Da Prodi a Loiero: la farsa delle primarie all’italiana

16/02/2010 - In Italia, per i risultati non rispettati, l’esito scontato ed altre anomalie, le elezioni per la scelta dei candidati va in gran parte rivista. Non è la prima volta che il centrosinistra alle prese con le elezioni per la scelta

     
 

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In Italia, per i risultati non rispettati, l’esito scontato ed altre anomalie, le elezioni per la scelta dei candidati va in gran parte rivista.

Non è la prima volta che il centrosinistra alle prese con le elezioni per la scelta del leader della coalizione in prossimità di una competizione elettorale si trova di fronte alla scelta di un perdente di gareggiare ugualmente. L’imprenditore tessile Gianfranco Alois, bassoliniano, già assessore alle attività produttive alla Regione Campania, nel 2006, sostenuto da Ds e Margherita, nonostante nelle primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alle elezioni amministrative a Caserta avesse raccolto meno voti dell’ingegnere Nicodemo Petteruti, sostenuto invece da sinistra radicale Sdi, Rosa nel Pugno e Idv, decise di candidarsi ugualmente nella corsa alla poltrona di sindaco. Le elezioni videro il successo di Petteruti, tuttora in carica.

PRIMARIE FANTASMA - E’ solo una delle anomalie made in Italy. Non l’unica. Da quando sono state introdotte nel nostro paese, il risultato delle più importanti elezioni primarie era facilmente pronosticabile già alla vigilia del voto. Plebiscito è stato sia per Romano Prodi che per Walter Veltroni. Nel primo caso gli elettori furono chiamati a votare per consentire una legittimazione popolare del professore come leader, fino ad allora esterno alla vicenda italiana, e per dare un’idea di quali fossero i rapporti di forza all’interno dell’Unione, allora in procinto di stilare il programma di coalizione. Fausto Bertinotti, ad esempio, il candidato della sinistra radicale, puntava al 25% ma fallì miseramente. Uolter, due anni dopo, grazie al passo indietro del dalemiano Bersani, fu messo di fronte a due deboli sfidanti, Enrico Letta e Rosy Bindi. La storia si è ripetuta ancora nelle successive edizioni. Per Pier Luigi Bersani, Nichi Vendola, Catiuscia Marini e infine Loiero si è trattato, più che altro, solo di capire quale fosse l’entità del distacco sugli outsider (sui quali nessuno avrebbe mai scommesso un euro).

DECIDE IL CONGRESSO - Per non parlare, infine, delle differenze con gli States, dove le primarie, diventate una istituzione pressoché generalizzata a livello nazionale, sono tutt’altro che una passerella decisa nelle segrete stanze delle oligarchie di partito. Si parte dal territorio. Si conquista il successo contea per contea e stato per stato. In regime di maggioritario puro: chi ha un voto in più vince. In Italia, invece, paradossalmente Bersani, con quindici voti circa di vantaggio su Franceschini, se non avesse superato la quota del 50% (ha ottenuto il 52%), addirittura si sarebbe potuto ritrovare in minoranza. E se, a quel punto, in sede congressuale i delegati eletti nelle liste di tutti gli altri sfidanti (Franceschini e Ignazio Marino, che ha ottenuto il 14%) si fossero coalizzati l’attuale segretario sarebbe andato sotto. E il Pd non avrebbe dato un grande esempio di partecipazione diretta degli elettori. Oltreoceano sarebbero scoppiati in una grassa risata. L’America, purtroppo, sembra davvero lontana.

     
 

1 Commento

  1. rebyjaco scrive:

    NON E’ UNA FARSA, la farsa, semmai, sono COLORO CHE NE PRENDONO PARTE, LORO sono Buffoni, Imbroglioni, etc. Vi sono situazioni in cui, coloro che potrebbero contrastare un candidato, non hanno un seguito, nel Meridione, se sei già “”ammanicato con le famiglie”", VINCERAI a prescindere, e, ne le primarie, ne i cittadini, possono evitarlo. Ma questi, sono casi limite. (penso). Nel caso di PRODI, SI, ci fu una presa per il CULO, (io non lo votai), ma era solo per vedere “”Quanti sarebbero andati a votare”", comunque, in quel momento, era l’unica USCITA ragionevole. In altre occasioni, come nel LAZIO, i PSEUDO LEADER della sinistra, quei soggetti che andrebbero gettati “”nelle Foibe”", per timore di perdere, hanno accettato di buon gusto la Bonino, (E’ SEMPRE MOLTO MEGLIO DI QUALSIASI DI LORO), Con Vendola, solo la MALAFEDE di DALEMA, ha trascinato il PD. e BOCCIA, a quella figuraccia. Comunque sia, penso che le PRIMARIE per la gente come NOI che votiamo contro la “”Spazzatura”", e vogliamo votare sempre e comunque, siano uno strumento per conoscere “”gli umori”" e la quantità dell’elettorato fedele.

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