|

Il film blasfemo che fa arrabbiare i cristiani

Secondo l’Hindustantimes 100 persone, rappresentative di cinque diversi gruppi di protesta, si sono radunate al di fuori della “Cinecittà” indiana, ovvero la “Indian Motion Picture Producers, Impaa, per protestare contro la rappresentazione data nelle produzioni bollywoodiane dei cristiani.

LE PELLICOLE OFFENSIVE – I contestatori se la sono presa in special modo con le pellicole: “Kamaal Dhamaal Malamal” e “Kya Super Kool Hai Hum”. La protesta, simile più che altro ad un flash mob, è partita dalla chiesa di San Pietro nel quartiere periferico di Bandra, a nordovest di Mumbai. I manifestanti hanno fatto un picchetto anche di fronte alla Film Makers Combine, Fmc, distante pochi chilometri.

 

LEGGI ANCHE: Lo spot anti-fumo nei film con sigarette

 

CRISTIANI UBRIACONI – Costoro appartengono all’associazione dei cattolici preoccupati, del forum secolare dei cattolici e della gioventù cattolica di Maharashtra ed i cattolici per la conservazione della fede. I manifestanti hanno chiesto di cancellare le scene ritenute sgradevoli, come quella di un prete danzerino in  Kamaal Dhamaal Malamaal. Secondo gli oppositiori, i cristiani vengono raffigurati in generale come una massa di ubriaconi, mentre le donne vengono rappresentate come personaggi decisamente “facili”.

IL CENSORE DELLA CHIESA – Inoltre vorrebbero la nomina a “censore” di un personaggio nominato dall’arcidiocesi di Mumbai il quale dovrebbe tutelare così la comunità cattolica. Inoltre, secondo loro, consentire la distribuzione di un film come Kamaal Dhamaal Malamaal senza la loro autorizzazione rappresenta una beffa ulteriore e difficilmente sopportabile in quanto si tratta di una pellicola che insulta la fede. In realtà la pellicola è passata al vaglio del comitato per la censura ma il loro verdetto fu positivo, deludendo le speranze degli attivisti cattolici.

LOBBYSTI – Questi, per vendetta, hanno chiesto le dimissioni del responsabile del comitato di controllo indiano, Pankaja Thakur, oltre all’allontanamento di Leela Samson, a capo dell’istituto di certificazione dei film. Infine, come ultima richiesta, vorrebbero la chiusura dell’ufficio della censura di Mumbai, in quanto secondo loro si tratta solo di un’emanazione di una lobby industriale insensibile rispetto alle esigenze della comunità. I produttori hanno accolto le loro proteste, promettendo di affrontare la questione del sentimento religioso.

LEGGI ANCHE: