Il De Luca che non piace alla sinistra
10/02/2010 - Le posizioni del candidato del centrosinistra in Campania, in materia di giustizia, immigrazione e welfare, sono notoriamente mal digerite da buona parte del suo elettorato. Un apposito canale di YouTube mette l’accento sulle questioni che a sinistra generano maggior malessere
Le posizioni del candidato del centrosinistra in Campania, in materia di giustizia, immigrazione e welfare, sono notoriamente mal digerite da buona parte del suo elettorato. Un apposito canale di YouTube mette l’accento sulle questioni che a sinistra generano maggior malessere
C’è un Vincenzo De Luca che, tra il suo elettorato di riferimento, fatica a diventare simpatico. E’ il De Luca sindaco sceriffo e intransigente nei confronti degli immigrati e che in materia di sicurezza ha idee che, secondo la comune accezione, sono tutt’altro che di sinistra. E sul web qualcuno ha pensato di provare a mettere il dito in quella piaga rappresentata dal malessere che una parte della sinistra nutre. Si chiama 5cucco5 l’utente di YouTube che da soli 5 giorni ha creato un canale anti-De Luca e ha incominciato a pubblicare solo ed esclusivamente video fastidiosi per la platea che sostiene l’accoglienza, l’integrazione e la tolleranza degli immigrati, che apprezza il reddito di cittadinanza e non ne vuol sentire parlare di critiche alla magistratura. 5cucco5 non è certamente uno sfegatato del centrodestra, anzi, presumiamo che non si sia mai minimamente identificato in quello schieramento, visto che tra i suoi video preferiti la fanno da padrone immagini del tipo: “Berlusconi: lo stalliere Mangano non fu un eroe”, “Berlusconi difende Dell’Utri e Mangano”, e via discorrendo con contestazioni ricevute dal Premier e le gaffe tra le più clamorose della sua quindicinale esperienza politica.
PADRE ZANOTELLI IRRESPONSABILE – La rassegna parte con la contestazione del candidato del centrosinistra a Padre Alessandro Zanotelli, il missionario diventato un punto di riferimento del movimento no global e della Rete Lilliput, un personaggio che della solidarietà, della non violenza e della giustizia sociale ha fatto la sua ragione di vita. “Mi è capitato di sentire una dichiarazione di tale Padre Zanotelli – spiega il sindaco di Salerno – che sembra più un attore su un set cinematografico che un prete. Parlava di questioni tecniche con una irresponsabilità che avrebbe meritato veramente una denuncia all’autorità giudiziaria. E’ come se qualcuno dicesse pubblicamente: “Guardate, che se bevete l’acqua prendete il tumore”. Siamo a questi livelli. Questo signore parlava di impianti di trattamento di rifiuti citando tumori, deformazioni per i bambini, ma cose dell’altro mondo, di una tale idiozia e di una tale irresponsabilità che noi stiamo pensando veramente di procedere ad una denuncia per procurato allarme”. Parla di “buffonate” De Luca, “pulcinellismo”, inutili e dannosi “allarmismi”, di “deformazioni dell’informazione”. E chiede: “Ma le pare che possa andare a parlare di tecnologie Padre Zanotelli?”. Poi la sentenza: “Ma faccia gli esercizi spirituali, vada ad insegnare il catechismo, vada a girare per il mondo”. A sinistra non gradiranno molto.
TOLLERANZA ZERO - Nei video, finora visionati da poche centinaia di internauti, c’è spazio anche per la questione immigrazione. Le parole di De Luca somigliano a quelle di una camicia verde di Bossi o giù di lì: “Quando nei miei quartieri avevo l’occupazione fisica da parte di romeni, polacchi, ucraini, cercavamo di difenderci. Quando abbiamo verificato che c’erano gli albanesi coi coltelli in mano e abbiamo dotato gli agenti di polizia municipale di sfollagente si è parlato di fascismo, di autorità”. Poi le immagini di una contestazione ai clandestini per le strade della città. “Non ho mai sentito un discorso sulla sicurezza che partisse da uno stato d’animo dei cittadini italiani, partiamo sempre dallo stato d’animo del rumeno e del polacco. Tutto il rispetto. Vorrei partire più dai pensionati che vogliono stare in pace nelle nostre piazze e nei nostri quartieri”.
