Non Solo Cosentino. Le tante ombre del Pdl campano
11/02/2010 - CALDORO CHI? – I successi romani però non gli hanno portato grandi riconoscimenti nella natia (politica) Campania. In realtà, Caldoro è nato in Molise, a Campobasso per la precisione. E’ stato candidato alle elezioni provinciali nel 1999. Fu un disastro.
CALDORO CHI? – I successi romani però non gli hanno portato grandi riconoscimenti nella natia (politica) Campania. In realtà, Caldoro è nato in Molise, a Campobasso per la precisione. E’ stato candidato alle elezioni provinciali nel 1999. Fu un disastro. Questo triste precedente, manco a dirlo, fa temere in molti nel suo nuovo partito, tanto che i suoi diversi detrattori lo ricordano in continuazione. Sembra che lo stesso Cosentino l’avesse ribadito direttamente a Berlusconi. Del resto, il premier si è convinto a sciogliere la sua riserva sul “giovane Stefano” solo dopo aver convinto Cosentino a dirottare i suoi consensi sull’ex socialista. Proprio su questo gli avversari del centro-sinistra stanno accendendo i riflettori.
Enzo Amendola, il segretario regionale del Pd, ha velenosamente punto l’avversario dicendo: “Caldoro è una persona rispettabile, di buon gusto, di ottima civiltà politica. Però rispetto all’esperienza del sindaco De Luca non esiste confronto. Quello che ci preoccupa di più sono Cosentino e Landolfi“, proiettando così su Caldoro le ombre lunghe dei due potenti e discussi coordinatori del Pdl. Basti pensare che nel comunicato dell’ufficio stampa del Pdl, all’atto della presentazione delle “linee programmatiche del progetto Campania“, il nome del candidato Governatore che, di prassi, dovrebbe figurare al di sopra di tutti gli altri in campagna elettorale, è stato retrocesso in terza fila dietro, manco a dirlo, a Cosentino e Landolfi.
CESARO, O’ FEDELISSIMO – Nel frattempo, Gaetano Vassallo, il pentito del clan del Casalesi, dopo aver raccontato agli inquirenti i presunti rapporti intercorsi tra Nicola Cosentino e il potente clan camorrista del’Alto casertano, ha dichiarato pure che l’attuale presidente della Provincia di Napoli e deputato del Pdl, Luigi Cesaro avrebbe operato per conto della criminalità. Anche questa volta al centro della vicenda ci sarebbe la “monnezza” e in particolare il suo lucroso ciclo di smaltimento. Cesaro, uomo di fiducia dello stesso Cosentino, gode, evidentemente, pure dell’ubiquità necessaria tanto da essere, allo stesso tempo, presidente della Provincia di Napoli e deputato del Pdl. L’ex presidente della Provincia, il sociologo e presidente dell’Osservatorio anticamorra, Amato Lamberti una volta lo definì “Un politico in odore marcescente di collegamenti con la camorra“. Oggi l’ex imprenditore di camorra, Gaetano Vassallo, adesso collaboratore di giustizia, tratteggia nelle sue dichiarazioni un quadretto davvero desolante che, se le sue accuse dovessero essere confermate, getterebbe nuovo discredito sulla realtà dei vertici campani di Forza Italia, oggi Pdl. Già all’atto della sua elezione, Cesaro fece molto discutere. Su Youtube imperversano ancora i video che lo ritraggono in atteggiamenti, diciamo così, curiosi, mentre lui stesso ci tiene a far sapere che, personalmente, ogni settimana, invia della mozzarella di bufala “quella doc, originale, che se la schiacci esce ancora la goccia di latte, tanto che è fresca” a Silvio Berlusconi. Vassallo sostiene che Cesaro avrebbero favorito gli interessi del boss casalese Francesco Bidognetti, alias Cicciotto ‘e Mezzanotte, condannato definitivamente all’ergastolo nel celebre maxiprocesso “Spartacus”. Un’accusa grave, comunque tutta da verificare.
