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Appalti, soldi e sesso: terremoto sulla Protezione civile

11 febbraio 2010

L’ordinanza dei magistrati sul sistema Balducci: “Totale asservimento della pubblica funzione agli interessi privati”, “Rilevantissime ripercussioni finanziarie ai danni del bilancio dello Stato”. Il gip non ha dubbi: quella che è costata l’avviso di garanzia a Bertolaso è una delle più inquietanti vicende di malaffare

Quello che è balzato agli onori della cronaca ieri è uno dei più gravi casi di commistione perversa tra politica e affari, un’inquietante vicenda di malaffare, un sistema definito “gelatinoso”, non dalla magistratura, ma dagli stessi protagonisti. Nonostante, come emerge dall’ordinanza del gip, i favori ricevuti dai corrotti non siano stati ripagati in denaro ma più semplicemente in mobili, cellulari, soggiorni in hotel, ristrutturazioni di immobili privati ed altri benefit, si tratta di un fatto criminoso di prim’ordine. Per dare la dimensione del livello di corruzione, gli investigatori si “limitano” a dire che è pari al livello dei personaggi eccellenti coinvolti. Sono quattro gli arrestati.

DANNO GRAVE ALLO STATO – Finiscono in manette l’imprenditore romano Diego Anemone, dell’omonimo gruppo di costruzioni, e tre uomini legati alla sfera politica: Angelo Balducci, presidente del consiglio dei lavori pubblici, e gli ingegneri Fabio De Santis e Mauro della Giovampaola. Pesanti le accuse a loro carico. Secondo gli inquirenti della Procura di Firenze le indagini, nell’ordinanza definite “lunghe, articolate, complesse e ben calibrate”, avrebbero permesso “di accertare in modo chiaro ed inconfutabile il totale e incondizionato asservimento della pubblica funzione” agli interessi dell’imprenditore Anemone, uomo che sarebbe “al centro di una complessa e intrecciata galassia di società ben articolata”. Si tratterebbe, insomma, di una pratica e di uno scambio di favori non occasionali e di entità non secondaria: “I fatti emersi – scrive il gip Rosario Lupo nell’ordinanza di custodia cautelare – sono gravissimi proprio per la sistematicità delle condotte illecite e dei rapporti illeciti e di cointeressenza tra gli indagati e per le rilevantissime ripercussioni finanziarie ed economiche ai danni del bilancio dello Stato”. Tutto ciò sarebbe stato possibile – scrive il gip – grazie ad “una normativa ampiamente derogatoria delle ordinarie regole in materia di aggiudicazione degli appalti pubblici che presuppone in chi la deve gestire ed applicare ancora di più un rispetto delle regole di trasparenza, fedeltà, imparzialità e di efficienza imposte da legge e Costituzione ai pubblici ufficiali”.

LE OPERE SOTTO ACCUSA – Con simili premesse i lavori al centro della vicenda non possono che essere alcune delle più importanti opere in cantiere nel Paese. Non è un caso che alle società riconducibili ad Anemone erano state assegnate tre gare d’appalto relative al G8 che si sarebbe dovuto svolgere alla Maddalena nel 2009, opere riguardanti precisamente la realizzazione del quarto, quinto e sesto lotto di interventi infrastrutturali e complementari, ovvero il palazzo della conferenza e dell’area delegati, la residenza dell’Arsenale e l’area stampa e servizi di supporto. Nelle mani dell’imprenditore romano sono poi finiti anche due appalti per opere da realizzare nell’ambito delle celebrazioni per il 150esimo Anniversario dell’Unità d’Italia del 2011: il completamento dell’aereoporto internazionale dell’Umbria SantEgidio di Perugia e il nuovo Parco della musica a Firenze dove deve sorgere il nuovo Teatro del maggio Musicale. Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, inoltre, sarebbero finite, tra le altre, pure le gare d’appalto per i mondiali di nuoto di Roma 2009, per la ristrutturazione dello stadio centrale del Foro italico, per la realizzazione del nuovo Museo dello sport di Tor Vergata, quella per la scuola per marescialli dei carabinieri di Firenze. Una valanga di denaro che sarebbe stato puntualmente e doverosamente contraccambiato ai tre tecnici. Il prezzo della corruzione sono ristrutturazioni di immobili, auto di lusso a sbafo, assunzioni di domestici e figli, favori sessuali con pagamento di escort a domicilio.

9 commenti a Appalti, soldi e sesso: terremoto sulla Protezione civile

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  2. maria teresa

    Massì che erano un paio di giorni che non c’era uno scandalo con un po’ di sesso in mezzo e cominciavo ad annoiarmi: del resto se Marrazzo vuole tornare in rai significa che veramente è tutto un teatrino, con gli attori che si passano i ruoli a seconda dei periodi.

  3. Sottovento

    E tralasciamo il sesso…facciamo finta di nulla per un istante in quel caso!
    Ma lo spreco di 327 milioni di euro in opere incompiute spostando il G8 per andare a far passerella fra i terremotati e’un’ indecente schifezza alla faccia dei sardi, prima di tutto!

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  8. ma ormai il sesso c’e sempre

  9. si sa che a certi livelli ci sono i premi

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