The final Ricchiuti

The Final Ricchiuti #437

15 febbraio 2010

La Roma che vince sempre, la Roma di Ranieri, è il fallimento dell’ambiente romano. Par di vederli, De Rossi e Galopeira, chini dinanzi l’età finalmente avanzata. La Roma di Ranieri non è più la Roma. E questo lo si deve proprio a un romano. Cos’era la Roma ? Un ragazzino. Uno senza difese che si dava agli stornelli perché era convinto che vincere significasse convincere. Piacere. Insegnare addirittura, santa ingenuità. Come se a perdere s’imparasse qualcosa. Come se diventare adulti fosse altro che dimenticare. Di cosa era fatta la Roma ? Portava i calzoni alla 4-3-3, abbassava la guardia e per fare il figo si faceva poi vittima. E’ dal continuate a giocare dopo il goal contestato di Turone Del Piero, è dal chissenefrega all’ennesima zemanata, dallo stop allo show must go on che il romano Ranieri è cresciuto portandoli tutti con sé. Dietro il sipario.

3 commenti a The Final Ricchiuti #437

  1. redmail

    La Roma è Pruzzo e Venditti, Amadei e la Ferilli nuda per una notte, il borgataro comunista che odia la Lazio Littoria e che ”ci fai piangere e amarci… ancora grazie Roma”. La Roma è Andreotti e il povero Di Bartolomei, Chierico e i derby con la Lazio di Maestrelli, di Chinaglia, di Wilson e del povero Luciano Re Cecconi morto di goliardia, dei Vincenzo Tatarelli se vogliamo, nel tragico riflesso laziale. La Roma è uno struggente refrain di chi come me ha incontrato i romani fuori di Roma. La Roma è un ricordo per tutta l’Italia. Non può essere la squadra del cuore. E’ la squadra dei cuori. Nessuno può dichiararsi non romanista nello stesso modo che Croce sosteneva che non possiamo non chiamarci cristiani. Patrimonio dell’ Unesco.

  2. redmail revisited thread

    La Roma è Pruzzo e Venditti, Amadei e la Ferilli nuda per una notte, il borgataro comunista che odia la Lazio Littoria e che ”ci fai piangere e amarci… ancora grazie Roma”. La Roma è Andreotti e il povero Di Bartolomei, Chierico e i derby con la Lazio di Maestrelli, di Chinaglia, di Wilson e del povero Luciano Re Cecconi morto di goliardia, dei Vincenzo Paparelli ( ho confuso con il defunto di AN) se vogliamo, nel tragico riflesso laziale. La Roma è uno struggente refrain di chi come me ha incontrato i romani fuori di Roma. La Roma è un ricordo per tutta l’Italia. Non può essere la squadra del cuore. E’ la squadra dei cuori. Nessuno può dichiararsi non romanista nello stesso modo che Croce sosteneva che non possiamo non chiamarci cristiani. Patrimonio dell’ Unesco.

    • c

      hai notato!? ”the final” è mutato prolessicamente nel guerin sportivo! tutti se ne fottono del calcio e si insiste con lui …che privilegio il web esentato dall’audience
      è come Costanzo con ”Memorie del bianco e nero”…la fama paga…fa prodotto impresa …resti tu e quello là dell’Inter che ce l’ha coi froci

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