LE OMBRE SU CESARO – I Cesaro, almeno in termini politici, sono un potentissimo clan che governa Sant’Antimo, paesotto dell’agro aversano, a nord-est di Napoli. Luigi, Raffaele e Aniello Cesaro sono i referenti “azzurri” dell’area e lo stesso Luigi in passato è stato pure sindaco della cittadina. “Quando nel 1991 – si legge su sito di terranews – il Comune di Sant’Antimo viene sciolto per infiltrazioni della camorra Aniello Cesaro, all’epoca consigliere comunale, viene citato nei verbali con riferimento alle attività estorsive del boss Raffaele Puca; la cooperativa di famiglia, la Raggio di Sole, è additata come un’attività di copertura della camorra e lo stesso Luigi Cesaro, in qualità di assessore alle Finanze in carica, all’epoca, è anche costretto a darsi alla latitanza“. Il decreto di scioglimento del Ministero degli Interni recita: “I rapporti dei carabinieri [...] evidenziano che si è in presenza di una struttura pubblica che strumentalizza le proprie iniziative alle finalità dei nuclei delinquenziali operanti nel territorio“. La vicenda, poi, dopo qualche tempo, si risolve
in una bolla di sapone, almeno per l’attuale presidente della Provincia che viene prosciolto dalle accuse. Tornato in politica, Luigi Cesaro stringe da subito una forte alleanza con Nicola Cosentino che, assieme all’altro Coordinatore regionale del Pdl, Mario Landolfi gli assicurano la candidatura alla Provincia di Napoli mentre, appena un anno prima, era stato scelto e “nominato” dallo stesso Silvio Berlusconi deputato alla Camera. Se provate a chiedere in giro qualche opera fin qui meritoria e degna di citazione dell’operato di Cesaro a Piazza Matteotti (la sede della Provincia di Napoli), nessuno vi saprà rispondere. Eppure quasi di nascosto, come un fiume carsico, qualcosa si muove… Sembra che Cesaro in appena 15 giorni abbia nominato, di suo pugno, ben tre consulenti presso l’ufficio di presidenza. tanto da far dire alla parlamentare del Pd, Luisa Bossa: “Il presidente Cesaro forse vuole entrare nel guinness dei primati. Tre consulenti in quindici giorni. Di questo passo dove arriveremo?” “Capisco – dice la Bossa – che per fare fronte al doppio incarico di deputato e Presidente della Provincia, Cesaro abbia bisogno di far crescere il suo staff, ma perché questa esigenza si deve scaricare sulla cittadinanza? E soprattutto – conclude -, che cosa ne pensa il candidato governatore del centrodestra Caldoro che, proprio mentre Cesaro assegnava tre nuove consulenze, annunciava che, in caso di vittoria, lui non assumerà alla Regione nessun collaboratore esterno?” Già che dirà? Per ora non ha ancora proferito parola. Per Caldoro, Cesaro non esiste o quasi. Per il fedelissimo di Cosentino&Landolfi, c’è da scommetterci, vale lo stesso per Caldoro.













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Che strano, mentre i consorzi dei rifiuti non vengono intaccati, perchè sono coinvolti i magistrati e giudici quali presidenti dei collegi dei sindaci, escono fuori illazioni di connivenza per i politici della PdL.
Caso inspiegabile.
Mah, le vie del ….. la camorra sono infinite !!!
NON LEGGO I COMMENTI MA SOLO QUELLO CHE PROPONE IL SITO IN CALCE ALL’ARTICOLO:
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Le stelle sono tante
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Caldoro • camorra • campania • cosentino • Luigi Cesaro • pdl
NELLA LISTA DEI “POTREBBERO INTERESSARTI” C’E’ SCRITTO [...]MAFIA[...]
PER NONO PARLARE CHE NEI TAGS (OVVERO LE PAROLE CHIAVE PER LE RICERCHE WEB) C’è DI FIANCO ALLA PAROLA “CALDORO” LA PAROLA “CAMORRA” SECONDO VOI C’E’ DA LEGGERE E/O COMMENTARE QUALCOSA SU QUESTO SITO??? VERGOGNATEVI COMUNISTI AVETE ROVINATO L’ITALIA
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