LA PAURA DELLA MAGISTRATURA - Poi si passa ai problemi della giustizia. Spiega il candidato Pd: “Abbiamo l’Italia che è paralizzata per due ragioni. Una è la palude burocratica, l’altra è la paura della firma. Non c’è nessun funzionario pubblico che si assuma la responsabilità quando c’è un potere discrezionale da esercitare perché ha paura dell’intervento della magistratura. Questa è la verità, questa situazione va spezzata. Io sono per l’autonomia piena della magistratura, ma sono perché la magistratura non mi rompa le scatole quando decido di fare una variante urbanistica nel consiglio comunale della mia città. O abbiamo il coraggio di raccontarci le cose vere o continuiamo a raccontarci palle”. Dalle sue parti, anche su questo, molti non gradiranno.
IL PD E LA GIUSTIZIA - Ma il sindaco ci prova lo stesso, a sensibilizzare i democratici e a rompere il tabù della magistratura intoccabile: “Ma come si fa a non capire che oggi il tema del rapporto tra pubblica amministrazione e giustizia è diventato un tema decisivo per non paralizzare l’Italia? Noi abbiamo avuto l’esempio di esperienze drammatiche: il rettore dell’Università di Salerno, Roberto Racinaro, si è fatto due mesi di carcere per niente. Dopo sette anni di processo è stato prosciolto da tutto, come era evidente. Un partito che non parta dal rispetto per la libertà del cittadino come un valore sacro è un partito che non ha niente da dire. E’ a partire da questo che noi difendiamo l’autonomia della magistratura, altrimenti arriveremo al controllo politico della magistratura. Non c’è un solo funzionario pubblico che dovendo mettere una firma la metta assumendosi una responsabilità personale. Il Partito Democratico se vuole parlare all’Italia vera deve dire queste cose”.
NO AL REDDITO DI CITTADINANZA - Infine, le critiche ad un provvedimento che più di sinistra non si può, approvato dal consiglio regionale campano durante la gestione Bassolino: il reddito di cittadinanza. “Abbiamo fatto un’esperienza in Campania che è un disastro – afferma De Luca - Non la dobbiamo fare più: il reddito di cittadinanza. Sapete a che è servito? A dare lo stipendio ad una parte della manovalanza dei camorristi. Gli facevano i certificati falsi! Ma quale solidarietà? Dobbiamo cominciare ad avere il coraggio di dire che oggi la situazione è pesante e che o eliminiamo il parassitismo, o eliminiamo le cose superflue, o saremo costretti a rinunciare alle cose necessarie. E dobbiamo anche dire che essere riformisti non vuol dire dare il pane a tutti quanti: ogni essere umano deve cominciare a rimboccarsi le maniche e ad essere padrone della propria vita”. Frasi già sentite. Da altre parti.
(Ha collaborato Alessio Bernardi)













A Salerno viene chiamato scherzosamente “Vicienz ‘o funtanar”
perchè ha portato la città a collocarsi tra una delle più belle del sud d’Italia: si è avuta una notevole trasformazione urbanistica, è rinata la zona portuale e il centro storico è, a tutti gli effetti, la movida dei giovani salernitani;
Tutto questo grazie a De Luca, che sa amministrare e ha saputo amministrare nei luoghi in cui ha operato!
E’ un ottimo partito!
Grande Donato!!!
Megalomane. Ma sul reddito di cittadinanza ha ragione.
Pingback: Il De Luca che non piace alla sinistra
Non so sia possibile, ma se io fossi un POLITICO, chiederei di non “”Mandarmi l’avviso di garanzia, che dicono che è A MIO FAVORE”", che mi indaghino senza dirmi niente, e mi ACCUSINO se ho commesso qualcosa, L’avviso di garanzia, è diventato PEGGIO di una CONDANNA.