Dalle politiche energetiche, alle guerre in Afghanistan e Iraq, forse è venuto il momento di riconsiderare se il Presidente americano sia veramente quello che avevamo immaginato all’indomani della sua elezione.
E’ arrivato l’ atteso l’annuncio di Barack Obama a favore del rilancio dell’energia nucleare negli Stati Uniti, con la costruzione di due nuovi reattori nell’impianto di Burke,
Georgia. Sarebbero i primi dopo l’incidente di Three Mile Island del 1979. Una mossa coerente con le posizioni espresse da Obama durante la sua campagna elettorale presidenziale, nonché un gesto di avvicinamento ad alcuni esponenti repubblicani favorevoli al nucleare.
UNA VIA RISCHIOSA - Ma un anno fa, al momento del suo insediamento, il nuovo presidente aveva parlato di una “rivoluzione verde”, promettendo che da un massiccio investimento nelle fonti pulite (energia solare ed eolica in primis) si sarebbe ricavato un futuro più sano e sostenibile e, allo stesso tempo, la creazione di green jobs – annuncio necessario, in un momento in cui la disoccupazione americana viaggiava verso la cifra del 9,7 % segnalata per questo febbraio 2010. Nell’analisi di Foreign Policy, la diversità tra le prime dichiarazioni di intenti e alcuni annunci successivi è motivata con la volontà di ottenere, al termine di trattative che devono “ammorbidire” anche esponenti democratici, regole che pongano almeno un tetto alle emissioni di anidride carbonica: trovare insomma una via di mezzo tra coloro che, anche nel partito del presidente, sostengono nuove campagne di trivellazioni in Alaska e i sostenitori più radicali delle energie rinnovabili, che negli Stati Uniti incidono oggi per circa l’11% del totale. Una via difficile e rischiosa, perché rischia di inimicarsi molti partner internazionali e molti sostenitori accesamente ecologisti di Obama, per conquistare pochi e incerti voti tra deputati e senatori. Ma soprattutto una misura che dà l’occasione a noi europei di riflettere. Con l’elezione di Obama, siamo stati tentati di immaginare la carica politica più importante del mondo finalmente occupata da “uno di noi”, da un concentrato dei nostri sogni e aspirazioni. Siamo stati tentati di cadere nell’equivoco che molti dei più informati e attenti osservatori delle cose americane avevano già segnalato ben prima di oggi, e che la consegna del Nobel al presidente USA non ha fatto che supportare. Dopo più di un anno dal suo insediamento, è forse venuta l’ora di rendersi conto che Obama non è la realizzazione dei nostri sogni europei. La sua politica è certo per molti versi un’inversione di rotta rispetto all’amministrazione Bush (basti pensare alla riforma sanitaria, su cui Obama ha deciso di investire con decisione la prima parte del suo mandato, o all’atteggiamento molto più conciliante verso l’Iran), ma è pur sempre un’espressione della politica – e della visione del mondo – americana, che in molti campi ha poco da spartire con la nostra.
I CONFLITTI ARMATI - Possiamo rendercene conto non solo nella politica ambientale, ma ancora di più e meglio nella scottante questione dei conflitti armati in cui gli Stati Uniti si sono impegnati dopo l’11 settembre. Anche qui, se ci badiamo, dobbiamo renderci conto che parecchio non va come ce lo eravamo immaginato. Il Segretario della Difesa americano è oggi Robert M. Gates, un funzionario tempratosi durante la Guerra Fredda e nominato a
quell’incarico da Bush a fine 2006; per molti, come segnala il lungo servizio di copertina dedicatogli dall’ultimo numero di Time, “un costante promemoria della riluttanza di Obama a ripudiare completamente la condotta di Bush nella guerra al terrorismo”. Quando Obama annunciò, lo scorso dicembre, che avrebbe inviato altri 30.000 soldati in nelle zone di guerra, ma li avrebbe ritirati a partire dal luglio 2011, Gates aggiunse in televisione che le condizioni del ritiro sarebbero state però soggette a modifiche, a seconda della situazione nei teatri bellici. Obama non smentì e oggi l’unico repubblicano nel team di Obama per la sicurezza nazionale è ben saldo al suo posto.Quanto alla situazione sul campo di battaglia, oltre ai già citati aumenti di truppe, è interessante il conto impietoso che tiene il blog di Christian Rocca: quello dei missili che colpiscono le zone di confine del Pakistan, vertiginosamente aumentati nel 2009, sposando in pieno una strategia simile a quella israeliana delle “esecuzioni mirate” dall’alto e iniziata nel lontano 2004.




