La gelatina che soffoca questa povera patria

15 febbraio 2010

Un vento gelido accompagna questo infinito inverno italiano fatto di tangenti, appalti, sesso e potere, questo “sistema gelatinoso” che emerge dall’ennesima “ordinaria storia di corruzione”.  Il vento gelido dell’indifferenza mista a rassegnazione con cui la pubblica opinione osserva questa “povera patria, schiacciata dagli abusi del potere di gente infame, che non sa cos’è il pudore”, questi amministratori e funzionari pubblici disinvolti e imprenditori senza scrupoli. Un vento che porta una domanda, mentre chi nacque nell’anno in cui l’Italia fu scossa da Mani pulite si appresta a diventare maggiorenne: in Italia esiste una questione morale?

Perché le cronache di questo lungo inverno italiano raccontano di guerra alle intercettazioni, di denunce per una giustizia politica ad orologeria, di discorsi sulla supremazia degli “eletti” rispetto ai giudici “pubblici dipendenti”. Non di indignazione, schifo e rabbia per questo imperversare di comitati d’affari che prosperano giustificandosi con un “così fan tutti” o in qualche caso addirittura vantandosi delle loro gesta. Sembra che i più si preoccupino del dito degli “eccessi di giustizialismo” – che pure ci sono – anziché della luna della “corruzione diffusa”.

Corruzione diffusa dalla Puglia all’Emilia, dal Piemonte alla Lombardia, fino al caso della Protezione civile. Tutti coinvolti, dal sindaco di Bologna Pd Flavio DelBono con il “Cinziagate” al consigliere PdL “giovane liberale”  Camillo Pennisi detto Milko che con sconcertante disinvoltura intasca una mazzetta davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano. Unica differenza, per ora, sono le dimissioni dei politici di centrosinistra rispetto all’arroganza degli altri, che tuonano contro le “toghe rosse”.

Anche il vento dell’indifferenza che gela le ossa non è né di destra né di sinistra, così come la scarsa reazione al sistematico attacco alle istituzioni di garanzia e al proliferare sotto la bandiera “del fare” di filiere autoreferenziali di corrotti e corruttori, sottratte a qualsiasi controllo. Un’indifferenza bipartisan, spia di un livello degli anticorpi della nostra società  sceso (o sempre rimasto?) ben sotto il livello di guardia. Eppure questa non è la tangentopoli che “Mani pulite” scoperchiò 18 anni fa. E’ peggio. Allora si agiva anche per conto del partito, ora quasi sempre per carriera e arricchimento personale. Allora un po’ ci si vergognava, adesso si attacca chi indaga.

11 commenti a La gelatina che soffoca questa povera patria

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  3. Z

    Sottoscrivo fino all’ultima sillaba.

    Anche a me l’editoriale di Salvato aveva suscitato qualche perplessità.

    Non si tratta d’invocare la ghigliottina, ma di aspirare a vivere in un Paese normale, non dico la Germania o la Svezia, ma nemmeno in questa repubblica delle banane, dove tutto è possibile, ma solo il peggio è reale.

    La certezza del diritto è uno dei principali strumenti di giustizia sociale all’interno di un ordinamento liberale. E’ la legge che dovrebbe impedire al comune cittadino di essere completamente annichilito da chi esercita il potere.
    Chiedere trasparenza e legalità oggi, significa evitare la guerriglia urbana di domani, emigrazione, sradicamento e morti ammazzati.

    Fa una certa impressione sentir parlare di giustizialismo nel Paese più corrotto dell’occidente, un Paese in cui il confine tra cosa pubblica e interesse privato è ormai scomparso, dove la sperequazione sociale ci riporta indietro di due secoli, un Paese in cui lo Stato ha ceduto il controllo di buona parte del proprio territorio alla criminalità organizzata.

    Ma soprattutto è deprimente che a parlarne non sia uno sprovveduto, ma un ottimo giornalista, ovvero una persona, che per raccontare la storia recente del proprio Paese ha dovuto, più spesso che no, occuparsi di cronache giudiziarie.

  4. Un velo di tristezza, stiamo andando in una brutta direzione.
    Ho scritto qualcosa alla pagina http://felipegonzales.blogspot.com/2010/02/la-mazzetta.html

  5. stefania

    Davvero oggi più che mai un italiano di destra o di sinistra deve chiedere ad alta voce più trasparenza, più legalità, più onestà, più decoro, più morale, più serietà a tutta la classe politica. NON SE NE PUO’ PROPRIO PIU’

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  7. giorgio

    Attenzione, però, a non mescolare casi diversi che hanno una gravità e un impatto sociale ben differenti. Tutti colpevoli, nessun colpevole? Non è così, se no si rischia di fare veramente il gioco dei veri delinquenti. Compito degli onesti è di evitare che un velo grigio copra tutti gli scandali, piccoli e grossi, in una gelatina indistinta, senza che possiamo renderci conto di chi effettivamente, anche in base al livello di responsabilità che ricopre, non è degno di ricoprire incarichi pubblici e merita una sanzione severa.

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  9. rebyjaco

    Anche FINI, nel SUO meritevole intervento sulla Corruzione, ha cercato di nascondere qualcosa. LUI sostiene che chi ruba, OGGI, lo fa nel proprio interesse, ma non è così, diciamo che i “”Partiti”" cercano di finanziarsi con i “”Contributi volontari”" che ottengono dagli Imprenditori… (definiteli Voi). Comunque sia, i DIRIGENTI dei Partiti, sanno e/o immaginano, come i propri rappresentanti si procurano i “”Tesoretti”" di cui fanno sfoggio. Il Don Abelli “”da milano”", non poteva non sapere dei “”Gloriosi affari”" della Propria Consorte e di come si realizzavano, credere il contrario, sarebbe come se la “La mano destra, non sapesse cosa fa la sinistra”" Fantasie, ma purtroppo hanno imbrigliato LA GIUSTIZIA, e non ci sono prove che valgano per condannare i “”Delinquenti”" e quando ci sono, patteggiano, pagano una “”Cifretta”" (in proporzione al mal avuto), e VIA col vento!!!

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