Veltroni e l’arte della guerra
18/09/2008 - Fossi in Walter Veltroni, io non guarderei con sufficienza e compatimento la proposta di Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi sulle coppie di fatto che ha fatto arrabbiare Giovanardi. Non tanto per il nome DiDoRe, ridicolo almeno quanto i Dico e i
Fossi in Walter Veltroni, io non guarderei con sufficienza e compatimento la proposta di Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi sulle coppie di fatto che ha fatto arrabbiare Giovanardi. Non tanto per il nome DiDoRe, ridicolo almeno quanto i Dico e i loro succedanei, ma per l’idea:”un testo unico senza spese per lo Stato’ il diritto in caso di malattia, di visitare il convivente, e di accudirlo, di designarlo come rappresentante per le decisioni in materia di salute, donazione degli organi, trattamento del corpo e celebrazioni funerarie. E doveri: ad esempio, gli alimenti”. Nessuna mimesi del matrimonio, e questo sarebbe anche antipatico, ma è comunque una proposta che viene da due parlamentari del centrodestra. Di più: da due ministri. Che ha fatto innervosire persino Famiglia Cristiana. Che volete di più?
Basterebbe che Veltroni si dicesse pronto ad appoggiare in parlamento la proposta, in nome del meno peggio: è comunque qualcosa, turandoci il naso, la votiamo anche noi. A quel punto i due dovrebbero presentarla davvero, e il PD potrebbe decidere di non toccarla (per non dargli la possibilità di filarsela alla chetichella). Il disegno andrebbe alle commissioni, e poi in Aula: è facile che qualcuno in crisi di coscienza nel PdL lo trova. Sarebbe un’iniziativa politica. Che potrebbe perlomeno un pochino mettere in difficoltà il governo e la maggioranza, farli litigare un poco. Poi, se Brunetta e Rotondi si ritirano prima, la figuraccia ce la fanno loro. Altrimenti, in ogni caso se ne parla. …Ah, ma dimenticavo. Veltroni non può farlo. Perché pur avendo detto cose serie e di realismo nel discorso di Torino che inaugurò la sua campagna elettorale nelle primarie, nel frattempo tante cose son cambiate. Nel partito (?) è debole, e i cattolici che lo appoggiano (la Binetti votò per lui, così come Bobba). Insomma, una proposta del genere rischia di mettere in difficoltà più il PD che il PdL. E’ questo il ridicolo della questione.
Ieri la sua gran figura ha deciso di farla Mara Carfagna: “Il procuratore capo di Trento, Stefano Dragone, critica il ddl: «Ma quale prostituta pagherà quei 200 euro? È assurdo costruire nuove fattispecie penali quando il processo non si può fare: è impossibile fare processi a extracomunitari irreperibili». Sferzante la replica del ministro delle Pari opportunità: «Saranno le forze dell’ordine a identificare i fermati, poi ci sarà un regolare processo e la condanna sarà eseguita al momento del rintraccio»”. Ministro, non per essere pignoli, ma che vuol dire rintraccio? Vuol dire forse che, essendo ovvio che non ci sarà carcerazione preventiva, le prostitute che prenderanno la multa, non avendo fissa dimora, la pagheranno solo quando la polizia le ritroverà? E se non le ritrovano? E se fosse molto probabile che non le ritrovino? E se è praticamente sicuro che non le ritrovano?
C’è chi con audacia e sprezzo della melma si azzarda a fare un paragone tra Lehman Brothers e Alitalia. “Da una parte abbiamo una banca che è stata lasciata fallire, con pesanti impatti sui mercati finanziari. Dall’altro una compagnia aerea che si vuole mantenere in vita a tutti i costi nonostante siano molti i dubbi sulla effettiva capacità di “fare business” anche in futuro”. In America, Lehman fallisce. In Italia, si fa di tutto per mantenere in vita un’azienda in stato di morte celebrale da almeno 7 anni. Son cose. A tal proposito, parrebbe che oggi si parli di offerta irrinunciabile a cui rispondere entro le 16. Tre gli scenari possibili: “1) La notte porta consiglio, gli sforzi raggiungono la mediazione possibile con tutti i sindacati e il piano Fenice decolla; 2)Il punto di mediazione viene trovato tra i confederali ma restano fuori tre sigle, piloti e Sdl per cui è impossibile “far volare 153 aerei con solo 1550 piloti come vorrebbe fare Cai”. In questo caso il piano Fenice potrebbe decollare lo stesso esponendo però il nuovo acquirente a scioperi e pesantissimi disagi. Una condizione che sta molto stretta a Colaninno. 3) Il Piano fallisce, Cai ritira l’offerta, Alitalia è a un passo dal fallimento. Potrebbe farsi avanti un acquirente straniero”. Secondo me oggi firmano. “Se cadrà, non sarà per colpa nostra”, fa sapere Angeletti. Chissà perché non ha detto la stessa cosa con Air France. (Ma questo, se ha una coscienza, se lo starà chiedendo anche lui).
Il premio produttività giornalistica del millennio va al sito milano.cronacaqui.it, che ieri ha pensato bene di ricopiare e incollare questo articolo di Ciro Ascione (qui vedete le foto: uno, due e tre) comparso su Giornalettismo spacciandolo per suo, senza verificare l’esistenza di fonti e senza farsi nemmeno lontanamente insospettire dal titolo della rubrica “Serpente di mare”, che nella storia del giornalismo vuol dire qualcosa. Lo hanno tolto qualche tempo dopo, non appena ho inviato un commento con la form apposita accusandoli di violazione del copyright e fesseria (e ovviamente non hanno verificato che fossi davvero io il titolare dei diritti, e se potessi contestargli ex lege qualcosa). E oi ci si chiede come mai gli editori vogliano risparmiare sui contratti? Già, perché? E a proposito di produttività giornalistica e invidia del pene, ricordiamo urbi et orbi che questo è un sito aperto alle collaborazioni esterne. Chiunque può segnalare notizie – anche scrivendo alla email (giornalettismo@gmail.com) – oppure entrare in redazione in pianta stabile, per darci una mano (troviamo qualcosa da fare a tutti, siamo peggio dei piani per la piena occupazione delle dittature), oppure ancora segnalare il suo sito/blog nel Network. Giornalettismo: Mai Più Senza!













Eh si…tanto ma tanto invidiosa… vorrei essere bella quanto lei!!!