“D’improvviso ha rifatto capolino l’ipotesi di un nuovo sorteggio arbitrale, avallata nientemeno che dal presidente della Lega , Maurizio Beretta. Dopo essere stata tanto vituperata, la scelta per accoppiamento di partite e arbitri torna in discussione, ma c’è chi l’ha presa male, scaricando contumelie contro Beretta. Intuisco che il sistema stia bene così com’è a chi lo appoggia, a me pare però evidente che, se qualcuno fa proposte diverse, questo affonda in un diffuso stato di disagio, di cui mi pare efficace interprete Zamparini. A Collina, unico a decidere in questo momento sugli accoppiamenti, il buon Maurizio non le ha mandate a dire: “Non sempre un buon arbitro sa essere anche un buon designatore”. Zamparini ha lanciato un’altra proposta rivoluzionaria, un voto di merito dato dalla Lega agli arbitri alla fine dell’anno, con uno sbarramento al 4: chi si ferma lì non arbitra più in serie A. Dubito che la proposta venga portata avanti, ci sono situazioni consolidate che neanche un intrepido come Zamparini può modificare.
Una volta la Gazzetta dedicava una pagina intera al processo Calciopoli. Non c’è più. Un ripensamento sensato a patto che il poco spazio che ora viene dato basti per una informazione completa. Così non è successo per l’ultima udienza in cui sono stati riportati un paio di punti ed è stata del tutto ignorata una mia dichiarazione, che mi permetto di definire importante. Mi chiedo se la spesa dell’inviato (al processo) valga l’impresa di produrre un’informazione incompleta e parziale”
-da “Mi pare che…”, Luciano Moggi, Libero 12/02/10-
