crisi più generale della fede che interessano la Chiesa e il suo ruolo nella questione abusi”.Questo indebolimento della fede è stato un significativo fattore che contribuisce al fenomeno degli abusi sessuali dei minor “, ha detto.

IL PRETE CHE FU VITTIMA - Diverso il parere di un sacerdote di Dublino, anch’egli vittima di abusi, Paddy Mc Cafferty, che avrebbe invece preferito soluzioni drastiche per i responsabili delle violenze: “Ogni vescovo, che manca delle pastorali e spirituali qualifiche necessarie per guarire la Chiesa, mettere in atto la riconciliazione, e proteggere i bambini, ora e in futuro deve andare subito via, dimettersi“, ha detto senza giri di parole. “L’approvazione del Vaticano è irrilevante – ha aggiunto – un crimine è un crimine. Si suona le guardie. Se un vescovo è responsabile per coprire l’abuso di bambino o che agisce per negligenza, le guardie devono andare alla sua porta. Forse è il tempo, quando dei vescovi avranno trascorso del tempo dietro le sbarre forse si prenderà sul serio il problema”. Denunciare gli abusi è una cosa. Prendere le contromisure, è il caso di dire, un altro.

     
 

7 Commenti

  1. Antonio scrive:

    TUTTI IN CARCERE!!!!!!!!! PAROLA DI CATTOLICO CON TANTO DI BLOG!

  2. Lucia scrive:

    Potrebbe essere una domanda assurda, ma mi chiedo, se nel reato di pedofilia di cui la Chiesa si macchia, c’entri il voto di castità!
    Suppongo che si tratti di un fattore relativo, perchè c’è tanta gente anche sposata che viola l’innocenza dei bimbi!

    • Alessandro Abis scrive:

      Concordo con Lucia: se n’è sentite di ogni tipo, perfino di bambini vittime di abusi da genitori, zii, nonni e via discorrendo di parentele strette. O con il loro consenso più o meno esplicito (il famoso “amico di famiglia”).
      Quanto all’articolo, mi viene una sola risposta (che è una domanda): che altro si aspettavano? Personalmente ho subito pensato, sentendo la notizia al tg, “condannano solo a parole”. Il signor Ratzinger sta solo agendo sul piano delle pubbliche relazioni. E’ un politico, lui.

    • vincenzo scrive:

      il problema, è che tutto quello che dice la chiesa è l’esatto opposto di quello che dice ed afferma la Bibbia! La Bibbia dovrebbe essere la carta costituzionale della chiesa.
      Nella Bibbia non c’è scritto da nessuna parte che i sacerdoti non possono sposarsi, anzi dice l’esatto contrario (I TIMOTEO, capitolo 3, versetto dall’1 al 13.

  3. AngelDevil scrive:

    Guardando le foto del grande fotografo Marco Delogu ho notato una differenza: i criminali hanno visi più bonari dei cardinali…giudicate voi: http://www.repubblica.it/spettacoli-e-cultura/2010/02/16/foto/cardinali_e_criminali_i_ritratti_di_delogu_a_new_york-2320406/1/ .
    Per la triste realtà della pedofilia dei vescovi irlandesi è sconfortante ed ingiusto per le vittime degli abusi che tutto si risolva senza un provvedimento serio.

  4. da: LA RELIGIONE CHE UCCIDE
    COME LA CHIESA DEVIA IL DESTINO DELL’UMANITÀ

    http://alessiodibenedetto.jimdo.com/novita-2010/
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php
    http://www.macroedizioni.it/libri/la-religione-che-uccide.php

    Se una setta fanatica di poche centinaia di aderenti si comportasse con le stesse strategie manipolatorie della liturgia cattolica, la reazione giusta ed immediata delle forze dell’ordine (come è accaduto con certi maghi televisivi) consisterebbe in una retata generalizzata per crimini quali: costrizione psicologica, abuso della credulità popolare, abuso fisico, psichico ed ideologico sui minori, falso ideologico, millantato credito, favoreggiamento alle devianze psichiche e sessuali, turbamento delle istituzioni democratiche, razzismo verso le minoranze religiose, contro gli omosessuali, i gay, le coppie di fatto, i divorziati, gli atei, i comunisti, i laici, il relativismo… E, invece, succede proprio il contrario: chi non è disposto ad essere abusato o denuncia il proprio violentatore è espulso dalla comunità, come nelle sette razziste. Quindi non solo non bisogna più cadere nell’inganno delle dissimulazioni clericali, rifiutando sdegnosamente – come palese imbroglio – il tentativo ufficiale di dissociazione del Vaticano dai suoi adepti pedofili. Anzi, dobbiamo altresì ritenere le gerarchie ekklesiastiche responsabili dirette di un sistema ideologico che crea le condizioni logistiche e psicopatologiche affinché il crimine si perpetui. Ed il delitto è alimentato e favorito e non punito, poiché esso costituisce la linfa vitale per riprodursi, ne è il substrato “consustanziale”, l’inconscio socio-simbolico, senza il quale l’istituzione soccomberebbe. Come nei partiti italiani: se non sei un corrotto con una lunga fedina penale di azioni criminose non sarai promosso e non potrai mai essere ammesso nel loro consesso. Ma allora, che cosa bisogna fare per liberarsi da tutto questo devastante plagio mentale e comportamentale?

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