Altre volte ho espresso la mia delusione per Obama. Su internet si trovano diversi documentari fatti dai suoi detrattori ma mi dicevo lo fanno perchè sono di destra. Negli ultimi tempi invece mi tocca ammettere che Obama non sta facendo granchè almeno sul breve periodo per virare la rotta intrapresa da Giorgio Camminatore Cespuglio. Io spero che si tratti solo di un attacco di iperrealismite politica acuta, per cui il presidente dovendo affrontare i “regalini” lasciatigli dal suo predecessore sia costretto a far buon viso a cattivo gioco. Temo pero’ che ci siano forze che stanno manipolando il corso degli eventi, gia poko prima delle elezioni un senatore repubblicano affermava che indipendentemente da chi sarebbe stato eletto l’apparato industriale e militare del paese avrebbe agito per preparare l’invasione dell’iran e per sistemare il sud america eliminando il pericolo Chavez e sul lungo termine dobbiamo aspettarci anche uno scossone tra cina e USA anche questo organizzato dai “grembiulini e compassi” del GOP. Chi vivrà ne vedrà delle belle.
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Riguardo all’Afghanista, c’è da specificare che Obama NON ha cambiato idea, visto che è da prima delle elezioni che sosteneva che il vero fronte era e sarebbe stato l’Afghanistan. E che l’Iraq era un falso bersaglio.
Quindi, è errato che l’autore , e Rocca, usino l’argomento Afghanistan per sostenere un presunto ” cambio” di direzione. Come fa per esempio Rocca qui
” Obama è stato il candidato contrario alla guerra in Iraq che da presidente ha triplicato le truppe in Afghanistan”
Il solito para***o per portare acqua al suo mulino di Bush was right. Obama ha sempre detto che era contrario alla guerra in Iraq, non che era contrario a qualcunque guerra. Tantomeno a quella in Afghanistan. Infatti, ha SEMPRE sostenuto che si dovessero aumentare gli sforzi in Afghanistan. Inoltre, le operazioni ” mirate” ci sono sempre state. Non so se Obama si è espresso al riguardo prima delle elezioni, ma se non si è dichiarato apertamente contro prima delle elezioni, non ci vedo contraddizone se vi fa ricorso.
IL nucleare. Obama ha dichiarato prima di essere presidente
” I think that nuclear power should be in the mix when it comes to energy,” he said as a candidate, adding “I don’t think it’s our optimal energy source because we haven’t figured out how to store the waste safely or recycle the waste.” ”
Anche qui, dove sarebbe il cambio di direzione? Forse si avevano aspettative diverse, ma non si può dire che Obama abbia cambiato granchè.
Guantanamo è un problema, ma i problemi maggiori derivano da come ” trattare ” i prigionieri che sono stati imprigionati: da Bush. Ovvero, si tratta di cercare il modo di risolvere un problema creato da altri, non di continuare sulla stessa strada.
Con ciò non voglio ” difendere” Obama, per il quale non provavo grande entusiasmo già da prima delle elezioni. Soprattutto perchè so bene che negli USa ci sono interessi economici e militari che prescindono dagli uomini e dai partiti. Però, bisognerebbe addebitare a Obama le sue vere contraddizioni, non le presunte. A maggior ragione se lo si accusa prestestuosamente solo per darsi ragione ( come nel caso di Rocca).
HO sempre sostenuto che: dal mio punto di vista, avrei preferito la Clinton. OBAMA, ha fatto quello che MI aspettavo che facesse, “”Quello che ha potuto fare”", mi ispira fiducia, Bush e Cheney, erano il peggio che abbia avuto nella Sua storia gli USA. (correggetimi se sbaglio) Obama è una persona che MERITA FIDUCIA, se fa quello che fa, è perchè va fatto. Se le stesse cose, le facesse DON BERLUSCONI, direi che NON SONO fatte bene, per la stessa ragione per cui l’avrei detto se le avesse fatte BUSH, dietro di LORO, c’è SEMPRE del marcio. Se qualcuno si aspettava DEI MIRACOLI, è più SCEMO che FURBO, mi dispiaccio per LUI.
CON I CAMBIAMENTI CHE OBAMA HA IN PROGRAMMA, CAMBIEREBE LA FACCIA DELL’AMERICA, E NON CREDO CHE IN CERTI AMBIENTI LA COSA SIA VISTA POSITIVAMENTE, INOLTRE DEVE COMBATTERE CONTRO ALCUNE LOBBY CHE SONO CONTRARIE AL SUO PROGRAMMA PERCHE’ IMPEDISCE LORO DI FARE I LORO COMODI, VEDI PETROLIERI, FABBRICHE DI ARMI ECC, FORSE HA BISOGNO DI PIU’ TEMPO
ZIO ENZO